A seguito di un fallimento, soprattutto affettivo, sono gli adulti a tornare a casa "da mamma e papà"….e a riprendere la cameretta di quando erano adolescenti…
Figli: a volte ritornano
Adulti e con un’occupazione regolare, ma spesso con un fallimento affettivo alle spalle: sono i figli di ritorno, quelli che bussano alla porta di mamma e papà per chiedere di occupare la cameretta di quando erano adolescenti. In attesa di tempi migliori. Si tratta di un fenomeno diffuso, e in aumento. Secondo un censimento realizzato dall’Associazione matrimonialisti italiani, i «figli di ritorno», soprattutto mariti separati, sarebbero almeno 500.000. «In maggioranza soggetti tra i 40 e i 55 anni», spiega il presidente dell’associazione Gian Ettore Gassani. Anche perché oggi ci si sposa sempre più tardi, spesso rimanendo a casa dei genitori fino a prima del matrimonio. «La Corte di Cassazione poi ha recentemente decretato che i figli devono essere mantenuti fino a quando non raggiungono l’indipendenza economica, senza stabilire un limite di tempo preciso. E quando il matrimonio va in crisi un separato su quattro rientra a casa dei genitori», prosegue l’avvocato Gassani. «In molti casi sono operai e impiegati che non riescono a pagare gli alimenti e allo stesso tempo mantenere un appartamento». Il problema è reale, tanto che stanno cominciando a nascere i primi spazi organizzati per padri separati che non possono permettersi una casa ma hanno bisogno di un luogo dove accogliere i figli. E qualche Regione, come la Liguria, ha approvato leggi a tutela dei padri in difficoltà.
articolo di Paola Emilia Cicerone
tratto da Mente&Cervello giugno 2009
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