24 Agosto 2009 articolo inserito in: Psicologia
BIMBI E GENITORI SEPARATI - di francesca

BIMBI E GENITORI SEPARATI

Nella nostra società sono sempre più frequenti e numerosi i casi di famiglie ricostruite e di bambini cresciuti al loro interno. Tale fenomeno presente sicuramente anche nel passato attualmente è più visibile e anche perchè spesso non è causato da lutti e vedovanze, ma da separazioni, per cui il bambino si confronta con due genitori entrambi vivi, con una vita indipendente spesso ricostruita all’interno di una nuova famiglia. Per ogni bambino, il passaggio dalla famiglia nella quale è nato ad una nuova famiglia, formata dal genitore affidatario, dal suo nuovo compagno o dalla sua nuova compagna e da eventuali fratelli acquisiti, è un processo di adattamento molto complesso ed articolato, ma realizzabile. In questo processo di adattamento, il bambino a volte può avere il timore di ingannare e di deludere il genitore che non vive più con lui e vivere spesso una profonda angoscia ed un forte senso di colpa. In tale momento delicato, per il bambino è molto importante poter creare una continuità tra il suo presente ed il suo passato, per conservare le sue origini, la sua appartenenza e la sua identità, continuità che spesso i genitori separati, per primi, vorrebbero e talvolta tendono a cancellare per potersi al più presto distaccare da un passato ed una relazione coniugale fallimentare e dedicarsi così alla nuova famiglia che hanno ricreato. Tale continuità può essere mantenuta spiegando al bambino che i suoi genitori, seppur separati, mantengono con lui il loro ruolo genitoriale. Inoltre per il bambino può essere di grande aiuto sapere anche che i nuovi legami che la mamma ed il papà hanno ricreato possono essere importanti ed iniziare ad avere un loro peso, come anche le nuove relazioni affettive che vengono a crearsi nella sua nuova famiglia, con la presenza di eventuali fratelli acquisiti. All’interno di quest’ottica, il nuovo partner di mamma o la nuova compagna di papà, possono diventare dei significativi punti di riferimento del bambino, senza mai divenire sostitutivi di quelli genitoriali, con i quali potersi confrontare, identificare e condividere spazi ed attività importanti per sua vita e la sua crescita. In tali situazioni, può accadere che il bambino si senta felice di far parte nuovamente di una famiglia regolare, anche se ricomposta, e di sentirsi alleggerito da una relazione privilegiata ma opprimente, nella quale si era ritrovato da solo con la mamma o con il papà. Nel periodo di formazione e di adattamento della nuova famiglia, è molto importante rimanere sempre in una posizione di ascolto del bambino, dei suoi timori, dei suoi dubbi e delle sue curiosità, nel tentativo di spiegargli ciò che gli accade intorno e di dare delle risposte chiare e comprensibili alle sue domande sui mutamenti in atto nella sua famiglia e sulle motivazioni che sono alla base. Instaurando una comunicazione aperta e costante con il bambino, egli in tal modo viene considerato come un individuo “competente”, sia per la sua capacità di percepire e di comprendere i fatti e i vissuti emotivi che caratterizzano i cambiamenti nel suo sistema familiare, ma sia per la possibilità per lui di sentirsi parte attiva in questo processo di adattamento e di formazione della sua nuova famiglia.

Scritto da Laura Piacenti

 

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