
Un libro sulle donne e il gioco d’azzardo patologico, la triste denuncia di un fenomeno in aumento e l’elogio alla forza e alla dedizione delle donne. Il libro cerca di chiarire le caratteristiche del gioco al femminile e dà spazio a quelle donne che sono state protagoniste nelle storie dei loro uomini, giocatori d’azzardo. Sono inoltre riportate alcune storie di donne incappate in queste difficoltà.
"Non si trattava di una semplice debolezza o di abulia, ma di una passione profonda, capace di paralizzare tutti i centri di volontà e alla quale non poteva ribellarsi neanche un carattere forte. Bisognava rassegnarsi a considerare il gioco come una malattia incurabile"
(Anna Dostoevskaja)
L’AZZARDO SI VESTE DI ROSA
Perché un libro sulle donne e il gioco d’azzardo patologico?
Perché si è sempre parlato del giocatore come uomo, mentre la realtà moderna vede un incremento delle donne giocatrici.
Il libro vuole essere allo stesso tempo triste denuncia di un fenomeno in aumento ed elogio alla forza e alla dedizione delle donne. Cerca di chiarire le caratteristiche del gioco al femminile e di dare spazio a quelle donne che, nel bene e nel male, sono state protagoniste nelle storie dei loro uomini, giocatori d’azzardo, come mogli, compagne, madri, figlie, perché rivestono un ruolo fondamentale nel percorso di vita di questi giocatori, sia durante la dipendenza, sia nel cammino necessario per liberarsene. Nel volume sono riportate anche storie di persone che sono passate attraverso queste difficoltà, in modo che il lettore possa immedesimarsi ed eventualmente riconoscersi in esse.
Così la storia di Elena, esempio dell’incredibile forza della fragilità. Elena è stata fidanzata, è madre e moglie, ma qualcosa manca nella sua vita, finché non si illude di trovarla nel gioco: il bingo. Quando sembra aver toccato il fondo, quando il gioco "l’ha ormai allontanata dai suoi figli nel momento del bisogno", Elena si rimbocca le maniche affrontando il faticoso percorso che la porterà alla scoperta di un nuovo sé e a riprendersi la sua femminilità, la sua maternità, il suo esser donna.
Cesare Guerreschi è stato direttore del Servizio di Alcologia dell’ASL di Bolzano, ideatore e fondatore di HANDS (già CRIAF), è fondatore e presidente della S.I.I.Pa.C. (Società Italiana d’Intervento sulle Patologie Compulsive). Collabora con varie università italiane ed estere e tiene corsi di specializzazione e formazione sulle tossicodipendenze e new addiction. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Il gioco d’azzardo patologico (2003), New addictions (2005) e Shopping compulsivo (2006).
Collana: Serie di psicologia
Pagine: 144
Editore: Franco Angeli
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