23 Novembre 2009 articolo inserito in: Psicologia
HERBALIFE E SINDROME DI WERNICKE - di francesca

Herbalife e Wernicke

 

 

Nel numero di Neurology di giugno è stata pubblicata un’interessante segnalazione, proveniente dal Dipartimento di Neurologia dell’Università di Sassari. Si tratta di un caso di encefalopatia di Wernicke, in una giovane donna che seguiva da 11 mesi un regime dietetico, comprendente Herbalife (un preparato a base di erbe) come pasto sostitutivo, una volta al giorno. L’encefalopatia di Wernicke è una forma dovuta a deficienza di tiamina (vitamina B1), frequente quindi negli alcolisti e nei casi di seria malnutrizione. La paziente in questione non rientrava in nessuna di queste categorie, inoltre non utilizzava lassativi e non presentava sintomi di malassorbimento. Il regime dietetico, che seguiva da circa un anno, era decisamente ipocalorico ma ben bilanciato, integrato con supplementi vitaminici e minerali. L’apporto calorico quotidiano, infatti, era di circa 750 Kcal, quello di tiamina 0,96 mg, quindi adeguato. I sintomi presentati, atassia, vertigini, nausea, nistagmo e oftalmoplegia, indirizzavano verso la diagnosi di malattia di Wernicke, tanto più che non si riscontravano anomalie dei parametri ematici, né alterazioni funzionali a livello epatico, cardiaco e del SNC. La diagnosi di sindrome di Wernicke è stata confermata con somministrazione intramuscolare di 100 mg di tiamina, in seguito alla quale si è avuta una pronta e rapida regressione della sintomatologia. Dopo 3 giorni di terapia si è passati al trattamento con tiamina e un complesso multivitaminico per via orale, tutti i sintomi neurologici sono scomparsi e non si sono ripresentati nei mesi successivi. In conclusione l’unico collegamento, tra l’insorgenza dell’encefalopatia e la storia clinica della paziente, sembra essere la prolungata restrizione alimentare (la donna aveva perso 25 Kg in 11 mesi), non essendo riscontrabili altri fattori predisponenti come vomito persistente, anoressia, digiuno continuato. I medici tuttavia non escludono la possibilità che la paziente necessitasse un maggior apporto di tiamina, a causa di fattori genetici o di diminuito assorbimento intestinale, imputabile all’uso di preparati a base di erbe.

Elisa Lucchesini
(Neurology 2002;58 (11) Clinical/Scientific Notes)

A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, diete, dimagrire, perdere peso Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri.

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