26 Dicembre 2009 articolo inserito in: Psicologia
DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE MASCHILI - di francesca

Ricordarsi che anche gli uomini possono ammalarsi di disturbi del comportamento alimentare.
Innanzitutto, si deve sempre pensare alla possibilità di un disturbo del comportamento alimentare nell’uomo! È molto importante che il clinico sia consapevole che anche un ragazzo può soffrire di un disturbo del comportamento alimentare, che può assumere nell’uomo una fenomenologia clinica diversa, certamente meno ecclatante dei quadri di severa emacipazione che siamo soliti osservare nelle donne. L’uomo presenta quadri clinici

più sfumati, meno facili da individuare (1).
Fare capire che non sono “disturbi da femmine“
È importante impiegare del tempo ad informare il ragazzo su cos’è un disturbo del comportamento alimentare e sull’attuale diffusione, anche nel mondo maschile(spesso i ragazzi se ne vergognano, perché portati a considerarlo come un problema “da femmine”); ciò facilita l’aumento della consapevolezza di malattia, presupposto indispensabile per accedere ad un progetto di cura (2).
Notare comportamenti ossessivi che spesso precedono il disturbo
Quando un adolescente o i genitori di un adolescente riportano un atteggiamento ossessivo nei confronti del cibo o dell’attività fisica, pensare sempre ad un disturbo del comportamento alimentare. Spesso, infatti, il disturbo può iniziare con comportamenti e rituali; ad esempio,selezionare solo dei tipi particolare di cibo, oppure,praticare ogni giorno sempre la stessa quantità di esercizio fisico, o ancora, lavarsi eccessivamente
e avere una estrema paura di sporcarsi ovunque.
Non suggerire diete troppo restrittive a bambini e adolescenti
Scoraggiare nel bambino sovrappeso l’adesione a regimi dietetici controllati ed incoraggiare una regolare attività fisica e un’educazione alimentare nei genitori ed in coloro che si prendono cura del bambino. Il sovrappeso infantile si associa ad un rischio maggiore di ammalarsi di disturbi del comportamento alimentare,che frequentemente esordiscono quando il giovane sovrappeso, stanco di subire gli scherni dei coetanei, inizia a seguire diete molto restrittive o a praticare attività fisica in modo ossessivo: ciò può divenire pericoloso e suggerire la strada per ammalarsi. L’educazione ad un’alimentazione corretta, seguita nell’ascolto dei propri segnali biologici, costituisce un’alternativa più efficace già nell’intervento preventivo.
Fare attenzione quando lo sport diventa un’ossessione
Incoraggiare la pratica di un’attività fisica sana e regolare fin dall’infanzia, ma vigilare quando la pratica di uno sport diviene l’unica attività del giovanissimo. Una dedizione eccessiva ed univoca allo sport può, infatti, condurre a quella che potremmo definire un’identità unidimensionale;il rischio è che l’autostima finisca con il basarsi esclusivamente su risultati sportivi, esponendo il ragazzo ad un maggior rischio di disturbi emotivi, alla limitazione dei propri interessi alla sola area sportiva e alla calibratura dei propri valori solo sulla propria muscolarità. Una condizione simile può indurre il giovane a puntare tutto sulla propria forma fisica e a volerla potenziare, affiancando agli allenamenti regimi nutrizionali inadeguati (che possono arrivare all’assunzione di steroidi anabolizzanti, preparati iperproteici etc.), che possono facilitare l’insorgenza di un disturbo del comportamento alimentare. Laura Dalla Ragione
Psichiatra e psicoterapeuta Responsabile del Centro DCA Palazzo Francisci di Todi
e del Centro DAI Città della Pieve ASL 2
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Da: Il pensiero scientifico

Il supporto di un nutrizionista e di uno psicologo può aiutare ad affrontare meglio il problema

A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, diete, dimagrire, perdere peso Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri.

 

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