27 Gennaio 2010 articolo inserito in: Psicologia
PERCHE´ MIO FIGLIO NON STUDIA O VA MALE A SCUOLA? - di francesca

Bambini che non studiano o che vanno male a scuola.

E’ un problema che riguarda molti bambini e ragazzi che non riescono a impegnarsi a sufficienza, hanno risultati negativi, si disinteressano degli impegni scolastici, sfidano i docenti. A volte tendiamo a dare una lettura sbrigativa di questa difficoltà, etichettiamo il bambino come pigro o apatico, dimenticandoci che se un bambino o un ragazzo ha tutte le capacità per apprendere, una intelligenza normale, e non riesce bene a scuola, vi sono sempre dei motivi.

1) difficoltà di apprendimento e rapporto con se stessi. Bambini che non studiano


L’apprendimento mette lo scolaro di fronte inevitabilmente ad una situazione di novità, al confronto con qualcosa che non conosce, che può produrre emozioni di incertezza, disorientamento, paura di deludere i genitori o gli insegnanti, essere giudicato e confrontato agli altri. Il bambino che va a scuola ha una immagine di sé stesso e delle proprie potenzialità che si è costruita nel tempo, nelle esperienze e nelle relazioni del passato: vi sono bambini che hanno fiducia in sé e nelle proprie capacità di affrontare un problema e di risolverlo, altri che di fronte a un impegno si sentono invece sopraffatti da sentimenti di frustrazione e di incapacità. Il bambino è modellato da una miriade di esperienze che condizionano il suo rapporto con l’apprendimento e con la scuola. Se le persone che si sono occupate di lui fin da piccolo hanno saputo renderlo coraggioso e speranzoso rispetto alle sue capacità, interessato a esplorare l’ambiente e capace di tollerare l’ansia di fronte alle novità, questo bagaglio connoterà il suo atteggiamento di scolaro di studente. Se al contrario il bambino ha percepito fin da piccolo di essere oggetto di svalutazione o di confronti negativi con altri, può identificarsi in un soggetto scarsamente capace e degno di stima e di fiducia da parte di chi lo circonda. Spesso i minori si sentono oggetto di pressioni per essere all’altezza delle aspettative degli adulti: il timore di deludere tali aspettative può interferire con la capacità di apprendere.

2) Difficoltà di apprendimento e rapporto con l’insegnante. Bambini che non studiano

Anche la scuola rappresenta un ambiente dove il bambino o il ragazzo può individuarsi come persona capace e stimabile o al contrario suscitare esperienze negative, di svalutazione o di inadeguatezza. L’apprendimento mette sempre insieme il rapporto con la conoscenza e la relazione con un’altra persona. Il rapporto con l’insegnante influenza la capacità di imparare e la possibilità di aprirsi a nuove esperienze. E’ noto che le aspettative positive condizionano in un certo modo la relazione: nel famoso esperimento di Rosenthal degli anni ‘60 , quello che è stato chiamato “ l’effetto Pigmalione” potenziò le capacità intellettive di quegli allievi (scelti a caso) che erano stati presentati agli insegnanti come i più intelligenti della loro classe. L’esperimento dimostrò che ciò il docente pensa e sente nei confronti di un alunno, viene da questo riconosciuto e produce un adeguamento alle sue aspettative. Ma cosa accade se l’insegnante attiva, suo malgrado, un “ effetto Pigmalione” alla rovescia, comunicando implicitamente all’allievo valutazioni negative, di sfiducia ? Il ragazzo tenderà ad adeguarsi, rinforzando con il proprio comportamento distratto o aggressivo il giudizio negativo dell’adulto.

3) Difficoltà di apprendimento e sofferenza psichica. Bambini che non studiano

Molti bambini e ragazzi non riescono (anzi, non possono!) studiare perché la loro mente è troppo occupata a tenere a bada la sofferenza che deriva da una vita difficile o troppo piena di esperienze dolorose. Un ragazzo che soffre a causa di forti conflitti famigliari, maltrattamenti, abusi sessuali, separazioni, malattie, lutti, abbandono, non può apprendere perché non ha la serenità per farlo. La mente è occupata altrove. E’ del tutto inutile proporgli (imporgli) lezioni di recupero, maestre di sostegno, o punirlo e sgridarlo. Se la mente usa tutte le energie per tenere a bada il dolore, la rabbia, la sofferenza, non rimangono più energie per studiare. Proprio queste cause, all’origine delle difficoltà di apprendimento, sono da curare e da tenere presenti per aiutarlo a migliorare la sua performance scolastica.

La psicologia dell’età evolutiva aiuta a capire i problemi di apprendimento dei bambini e degli adolescenti. La psicologa e lo psicologo possono essere di aiuto ai genitori per risolvere i problemi legati alla scuola, allo studio, ai rapporti con i compagni, dei bambini e degli adolescenti. Gli psicologi di Synergia Centro Trauma, psicologi in Torino e Moncalieri, possono essere un valido aiuto ai genitori in difficoltà. Gli studi di psicologia di Synergia Centro Trauma si trovano in centro a Torino e a Moncalieri. Synergia Centro Trauma è un centro specialistico sull’età evolutiva, con personale altamente specializzato per la diagnosi e la cura dei disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione.

Cristina Roccia, psicologa psicoterapeuta, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri

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