25 Febbraio 2010 articolo inserito in: Psicologia
SCUOLA: E´ EMERGENZA BULLI - di francesca

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Scuola, emergenza bulli: venti studenti "in terapia"

Due studenti su venti di prime classi superiori hanno l’indole del bullo. Sul litorale, la "violenza tra pari" in età giovanile è una patologia oltre che sociale anche psicologica che si cura con sistemi sanitari. Sono venti ragazzi tra i 13 e i 15 anni, i soggetti "difficili" sottoposti a sostegno anti-bullismo della asl. Il dato allarmante è emerso ieri nel corso del convegno "Aggrrrreghiamoci: le relazioni tra pari in adolescenza" organizzato dalla Asl RomaD. Da più di un anno l’azienda sanitaria ha messo in piedi un team di psicologi ed un centro per il trattamento dell’abuso giovanile, strumenti mirati al contrasto del fenomeno del bullismo. «Incontrando gli studenti, spiega lo psicologo Fabrizio Brauzzi, abbiamo registrato un notevole tasso di soggetti a rischio.
Siamo arrivati alle conclusioni che mediamente in ogni classe ci sono un paio di questi ragazzi difficili». A occuparsene sono i Servizi Territoriali per la Tutela della Salute Mentale e la Riabilitazione in Età Evolutiva.
Gli operatori ci sono venuti a contatto attraverso le vittime che si rivolgono al centro per l’abuso "Il Mandorlo" del "Grassi", ma anche avviando il progetto della Asl Roma D denominato "Bullismo ed integrazione del diverso" sulle prime classi del liceo "Baffi" di Fiumicino e dell’itis "Faraday" di Ostia. «Nello studio condotto dall’associazione "La Maieutica", rivela il direttore generale dell’azienda, Giusy Gabriele emerge che a Roma il 45,7 % degli alunni di scuole elementari e medie dichiara di essere vittima di episodi di bullismo. Sul litorale questa percentuale è più alta». Perché a Ostia più che altrove due ragazzi su venti esercitano violenza gratuita sui loro coetanei? «La carenza e, per taluni quartieri, la mancanza di spazi collettivi giovanili è una delle ragioni che acuisce il problema, trasversale rispetto ai ceti sociali, risponde Brauzzi. In zone socio-culturalmente più elevate, come Casalpalocco o Axa, non è che il fenomeno sia assente: è reso meno evidente perché la conflittualità si risolve senza denunce». «C’è poi il peso dell’assenza dei genitori che sul litorale è molto più elevata, sia perché zona di forte immigrazione straniera che di pendolarismo, aggiunge Massimo Carrano, formatore e musicista, In quei casi è forte l’adultizzazione ovvero l’eccesso di responsabilità richiesto in quegli adolescenti». La prevenzione, chiave d’accesso al problema, al litorale è nei laboratori di sensibilizzazione ritmica che portano alla costituzione di orchestre estemporanee di percussioni. «Si imparano istintivamente e aiutano a costruire meglio i rapporti di rete» conclude Carrano.

Fonte: da Il Messaggero di Roma del 29/01/2010
Di GIULIO MANCINI

 

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