IL CASO - PICCHIÒ UN FOTOGRAFO: TRECENTO ORE DI SERVIZI SOCIALI da: IL CORRIERE DELLA SERA
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Il giudice condanna Sean Penn «Segua una terapia contro l’ira»
MILANO — Si chiama «anger management counseling» e non poteva che essere una trovata americana. Si tratta di un corso per la gestione della rabbia e questa volta a sottoporsi alla «riabilitazione» sarà nientemeno che Sean Penn. Come è noto, l’attore/regista è piuttosto iracondo e lo scorso ottobre si è reso protagonista di una rissa con un fotografo in uno shopping center vicino Los Angeles, in California. Penn, 49 anni, — atteso al Festival di Cannes come protagonista insieme a Naomi Watts dell’unico film americano in concorso, Fair Game di Liman, — in ottobre aveva assalito un fotografo: ha preso a calci il paparazzo e gli ha rotto la macchina fotografica. Uno scatto d’ira, pagato caro finora. Un giudice ha condannato l’attore, che non si è presentato all’udienza, a 300 ore di lavori presso i servizi sociali e alla frequentazione di 36 ore di corsi anti-rabbia. Una vera e propria terapia per imparare a gestire le proprie emozioni.
La corte lo ha inoltre condannato a tre anni di libertà vigilata e gli ha imposto di tenersi ad almeno 100 yarde (quasi 100 metri) di distanza dal fotografo picchiato. In una seconda udienza, prevista per l’8 luglio, l’attore potrebbe essere anche condannato ad un risarcimento danni. C’è di più: se sarà rinviato a giudizio, Penn, premio Oscar per le sue interpretazioni in Mystic River e Milk, potrebbe passare fino a 18 mesi dietro le sbarre. Il regista ha deciso che svolgerà le 300 ore della sentenza lavorando per la sua organizzazione benefica che opera tra i terremotati di Haiti, dove si è già recato più volte nelle scorse settimane. Insomma Penn dovrà davvero comportarsi bene perché questa volta non si scherza. L’attore—inizialmente accusato di percosse e vandalismo— rischiava fino a 18 mesi di carcere, ma il patteggiamento ha visto le accuse circoscritte al solo reato di vandalismo. Reato che potrebbe ulteriormente essere ridotto a disturbo della quiete pubblica se la star rispetterà quanto prescritto dalla corte.
L’avvocato di Penn, Richard Hirsch, ha spiegato che il suo cliente ha preferito patteggiare «perché prolungare questa vicenda giudiziaria non era nel suo interesse e lo avrebbe distratto dal suo impegno umanitario. Per questo ha deciso di accettare i termini dell’accordo». A sfavore di Penn hanno giocato diversi precedenti penali: nel 1987 era già stato condannato a 60 giorni di carcere sempre per aver aggredito un fotografo su un set. E nel 2006 era stato inoltre coinvolto in una rissa con uno dei paparazzi presenti al funerale del fratello Christopher.
Ma. Vo.
14 maggio 2010
Synergia Centro Trauma, Torino e Moncalieri
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