
L’Associazione Famiglie per l’Accoglienza
è lieta di invitarvi
Sabato 11 febbraio alle ore 17.00 in via Brunetta 11/h – Torino
Ai gruppi di approfondimento delle Famiglie per l’Accoglienza adozione - Affido
occasione per ritrovarsi ed aiutarsi tra famiglie che vivono esperienze di adozione, affido ed accoglienza, o desiderano conoscerle in tutto il loro valore.
Al termine dell’incontro, per chi vuole, sarà possibile mangiare una pizza insieme
L’incontro è gratuito ed è aperto a tutti anche ai non soci, per fornire un servizio adeguatovi preghiamo di comunicare alla segreteria le vostre esigenze per il servizio baby-sitter.
.Sede: Via Brunetta 11/H - Torino
tel: 011/3827090 (9 – 13)
cell: 366.311.32.34 (lun. e ven. dalle 17:30 alle 19:30)
e-mail: asfamaccpi@alice.it
sito: www.famiglieperaccoglienza.it
Chi siamo
"Famiglie per l’Accoglienza": una rete di famiglie diffuse sul territorio nazionale e in diversi Paesi del mondo, che si sostengono nell’esperienza dell’accoglienza familiare e la promuovono come bene per la persona e per la società intera
Metodi e scopi
Non c’è una famiglia "specializzata" in accoglienza, ma qualsiasi famiglia può accogliere una persona da amare per quello che è. Alcune famiglie, sperimentata la positività del gesto in accoglienze temporanee e semplici, anche di un solo giorno, si sono rese disponibili ad accoglienze più prolungate e, talvolta, problematiche.
Vogliamo sostenere chi già accoglie una persona nella propria famiglia, perciò favoriamo la condivisione e la solidarietà tra famiglie accoglienti, ponendo l’accento sulla ragione ultima del gesto di apertura all’altro, che per noi è imitazione della carità redentrice di Cristo.
Intendiamo diffondere una cultura dell’accoglienza, approfondendo i valori che la originano e la consapevolezza che la sostengono in chi già la pratica o intende praticarla.
Attività e strumenti
Corsi di formazione: minicorsi per l’adozione e per l’affido guidati da famiglie con esperienze di accoglienza.
Incontri tra famiglie che praticano diverse forme di accoglienza: adozione, affido, ospitalità di giovani o di adulti, di anziani. Si alternano incontri assembleari finalizzati al reciproco aiuto e interventi di esperti seguiti da dibattito. Momenti di convivenza tra famiglie accoglienti.
Aree di esperienza: l’associazione tende a strutturare la propria attività attraverso amicizie e forme di mutuo aiuto nell’ambito di gruppi di prossimità, spesso secondo le diverse tipologie di accoglienza: gruppi adozione, affido, anziani, ospitalità e "Amici di Giovanni". Questi ultimi sono genitori di figli disabili, biologici o accolti, che nati in modo originale fuori dell’associazione hanno poi confluito in essa, consevando e offrendo la propria specificità come contributo di ricchezza per tutti.
Conferenze, seminari di studi e convegni sull’accoglienza familiare, rivolti alle famiglie e agli operatori sociali.
Segretariato sociale e consulenze professionali ai soci attraverso la presenza di altri soci e di due assistenti sociali e una psicologa (sede nazionale di Milano).
Collaborazioni: alcuni soci partecipano a tavoli di lavoro in collaborazione con iServizi Sociali e gli Enti Locali.
Fondo di solidarietà: consente a tutti di sostenere e partecipare, in modo indiretto e con contributi economici, alle esperienza di accoglienza di altri amici. Così è possibile far fronte alle esigenze economiche che emergono in famiglie con situazioni di accoglienze particolarmente onerose (bambini ammalati, adolescenti a rischio, ragazze madri).
«Lettera periodica»: strumento di informazione e approfondimenti delle Famiglie per l’Accoglienza (amministrazione via Macedonio Melloni, 27 - 20129 Milano).
«Ri-tratti di accoglienza»: una nuova collana di libri dell’edizione Cantagalli, a cura dall’associazione. Responsabile della collana per l’associazione la dottoressa Lia Sanicola.
Case di Accoglienza: Alcune famiglie dell’associazione hanno avvertito il fascino di un’esperienza di accoglienza radicale che si è tradotta nella forma di Case di accoglienza con la caratteristica originale di preservare la soggettività propria delle famiglie che le costituiscono, pur all’interno di un rapporto positivo con i servizi sociali del territorio.