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	<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 21:21:19 +0000</pubDate>
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		<title>morte prematura e obesità</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 21:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Morte prematura: obesit&#224; pi&#249; micidiale del fumo
A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035
http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485
L&#8217;obesit&#224; miete pi&#249; vittime del fumo


A quanto pare l&#8217;epidemia di obesit&#224; che affligge il mondo occidentale sembra diventare inarrestabile e le autorit&#224; sanitarie mondiali lanciano l&#8217;allarme: i problemi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Morte prematura: obesit&agrave; pi&ugrave; micidiale del fumo</strong></p>
<p><strong>A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035</strong></p>
<p><a href="http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485">http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485</a></p>
<p>L&#8217;obesit&agrave; miete pi&ugrave; vittime del fumo</p>
<p><img alt="" width="200" align="left" src="/wp-content/uploads/2010-09/29_231927_t.jpg" /></p>
<p>
A quanto pare l&rsquo;epidemia di obesit&agrave; che affligge il mondo occidentale sembra diventare inarrestabile e le autorit&agrave; sanitarie mondiali lanciano l&rsquo;allarme: i problemi legati alla dieta scorretta e al sovrappeso stanno diventando la causa principale di morte prematura; ancora di pi&ugrave; che non il fumo.</p>
<p>Uno studio australiano ha addirittura scoperto che, proprio in Australia, l&rsquo;obesit&agrave; &egrave; gi&agrave; la principale causa di morte prematura, superando di fatto il numero di vittime causate dal vizio del fumo. <br />
Gli esperti australiani concordano sul fatto che, sia la propria patria che il resto del mondo, probabilmente non sono preparati ad affrontare l&rsquo;ondata di problemi di salute legati a questa condizione. <br />
Nel solo continente australe in soli 6 anni i problemi legati al sovrappeso sono pi&ugrave; che raddoppiati. Nel 2006, per esempio, rappresentavano l&rsquo;8,7% di tutte le patologie. Oggi le malattie correlate al vizio del fumo rappresentano il 6,5% e hanno ceduto il primato ai problemi di peso.</p>
<p>Gli sforzi fatti per far diminuire il consumo di tabacco si sono probabilmente mostrati e il calo dei problemi di salute collegati ne &egrave; una prova. Per contro, i problemi legati all&rsquo;obesit&agrave; sono diametralmente aumentati, tanto che il professor Mike Daube, presidente del Public Health Association of Australia, ha dichiarato che la &ldquo;crisi obesit&agrave;&rdquo; non &egrave; in arrivo, ma &egrave; gi&agrave; arrivata. <br />
Ora saranno necessari maggiori sforzi per concentrare le azioni in favore di una campagna di sensibilizzazione sul problema, con la speranza che si ottengano risultati degni di nota per non doversi ritrovare tra breve a dover fronteggiare una vera e propria epidemia incontrollabile. <br />
&laquo;I leader politici dovrebbero prendere in considerazione non solo i miglioramenti del sistema ospedaliero, ma come fermare letteralmente centinaia di migliaia di morti evitabili&raquo;, ha commentato Daube.</p>
<p>Secondo i dati pi&ugrave; del 60% degli australiani e un bambino su quattro, sono in sovrappeso. In Italia la situazione non ancora cos&igrave; drammatica, tuttavia con il nostro 32% di persone in sovrappeso ci stiamo avvicinando alla meta. <br />
Il costo stimato per la societ&agrave; dei problemi legati all&rsquo;obesit&agrave; &egrave; stato di 19 miliardi di dollari australiani soltanto nel 2008.<br />
(lm&amp;sdp)</p>
<p>
&nbsp;</p>
<p>Da la stampa, foto da flickr<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>sportello di ascolto sul disagio maschile, Torino</title>
		<link>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/08/17/sportello-di-ascolto-sul-disagio-maschile-torino/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 21:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://admin" rel="nofollow">cristina</a></dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>

		<category><![CDATA[bambini maltrattati]]></category>

		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;

Contro la violenza sulle donne uno sportello per il disagio maschile Ampliato il servizio d &#8216;ascolto promosso dalla Provincia di Torino
&#160;
&#160;
&#160;
&#160;
Synergia Centro Trauma, Torino e Moncalieri
Centro specialistico sulle tematiche dell&#8217;et&#224; evolutiva e del trauma psichico 
Psicologi per adulti, bambini, adolescenti, famiglie
Trattamenti dei disturbi alimentari - Terapia EMDR
Avvocati, psichiatri, neurologi

Nove casi in tre settimane: &#232; questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img align="left" width="200" alt="" src="/wp-content/uploads/2010-08/24_234035_t.jpg" /></p>
<p>Contro la violenza sulle donne uno sportello per il disagio maschile Ampliato il servizio d &#8216;ascolto promosso dalla Provincia di Torino</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.synergiacentrotrauma.it/">Synergia Centro Trauma, </a>Torino e Moncalieri<br />
Centro specialistico sulle tematiche dell&#8217;et&agrave; evolutiva e del trauma psichico <br />
Psicologi per adulti, bambini, adolescenti, famiglie<br />
Trattamenti dei disturbi alimentari - Terapia EMDR<br />
Avvocati, psichiatri, neurologi<br />
</strong></p>
<p>Nove casi in tre settimane: &egrave; questo l?agghiacciante numero riportato dalle cronache nere di donne assassinate da compagni, fidanzati,corteggiatori, uomini con cui avevano avuto una relazione ormai finita. In generale, i delitti in famiglia sono da qualche anno in drastico aumento: quelli compiuti tra le mura domestiche e all?interno dello stesso nucleo familiare sono infatti al primo posto del totale nazionale, con una maggiore incidenza nel Nord Italia rispetto al resto del territorio nazionale: e le vittime pi&ugrave; frequenti sono le  donne. Un fenomeno allarmante, che denuncia un crescente disagio nelle relazioni familiari e soprattutto fra gli uomini, in prevalenza gli autori di questi efferati e disperati delitti, ma anche delle violenze compiute all?interno delle famiglie.</p>
<p>Spesso la violenza sfocia improvvisa dopo un lungo periodo di difficolt&agrave; che sono state sottovalutate: se in famiglia non ci si parla pi&ugrave;, se la rabbia per situazioni critiche viene sfogata fra le mura domestiche, se si hanno reazioni violente nei confronti di  mogli,  madri, figli, fidanzate dovrebbe scattare un campanello d&#8217;allarme.</p>
<p>Per offrire agli uomini che si accorgono di vivere una situazione di  grande stress emotivo un aiuto, la Provincia di Torino ha inaugurato nel 2009, in collaborazione con l&#8217;associazione di volontariato &quot;Il  Cerchio degli Uomini&quot; e con il contributo economico della Regione  Piemonte lo Sportello telefonico per l&#8217;ascolto del disagio maschile.</p>
<p>Lo sportello risponde al numero 011.247.81.85 e operer&agrave; da luglio 2010 con un nuovo ed ampliato orario: lun-mar dalle ore 18 alle 19, merc-giov-ven dalle 12 alle 13. Oltre a garantire la pi&ugrave; completa riservatezza, lo sportello prevede  inoltre la possibilit&agrave; di partecipare a gruppi di condivisione,  formati da 7/10 persone (di soli uomini e misti), finalizzati alla realizzazione di un percorso di consapevolezza e cambiamento per  coloro che si trovano in situazioni di disagio familiare e relazionale  e sono rivolti alla prevenzione della violenza.</p>
<p>
Provincia di Torino<br />
Servizio Pari Opportunit&agrave; e Politiche dei Tempi<br />
C.so Lanza, 75 - 10131 Torino<br />
tel. +39 011-8613532 fax. +39 011-8613539</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ingrassare dopo i 50 alza il rischio diabete</title>
		<link>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/08/17/ingrassare-dopo-i-50-alza-il-rischio-diabete/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 09:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Synergia Centro Trauma]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;Peso e diabete
A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035
http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485

L&#8217;eccesso di peso &#232; uno dei fattori di rischio maggiori per l&#8217;insorgenza di diabete di tipo 2 in soggetti di giovane e mezza et&#224;. Fino a oggi, per&#242;, mancavano dati statistici di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Peso e diabete</p>
<p><strong>A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035</strong></p>
<p><a href="http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485">http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485</a></p>
<p><img alt="" align="left" style="width: 167px; height: 148px" src="/wp-content/uploads/2010-08/29_113323_t.jpg" /></p>
<p>L&#8217;eccesso di peso &egrave; uno dei fattori di rischio maggiori per l&#8217;insorgenza di diabete di tipo 2 in soggetti di giovane e mezza et&agrave;. Fino a oggi, per&ograve;, mancavano dati statistici di rilievo nei soggetti pi&ugrave; anziani, dai 65 anni in su. Ecco allora che i risultati di questo studio prospettico statunitense, durato diciotto anni e condotto su 4.193 potenziali pazienti, offrono un quadro di grande interesse. Il campione &egrave; stato sottoposto a misurazione del peso corporeo totale e distribuzione del grasso all&#8217;inizio dello studio e poi ogni tre anni, per un periodo medio di 12,4 anni. L&#8217;eventuale presenza di diabete veniva misurata costantemente e se ne conclamava la comparsa con glicemia a digiuno superiore a 126 mg/dL. Durante questo lasso di tempo, si sono registrati 339 nuovi casi diabete di tipo 2. La valutazione dell&#8217;incremento ponderale e la localizzazione dei chili in eccesso ha dimostrato che c&#8217;&egrave; un legame stretto e documentabile tra chi ingrassa e l&#8217;insorgenza della malattia, che pu&ograve; addirittura triplicare il rischio di diabete nei soggetti che, a partire dai cinquant&#8217;anni, hanno accumulato nove o pi&ugrave; chili. &laquo;Inoltre se i chili in eccesso si concentrano nella zona addominale il rischio &egrave; ancora maggiore&raquo; conclude Mary Biggs, ricercatrice dell&#8217;universit&agrave; di Washington. &laquo;Questo studio evidenzia quindi che ingrassare rappresenta un fattore di rischio di insorgenza di diabete a ogni et&agrave; e interessa tutti senza distinzioni, over 65 compresi&raquo;. <br />
Fonti<br />
JAMA. 2010 Jun 23;303(24):2504-12 da doctor news, foto flickr<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il diabete raddoppia il rischio di malattia vascolare</title>
		<link>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/08/17/il-diabete-raddoppia-il-rischio-di-malattia-vascolare/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 09:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Synergia Centro Trauma]]></category>

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		<category><![CDATA[problemi alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[Il diabete raddoppia il rischio di malattia vascolare
&#160;
A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035
http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485
&#160;


Il diabete conferisce un rischio aggiuntivo circa doppio per un ampio spettro di malattie vascolari, indipendentemente da altri fattori di rischio convenzionali. Nelle persone senza diabete, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il diabete raddoppia il rischio di malattia vascolare</strong><br />
&nbsp;</p>
<p><strong>A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035</strong></p>
<p><a href="http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485">http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img alt="" align="right" style="98px" src="/wp-content/uploads/2010-08/29_112413_t.jpg" /></p>
<p>
Il diabete conferisce un rischio aggiuntivo circa doppio per un ampio spettro di malattie vascolari, indipendentemente da altri fattori di rischio convenzionali. Nelle persone senza diabete, al contrario, la concentrazione glicemica a digiuno &egrave; modestamente e non linearmente associata con il rischio di malattie vascolari. &Egrave; l&#8217;interpretazione che l&#8217;Emerging Risk Factor Collaboration (Erfc) dell&#8217;Universit&agrave; di Cambridge d&agrave; ai risultati di una metanalisi condotta su 102 studi prospettici, per un totale di 698.782 persone. Sono stati selezionati dati individuali relativi al diabete, alla glicemia a digiuno e ad altri fattori di rischio in persone senza malattia vascolare iniziale. Le hazard ratio (Hr) aggiustate del diabete sono state: 2,00 per malattia coronarica, 2,27 per ictus ischemico, 1,56 per ictus emorragico, 1,84 per ictus non classificato, 1,73 per l&#8217;aggregato di altre morti vascolari. Le Hr non sono cambiate in modo apprezzabile dopo ulteriore correzione per marker lipidici, infiammatori o renali. Le Hr per coronaropatia sono risultate pi&ugrave; alte nelle donne rispetto agli uomini, tra i 40 e i 59 anni piuttosto che a 70 anni e oltre, e nelle malattie fatali rispetto a quelle non fatali. Con una prevalenza nella popolazione adulta pari al 10%, si &egrave; stimato che il diabete determini l&#8217;11% delle morti vascolari. La concentrazione glicemica a digiuno non &egrave; apparsa correlata in modo lineare al rischio vascolare; in particolare non sono emerse associazioni significative tra 3,90 mmolL e 5,59 mmol/L. A confronto con questo intervallo di valori, le Hr per malattia coronariche si sono attestate su: 1,07 per livelli inferiori a 3,90 mmol/L, 1,11 per valori compresi tra 5,60 e 6,09 mmol/L e 1,17 per livelli posti tra 6,10 e 6,99 mmol/L. Nelle persone senza storia di diabete, un&#8217;informazione sulla concentrazione glicemica a digiuno o su uno status glicemico ridotto a digiuno, quando aggiunta ai dati relativi a vari altri fattori di rischio convenzionali, non ha consentito di migliorare la predizione di malattie vascolari.</p>
<p>da doctor news, foto flickr<br />
&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>formazione per psicologi a Torino sull&#180;attaccamento</title>
		<link>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/08/12/formazione-per-psicologi-a-torino-sullattaccamento/</link>
		<comments>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/08/12/formazione-per-psicologi-a-torino-sullattaccamento/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 20:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://admin" rel="nofollow">cristina</a></dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Formazione e Convegni]]></category>

		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>

		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il modello dInamIco-maturatIvo dell&#8217;attaccamento dI P. crIttenden e la sua aPPlIcazIone nella cura del genItore maltrattante. 
semInarIo di studio con andrea LANDINI venerd&#204; 15 ottoBre 2010 - ore 9.30/17.00 educatorIo della ProvvIdenza
corso trento 13 - TorIno 
Synergia Centro Trauma, Torino e Moncalieri
Centro specialistico sulle tematiche dell&#8217;et&#224; evolutiva e del trauma psichico 
Psicologi per adulti, bambini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il modello dInamIco-maturatIvo dell&rsquo;attaccamento dI P. crIttenden e la sua aPPlIcazIone nella cura del genItore maltrattante. </strong></p>
<p>semInarIo di studio con andrea LANDINI venerd&Igrave; 15 ottoBre 2010 - ore 9.30/17.00 educatorIo della ProvvIdenza<br />
corso trento 13 - TorIno </p>
<p><strong><a href="http://  http://www.synergiacentrotrauma.it/">Synergia Centro Trauma</a>, Torino e Moncalieri<br />
Centro specialistico sulle tematiche dell&#8217;et&agrave; evolutiva e del trauma psichico <br />
Psicologi per adulti, bambini, adolescenti, famiglie<br />
Trattamenti dei disturbi alimentari - Terapia EMDR<br />
Avvocati, psichiatri, neurologi</p>
<p></strong></p>
<p>La teoria dell&rsquo;attaccamento ha origine da un focus sul ruolo dell&rsquo;esposizione al pericolo nel generare organizzazioni mentali e comportamentali, volte strategicamente alla sopravvivenza degli individui e della loro prole. Il modello dinamico-maturativo elaborato da P. Crittenden riprende questo focus, articolandolo riguardo ai meccanismi di elaborazione delle informazioni nei vari sistemi di memoria, e declinandolo nelle varie fasi dello sviluppo in base alle caratteristiche funzionali relative al livello maturativo raggiunto, ed alle potenzialit&agrave; strategiche conseguenti. A partire dalla prima infanzia, verranno tracciati i percorsi di sviluppo rispetto ai quali si strutturano le diverse strategie di attaccamento, con particolare riferimento a quelle pi&ugrave; disfunzionali che possono, persistendo nell&rsquo;et&agrave; adulta, rappresentare un fattore di rischio rispetto alla genitorialit&agrave;. Secondo il modello dinamicomaturativo, infatti, un&rsquo;ipotesi esplicativa delle gravi disfunzioni genitoriali &egrave; fondata sulla attivazione nei confronti dei figli di strategie difensive sviluppate in risposta a minacce vissute nell&rsquo;infanzia.</p>
<p>ANDREA LANDINI <br />
Medico Neuropsichiatria infantile, svolge attivit&agrave; clinica libero-professionale come neuropsichiatra infantile e come psicoterapeuta a indirizzo cognitivo-costruttivista a Reggio Emilia. Membro fondatore e componente del direttivo della International Association for the Study of Attachment (IASA), consulente e formatore per i Servizi Educativi e Sociali del Comune di Rimini Docente presso le scuole di specializzazione in psicoterapia: Scuola Bolognese di Psicoterapia Cognitiva (Bologna), CESIPc (Firenze-Padova-Livorno), Studi Cognitivi Modena, Istituto di Terapia Familiare di Modena, Istituto Veneto di Terapia Familiare, Istituto di Terapia Post-Razionalista (IPRA), Roma. Ha svolto incarichi di formazione all&rsquo;utilizzo e codifica del CARE-Index nel 2009 presso l&rsquo;H&ocirc;pital Maisonneuve-Rosemont, Centre affili&eacute; &agrave; l&rsquo;Universit&eacute; de Montr&eacute;al, Montr&eacute;al, Quebec, Canada, nel 2008 a Reggio Emilia e a V&aring;rljus SA, Sweden. <br />
Dal 2002 collabora con Patricia Crittenden per la formazione alla somministrazione e interpretazione della Adult Attachment Interview. Ha svolto anche incarichi di consulenza al Servizio di Psichiatria e Psicoterapia dell&rsquo;Et&agrave; Evolutiva dell&rsquo;Ospedale Maggiore di Bologna sulla lettura di protocolli AAI in casi di tentato suicidio di adolescenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni ed iscrizioni:<br />
Segreteria Centro Tutela Minori<br />
Dal luned&igrave; al venerdi ore 9-13<br />
Tel./fax 011548747<br />
e-mail: ctm.paradigma@iol.it<br />
sito web: www.cooperativaparadigma.it </p>
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		</item>
		<item>
		<title>35% delle malattie oncologiche per cattiva alimentazione</title>
		<link>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/08/10/35-delle-malattie-oncologiche-per-cattiva-alimentazione/</link>
		<comments>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/08/10/35-delle-malattie-oncologiche-per-cattiva-alimentazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 21:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>

		<category><![CDATA[dieta]]></category>

		<category><![CDATA[dietologi]]></category>

		<category><![CDATA[dimagrire]]></category>

		<category><![CDATA[perdere peso]]></category>

		<category><![CDATA[problemi alimentari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/?p=856</guid>
		<description><![CDATA[Prevenzione oncologica
A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035
http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485

La prevenzione contro i tumori passa anche dalla tavola, perch&#233; la cattiva alimentazione &#232; all&#8217;origine di circa il 35% delle malattie oncologiche. A ricordarlo &#232; la Lega italiana lotta contro i tumori (Lilt),

da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prevenzione oncologica</p>
<p><strong>A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035</strong></p>
<p><a href="http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485">http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485</a></p>
<p><img height="103" alt="" align="left" style="width: 124px" src="/wp-content/uploads/2010-08/29_233510_t.jpg" /></p>
<p>La prevenzione contro i tumori passa anche dalla tavola, perch&eacute; la cattiva alimentazione &egrave; all&#8217;origine di circa il 35% delle malattie oncologiche. A ricordarlo &egrave; la Lega italiana lotta contro i tumori (Lilt),</p>
<p>
da dica33 news, foro flick<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>la ricerca dimostra che le coccole di mamma aiutano a crescere bene</title>
		<link>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/08/05/la-ricerca-dimostra-che-le-coccole-di-mamma-aiutano-a-crescere-bene/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 22:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://admin" rel="nofollow">cristina</a></dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>

		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>

		<category><![CDATA[bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[ANALIZZATI NEONATI DEGLI ANNI &#8216;60: GLI PSICOLOGI LI HANNO INTERVISTATI 34 ANNI DOPO
articolo di Eva Perasso, tratto da Corriere della Sera.it
&#160;


Coccole di mamma per crescere bene
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Se l&#8217;affetto materno nei primi mesi di vita non manca,
&#232; pi&#249; probabile essere degli adulti sereni e senza stress
MILANO&#160;- Un gruppo di quasi 500 piccoli di 8 mesi di vita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ANALIZZATI NEONATI DEGLI ANNI &#8216;60: GLI PSICOLOGI LI HANNO INTERVISTATI 34 ANNI DOPO</strong></p>
<p>articolo di Eva Perasso, tratto da Corriere della Sera.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img align="left" width="200" alt="" src="/wp-content/uploads/2010-08/24_235829_t.jpg" /></p>
<p>
Coccole di mamma per crescere bene</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
Se l&#8217;affetto materno nei primi mesi di vita non manca,<br />
&egrave; pi&ugrave; probabile essere degli adulti sereni e senza stress<br />
MILANO&nbsp;- Un gruppo di quasi 500 piccoli di 8 mesi di vita, a met&agrave; degli anni Sessanta, furono osservati insieme con le loro mamme nel momento pi&ugrave; dolce e delicato della loro esistenza, quello delle coccole e del contatto fisico e affettivo tra genitore e figlio. </p>
<p><strong>Gli stessi piccoli, 34 anni dopo, sono stati intervistati per poter cogliere gli effetti di tale legame sulla loro psiche </strong>e in particolare, per analizzare i loro comportamenti nei momenti pi&ugrave; difficili. Con un risultato che, sebbene possa apparire ovvio, dimostra su base scientifica per la prima volta quel che si tramanda di madre in figlio: le coccole aiutano a crescere sani e forti.</p>
<p><a href="http://www.synergiacentrotrauma.it/">Synergia Centro Trauma</a>, <strong>Torino e Moncalieri<br />
Centro specialistico sulle tematiche dell&#8217;et&agrave; evolutiva e del trauma psichico <br />
Psicologi per adulti, bambini, adolescenti, famiglie<br />
Trattamenti dei disturbi alimentari - Terapia EMDR<br />
Avvocati, psichiatri, neurologi<br />
</strong></p>
<p>
<strong>LO STUDIO</strong>&nbsp;- Pubblicato sul&nbsp;Journal of Epidemiology and Community Health, lo studio &egrave; stato condotto da alcuni psicologi della Duke University, a Durham, North Carolina. Tutto inizi&ograve; negli anni Sessanta, quando 482 mamme di bimbi di 8 mesi di Providence, nel Rhode Island, furono sottoposte a un programma sperimentale di analisi e studiate dai ricercatori per coglierne i livelli di affettivit&agrave; nei confronti dei figli. A distanza di 34 anni, alla fine degli anni Novanta, gli stessi neonati divenuti adulti sono stati ricontattati e sottoposti a un questionario e a interviste per verificare alcune dinamiche comportamentali.</p>
<p>
<strong>I RISULTATI&nbsp;-</strong></p>
<p><img align="left" width="200" alt="" src="/wp-content/uploads/2010-08/24_000259_t.jpg" /></p>
<p>Tra le mamme degli allora cuccioli, circa l&rsquo;85 per cento aveva dimostrato livelli di affetto considerati nella norma, il 10 per cento invece si mostrava meno attaccata, e c&rsquo;era un 5 per cento di mamme super-affettive. E le sorprese arrivano proprio tra i figli delle mamme di questa categoria, dove si totalizzano i punteggi migliori quanto a tranquillit&agrave;, assenza di stress e problemi psicologici. In questo gruppo c&rsquo;&egrave; chi si dichiara meno ansioso (il 14 per cento) e chi si mostra meno stressato rispetto ai coetanei intervistati (il 9 per cento). A dimostrare che nei primi mesi di vita l&rsquo;affetto materno, e il&nbsp;bonding, lo speciale legame tra madre e figlio, sono fondamentali anche per il futuro sviluppo psicologico. La ricerca &egrave; una delle prime ad analizzare gli effetti delle coccole ricorrendo a un&rsquo;analisi sul campo, invece che basarsi, come &egrave; accaduto pi&ugrave; volte in passato, sul semplice ricordo dell&rsquo;infanzia da parte degli intervistati ormai adulti.</p>
<p>
&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>verso una pedagogia dell&#180;empatia</title>
		<link>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/08/05/verso-una-pedagogia-dellempatia/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 21:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://admin" rel="nofollow">cristina</a></dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>

		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[Verso una pedagogia dell&#8217;empatia


tratto da LA&#160;STAMPA, 12 luglio 2010, articolo di ROSALBA MICELI
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Synergia Centro Trauma, Torino e Moncalieri
Centro specialistico sulle tematiche dell&#8217;et&#224; evolutiva e del trauma psichico 
Psicologi per adulti, bambini, adolescenti, famiglie
Trattamenti dei disturbi alimentari - Terapia EMDR
Avvocati, psichiatri, neurologi

In accordo a Edith Stein, l&#8217;empatia (letteralmente &#8220;sentire&#8221;) &#232; alla base di tutte le forme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Verso una pedagogia dell&#8217;empatia</p>
<p><img align="left" width="200" alt="" src="/wp-content/uploads/2010-08/24_235354_t.jpg" /></p>
<p></strong></p>
<p>tratto da LA&nbsp;STAMPA, 12 luglio 2010, articolo di ROSALBA MICELI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.synergiacentrotrauma.it/">Synergia Centro Trauma, </a>Torino e Moncalieri<br />
Centro specialistico sulle tematiche dell&#8217;et&agrave; evolutiva e del trauma psichico <br />
Psicologi per adulti, bambini, adolescenti, famiglie<br />
Trattamenti dei disturbi alimentari - Terapia EMDR<br />
Avvocati, psichiatri, neurologi</strong></p>
<p>
In accordo a Edith Stein, l&rsquo;empatia (letteralmente &ldquo;sentire&rdquo;) &egrave; alla base di tutte le forme con cui ci accostiamo ad un altro, agendo da riconoscimento dell&rsquo;individualit&agrave; di un&rsquo;altra persona (sei importante per me, ho stima di te e riconosco, rispetto e condivido il tuo sentimento). Approfondiamo i molteplici aspetti del comportamento empatico con Antonio Bellingreri, professore ordinario di Pedagogia generale all&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Palermo, autore del saggio &ldquo;Per una pedagogia dell&rsquo;empatia&rdquo; (Vita e Pensiero).&nbsp;</p>
<p>Professore, in un&rsquo;epoca segnata dai progressi della scienza e della tecnica, parlare di empatia, cercare di risalire alle radici umane della socialit&agrave;, pu&ograve; sembrare anacronistico?<br />
Le competenze scientifiche o tecnologiche possono rivelarsi inadeguate per la conoscenza personale (il rapporto dell&rsquo;individuo con se stesso, ed il rapporto con gli altri).&nbsp;</p>
<p>Come definisce l&rsquo;empatia in due parole?<br />
L&rsquo;empatia &egrave; sguardo e parola. Sguardo non intrusivo, che diviene, grazie alla comprensione emozionale empatica, capace di vedere il volto dell&rsquo;altro. Le parole dette e ascoltate, interpretate e ricomprese, formano, per i soggetti coinvolti, un universo di senso condiviso.<br />
Ci mettiamo &ldquo;nei panni dell&rsquo;altro&rdquo; per confermare un&rsquo;immagine nota di noi stessi, oppure siamo disponibili alla sorpresa, allo spiazzamento?<br />
Intervengono processi di identificazione, di proiezione di s&eacute; (se prevale la proiezione di s&eacute; nell&rsquo;altro sperimentiamo una cattiva o falsa empatia), di introiezione, contagio, imitazione ma anche immaginazione. Complessivamente e variamente bilanciati, concorrono al &ldquo;decentramento&rdquo; che &egrave; indispensabile per rappresentarsi mentalmente le esperienze di altri, il loro mondo interiore. L&rsquo;attivazione empatica segue un modello molto complesso, &egrave; una &ldquo;performance&rdquo; in cui entra in gioco tutta l&rsquo;energia psichica del soggetto.&nbsp;</p>
<p>Come spiegare la disposizione empatica?<br />
Si tratta di un comportamento &ldquo;connaturale&rdquo; (da preferire al termine &ldquo;innato&rdquo;) all&rsquo;essere umano. Comportamenti &ldquo;di tipo empatico&rdquo;, come il contagio emotivo, sono presenti gi&agrave; nel neonato (il bambino piange in risposta al pianto di un altro). La psicologia dello sviluppo distingue gli stadi del processo di crescita dell&rsquo;empatia dal semplice contagio emotivo, alle risposte imitative, fino all&rsquo;emergere di una &ldquo;teoria della mente&rdquo; (rappresentazioni mentali di ci&ograve; che accade nel mondo mentale degli altri). Nella forma pi&ugrave; matura, l&rsquo;empatia implica un notevole impegno cognitivo, indirizzato a recepire lo schema di riferimento interiore dell&rsquo;altro, ed una componente affettiva che induce a sperimentare reazioni emotive in seguito all&rsquo;osservazione delle esperienze altrui. Dunque &egrave; molto pi&ugrave; di una emozione, &egrave; un sentimento intelligente, un atto d&rsquo;amore ricco di intelligenza.</p>
<p>L&rsquo;opera di formazione di una personalit&agrave; capace di empatia matura coincide con la semplice dinamica dello sviluppo psichico del soggetto?<br />
L&rsquo;empatia &egrave; un processo che pu&ograve; essere attuato. Ogni uomo &egrave; capace di empatia, pur se con forme diverse di consapevolezza. Formarla come carattere stabile acquisito denota la &ldquo;personalit&agrave; empatica&rdquo; con un buon equilibrio psichico, capace di compassione, ma anche di condivisione lieta, uno stile esistenziale eminentemente personale ed un modo originale di &ldquo;abitare il mondo&rdquo;. Al vertice del processo, l&rsquo;empatia si configura come una &ldquo;virt&ugrave;&rdquo;, frutto della formazione del soggetto, ma anche di una scelta consapevole (il voler essere cos&igrave;), quasi una conversione al bene (insight migliorativo). In particolare distinguo due processi: &ldquo;educare l&rsquo;empatia&rdquo; (processo formativo individuale) ed &ldquo;educare all&rsquo;empatia&rdquo; che rappresenta la meta del processo educativo.&nbsp;</p>
<p>Come si alimenta la virt&ugrave; empatica?<br />
Necessita di esposizione ai contatti umani, di interesse per persone al di fuori di s&eacute;, di continuo coinvolgimento con gli altri, di &ldquo;affabilit&agrave;&rdquo; (offrire se stesso agli altri per quello che si &egrave;), di &ldquo;liberalit&agrave;&rdquo; (offrire quello che si ha), di &ldquo;amabilit&agrave;&rdquo; (lasciarsi amare dagli altri), buon carattere, stile comunicativo rivolto alla persona (messaggio ad personam) ed inerente alla situazione, al contesto. Accostarsi alle diverse forme di arte pu&ograve; essere molto importante per una formazione empatica poich&eacute; sviluppa l&rsquo;immaginazione, ma anche l&rsquo;immedesimazione con i pensieri ed i sentimenti di un&rsquo;altra persona.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;attenzione per l&rsquo;altro &egrave; fondamento sia dell&rsquo;intervento educativo che di cura. Empatia e principio di cura, pur rappresentando disposizioni indipendenti ad aiutare il prossimo, sono strettamente connessi?<br />
L&rsquo;empatia precede e motiva la cura per l&rsquo;altro.</p>
<p>L&rsquo;empatia costituisce uno strumento per l&rsquo;educatore?<br />
L&rsquo;empatia non &egrave; uno strumento, ma una importante categoria pedagogica. Si pu&ograve; parlare di una natura educativa dell&rsquo;empatia quasi intrinseca. Non c&rsquo;&egrave; relazione autenticamente educativa che non sia una relazione empatica. Si educa qualcuno quando si riesce ad attivare in lui il desiderio di esistere, di divenire pienamente ci&ograve; che si &egrave;, ad aver cura di s&eacute;, dell&rsquo;altro, delle relazioni, della vita. L&rsquo;empatia &egrave; il sentimento che sostiene i processi di configurazione significante dei modi di sentire, di pensare e di comportarsi dell&rsquo;altro. L&rsquo;empatia non &egrave; un metodo ma una virt&ugrave;, una virt&ugrave; dell&rsquo;educatore che a sua volta cerca di suscitare nell&rsquo;educando la medesima virt&ugrave;. In questo senso diciamo che una persona &egrave; &ldquo;educata&rdquo; quando ha acquistato la virt&ugrave; dell&rsquo;empatia.</p>
<p>Quale conoscenza, quale incontro, quale cambiamento, ci attendono se rischiamo l&rsquo;avventura di &ldquo;entrare nei panni dell&rsquo;altro&rdquo;?<br />
La natura conoscitiva dell&rsquo;empatia porta a conoscere se stessi e conoscere gli altri. Possiamo conoscere noi stessi solo in relazione ad altri: &egrave; tramite il continuo processo di relazione che diventiamo ci&ograve; che siamo in una crescita di consapevolezza, di introspezione, attivando un dialogo interiore. Un indizio di una buona coscienza empatica &egrave; essere capaci di provare empatia nei confronti di se stessi, ovvero di accettarsi, riconoscersi, amarsi, aver cura di s&eacute;. Affinch&eacute; l&rsquo;empatia sia autentica (la buona coscienza empatica) devono essere presenti tre condizioni: l&rsquo;atteggiamento veritativo (in accordo a Heidegger) ovvero lascia essere l&rsquo;altro per quello che &egrave; e per quello che pu&ograve; essere e/o deve essere; l&rsquo;atteggiamento etico (in accordo a Kant) considera l&rsquo;altro come un valore, un bene in s&eacute; e per s&eacute;, che liberamente si sceglie di conoscere, amare e promuovere; l&rsquo;atteggiamento spirituale o comunitario crea relazioni, legami empatici, in un riconoscimento reciproco. Tuttavia si pu&ograve; avere una forma di empatia estrema, per chi non ci ama, non ci riconosce, anche tra nemici giurati.</p>
<p>Possiamo pensare ad una didattica dell&rsquo;empatia, mediante esercizi di apertura mentale?<br />
Ho condotto esperienze di training rivolte agli insegnanti di un liceo. Si presentava una situazione e ognuno doveva provare a rispondere a questa domanda: &ldquo;cosa faresti al posto di?&rdquo;. Assumere la prospettiva di un altro ha innanzi tutto il significato di mettersi fisicamente al suo posto, mentre l&rsquo;assunzione di ruolo implica il fare proprio il punto di vista di un altro, il suo particolare modo di intendere il mondo.&nbsp;</p>
<p>Se vogliamo vivere veramente in un mondo partecipativo, l&rsquo;empatia pu&ograve; divenire il mezzo con cui comprendiamo e costruiamo la nostra realt&agrave; condivisa? E&rsquo; possibile &ldquo;la civilt&agrave; dell&rsquo;empatia&rdquo; ipotizzata da alcuni studiosi tra cui il sociologo ed economista americano Jeremy Rifkin?<br />
L&rsquo;empatia alimenta la possibilit&agrave; di riconoscersi in una causa di utilit&agrave; comune ed evolve in comportamenti prosociali che formano il nucleo di comunit&agrave; solidali. Le ricerche sociologiche indicano che funzionano al meglio le &ldquo;microcomunit&agrave;&rdquo; empatiche (piccoli gruppi quali la famiglia, l&rsquo;amore, la vita di coppia, o parentele elettive) segnate da un clima emotivamente caldo, come ambiti di comune elaborazione di senso.<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il male oscuro dei reduci da Kabul</title>
		<link>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/07/28/il-male-oscuro-dei-reduci-da-kabul/</link>
		<comments>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/07/28/il-male-oscuro-dei-reduci-da-kabul/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 15:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Synergia Centro Trauma]]></category>

		<category><![CDATA[Ansia]]></category>

		<category><![CDATA[counselling]]></category>

		<category><![CDATA[depressione]]></category>

		<category><![CDATA[psicologi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Il male oscuro dei reduci da Kabul
Synergia Centro Trauma, Torino e Moncalieri
Centro specialistico sulle tematiche dell&#8217;et&#224; evolutiva e del trauma psichico 
Psicologi per adulti, bambini, adolescenti, famiglie
Trattamenti dei disturbi alimentari - Terapia EMDR
Avvocati, psichiatri, neurologi, nutrizionista
http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/viewarticles.php?category=7
&#160;

Migliaia di soldati Usa soffrono di malesseri provocati dalle esplosioni: svenimenti e confusione
CORRISPONDENTE DA NEW YORK
Perdere l&#8217;orientamento all&#8217;incrocio sotto casa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<br />
Il male oscuro dei reduci da Kabul</p>
<p><strong>Synergia Centro Trauma, Torino e Moncalieri<br />
Centro specialistico sulle tematiche dell&rsquo;et&agrave; evolutiva e del trauma psichico <br />
Psicologi per adulti, bambini, adolescenti, famiglie<br />
Trattamenti dei disturbi alimentari - Terapia EMDR<br />
Avvocati, psichiatri, neurologi, nutrizionista</strong></p>
<p><a href="http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/viewarticles.php?category=7">http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/viewarticles.php?category=7</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img alt="" width="200" align="right" src="/wp-content/uploads/2010-07/29_171212_t.jpg" /></p>
<p>Migliaia di soldati Usa soffrono di malesseri provocati dalle esplosioni: svenimenti e confusione<br />
CORRISPONDENTE DA NEW YORK<br />
Perdere l&rsquo;orientamento all&rsquo;incrocio sotto casa, dimenticarsi di allacciare la cinta dei pantaloni, reagire con aggressivit&agrave; se contraddetti in una discussione banale o perdersi nel vuoto durante una conservazione in famiglia: sono alcuni dei sintomi pi&ugrave; comuni del &laquo;Ptsd&raquo;, la &laquo;malattia invisibile&raquo; che ha gi&agrave; colpito 300 mila veterani di Iraq e Afghanistan obbligando il presidente Barack Obama a varare nuovi regolamenti per facilitare l&rsquo;elargizione di benefici ai chi ne &egrave; colpito. &laquo;Ptsd&raquo; &egrave; l&rsquo;acronimo di &laquo;disordine da stress post-traumatico&raquo; e si verifica quando un individuo subisce colpi fisici o shock emotivi che causano mutamenti nel funzionamento del cervello, comportando malanni fisici o psichici. Per gli storici militari gli antenati sono le malattie denominate &laquo;Fatica di battaglia&raquo;, &laquo;Il cuore del soldato&raquo; o &laquo;Shell Shock&raquo; (Shock da bomba) diagnosticate dai soldati dalla rivoluzione americana alla Guerra di Corea, ma il Pentagono si trov&ograve; per la prima volta a trattare casi di &laquo;Ptsd&raquo; fra i reduci del Vietnam. Si trattava per&ograve; di numeri esigui mentre uno studio della Rand Corporation, pubblicato nel 2009, ha attestato che ne soffre il 20 per cento dei soldati che hanno servito in Iraq o Afghanistan, circa 300 mila militari.In alcuni casi il &laquo;Ptsd&raquo; si manifesta come una &laquo;forte depressione&raquo; o viene classificato &laquo;Tbi&raquo; - la ferita traumatica cerebrale - ma la genesi, secondo uno studio del Dipartimento degli Affari per i Veterani, &egrave; comunque sempre riconducibile a eventi simili ovvero l&rsquo;esplosione ravvicinata di bombe che investono blindati progettati per resistervi ma con sobbalzi tali da provocare danni cerebrali. Pi&ugrave; bombe &laquo;ied&raquo; esplodono lungo le strade percorse dai mezzi, pi&ugrave; vittime da street si contano. Se nell&rsquo;autunno del 2008 su 3800 feriti di guerra gravi rimpatriati in America a mostrare i sintomi del disordine post-traumatico era il 38 per cento, l&rsquo;anno seguente la percentuale era salita al 52 per cento e nello scorso aprile si &egrave; impennata al 58 per cento, su 6500 feriti complessivi.&Egrave; stata l&rsquo;entit&agrave; del fenomeno a spingere la Casa Bianca a rivedere i regolamenti del Pentagono che rendevano lunga a complessa la prassi per assegnare i benefici economici alle vittime di &laquo;Pdts&raquo;, pari a circa 2700 dollari al mese. Se finora si chiedeva ai soldati di documentare le circostanze dell&rsquo;evento traumatico, adesso i dottori daranno la prevalenza all&rsquo;importanza delle manifestazioni esteriori della malattia, senza chiedere la relativa documentazione.&Egrave; stato lo stesso presidente Obama ad annunciare la svolta - entrata in vigore il 13 luglio - parlando di &laquo;un passo a lungo atteso che aiuter&agrave; i veterani di tutte le guerre&raquo; alle prese con &laquo;le ferite emotive e nascoste&raquo;. Fra i militari che si gioveranno dei nuovi regolamenti c&rsquo;&egrave; il sergente dei Marines James Ownbey, il cui blindato nel 2007 in Iraq venne scaraventato talmente in alto da tranciare i cavi dell&rsquo;elettricit&agrave; e il pluridecorato soldato Jonathan Schulze che nel 2008 tent&ograve; il suicidio.In singolare coincidenza con la decisione della Casa Bianca, il dramma di una famiglia alle prese con il &laquo;Ptsd&raquo; &egrave; entrato nei salotti di milioni di americani grazie al serial tv &laquo;Army&rsquo;s Wives&raquo; (Le mogli dell&rsquo;esercito) nel quale una delle protagoniste &egrave; la donna colonnello Joan Burton (interpretata da Wendy Davis) reduce da Afghanistan e Iraq che rifiuta di ammettere la propria malattia fino a quando non cade a terra mentre ha in braccio la figlia di appena un anno di et&agrave;.Il conflitto fra Joan e il marito racconta le difficolt&agrave; di avere a che fare con una &laquo;ferita che non si vede&raquo; perch&eacute; chi l&rsquo;ha subita tende a ignorarla mentre i suoi parenti e amici sono i primi ad accorgersi del cambiamento avvenuto, innescando tensioni devastanti sui gruppi famigliari. &laquo;Ho chiarito alla catena di comando - &egrave; stata la promessa di Obama - che bisogna aiutare i soldati in stato di bisogno perch&eacute; il nostro sacro dovere verso chi veste la divisa non termina quando tornano dalle zone di combattimento&raquo;.</p>
<p>Copyright &copy;2010 La Stampa, foto flickr</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Problemi cognitivi associati a ipercolesterolemia familiare</title>
		<link>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/07/24/problemi-cognitivi-associati-a-ipercolesterolemia-familiare/</link>
		<comments>http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/2010/07/24/problemi-cognitivi-associati-a-ipercolesterolemia-familiare/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 19:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Synergia Centro Trauma]]></category>

		<category><![CDATA[dieta]]></category>

		<category><![CDATA[dietologi]]></category>

		<category><![CDATA[dimagrire]]></category>

		<category><![CDATA[problemi alimentari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blog.synergiacentrotrauma.it/?p=851</guid>
		<description><![CDATA[Problemi cognitivi&#160;e ipercolesterolemia
A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035
http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485

Elevata incidenza di alterazioni cognitive lievi con ipercolesterolemia familiare. Si tratta delle conclusioni di uno studio pubblicato su American Journal of Medicine che, in contrasto a precedenti risultati secondo cui l&#8217;ipercolesterolemia sporadica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Problemi cognitivi&nbsp;e ipercolesterolemia</p>
<p><strong>A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035</strong></p>
<p><a href="http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485">http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485</a></p>
<p><img height="122" alt="" align="left" style="130px" src="/wp-content/uploads/2010-07/29_215032_t.jpg" /></p>
<p>Elevata incidenza di alterazioni cognitive lievi con ipercolesterolemia familiare. Si tratta delle conclusioni di uno studio pubblicato su American Journal of Medicine che, in contrasto a precedenti risultati secondo cui l&#8217;ipercolesterolemia sporadica non sarebbe correlata allo sviluppo di problemi cognitivi, ha per la prima volta dimostrato che l&#8217;esposizione precoce ad alti livelli di colesterolo, cos&igrave; come disfunzioni dei recettori dell&#8217;Ldl rappresenterebbero un importante fattore di rischio delle suddette alterazioni. Daniel Zamb&oacute;n e collaboratori dell&#8217;Unitat de L&iacute;pids, Institut d&#8217;Investigacions Biom&eacute;diques August Pi Sunyer, Hospital Clinic di Barcellona, hanno sottoposto circa 120 individui ultracinquantenni a tredici specifici test neuropsicologici e ad analisi mediante &quot;neuroimaging&quot;. Nei pazienti affetti da ipercolesterolemia familiare &egrave; stato registrato un maggiore tasso di disfunzioni cognitive lievi rispetto ai soggetti non ipercolesterolemici (21,3% vs 2,9%; p = 0,00). Nessuna associazione &egrave; stata riscontrata tra diagnosi di disfunzioni cognitive e patologie cerebrali strutturali.</p>
<p>Am J Med. 2010 Mar;123(3):267-274. da dica 33 news, foto flickr<br />
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