13 Dicembre 2011 articolo inserito in: Psicologia
Nove milioni di italiani soffrono di stress - di cristina

Nove milioni di italiani soffrono di stress

Nove milioni di italiani soffrono di stress da lavoro, le donne il doppio degli uomini. Di queste, nove su dieci soffrono di disagi psichici e disturbi dell’umore, primi fra tutti di ansia (45%) e di sindrome pre-mestruale (43%), ma anche di irritabilità/eccessiva tendenza al pianto (41%) e di insonnia (39%). Anche le sindromi depressive sono in agguato con il 20%.

Fra i fattori determinanti le forti pressioni lavorative, le barriere culturali che rendono la carriera manageriale della donna più difficoltosa e impegnativa, le remunerazioni non in linea con le medesime posizioni ricoperte dai colleghi, la competitività, i rapporti interpersonali e il difficile clima aziendale a cui si sommano le responsabilità, gli incarichi legati alla vita quotidiana e il ruolo di ‘care giver’ all’interno della famiglia. A questo si aggiunge il periodo di grave crisi economica, l’incertezza per il futuro per se e per i propri figli. A tracciare il quadro è Onda, l’Osservatorio nazionale salute donna, in collaborazione con il dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano.

Dall’indagine emerge in particolare che le donne giovani – complici le alterazioni ormonali nelle diverse fasi riproduttive (gravidanza, puerperio) – e quelle che lavorano a contatto con il pubblico sono più vulnerabili agli stati di ansia. Ancora poche, o incuranti delle ‘variabili di genere’, le azioni di tutela contro i fattori di stress all’interno delle aziende, nonostante il monito del Governo Italiano a prendersi cura della salute psichica delle proprie dipendenti. Ma non è solo un fenomeno italiano: lo stress correlato al lavoro coinvolge ed affligge tutta la popolazione europea, con punte del 60% e importanti ripercussioni sullo stato di salute.

Le recenti stime pubblicate sulla rivista European Neuropsychopharmacology attestano infatti che i disturbi psichici dal 2005, quando la prevalenza di malattia si aggirava al 27,4%, hanno registrato una progressione di più del 10% assestandosi nel 2010 su valori oltre il 38% - tra disturbi d’ansia (69 milioni), depressione (30 milioni), insonnia (29 milioni) e disturbi connessi al consumo di alcool (14,6 milioni).

Fonte: http://salute24.ilsole24ore.com/

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13 Dicembre 2011 articolo inserito in: Formazione e Convegni
corso formazione per la cura del trauma, Milano - di cristina

Training in Psicoterapia Sensomotoria  per il trattamento del trauma

a partire dal prossimo giugno 2012 si terrà a Milano il Training in Psicoterapia Sensomotoria (Sensorimotor Psychotherapy) per il Trattamento del Trauma, ormai giunto alla sua terza edizione.

Si tratta di un evento formativo importante, in quanto la Psicoterapia Sensomotoria, non solo per il trattamento dei disturbi post-traumatici, sta riscuotendo un interesse ed un consenso crescenti, ora finalmente anche da parte degli psicoterapeuti italiani.

Il bellissimo libro di Ogden, Minton e Pain "Trauma and the Body. A Sensorimotor Approach to the Psychotherapy", pubblicato da Norton, è stato autorevolmente presentato da Bessel van der Kolk e Daniel Siegel, e definito da Onno van der Hart come IL contributo che la psicotraumatologia stava aspettando. Alcuni commenti su questo volume sono presenti nella home page del sito del Sensorimotor Psychotherapy Institute, Colorado, USA. Oltre a ciò, la Psicoterapia Sensomotoria è stata inclusa nei trattamenti evidence-based per i disturbi post-traumatici complessi da parte di Courtois e Ford (Courtois, Ford. Treating Complex Traumatic Stress Disorders. An Evidence-Based Guide. Norton, 2009).

Il Training, in corso di accreditamento ECM e provvisto di traduzione consecutiva in italiano, è riservato agli psicoterapeuti e agli psicologi frequentanti il quarto anno di formazione in psicoterapia. Si compone di dodici giornate formative, divise in tre moduli di quattro giornate; prevede un attestato di frequentazione e il riconoscimento dei crediti ECM al termine di ogni modulo di quattro giorni; il Sensorimotor Psychotherapy Institute rilascerà un attestato di frequentazione al termine dell’intero percorso formativo.

Ulteriori informazioni e documenti on-line sull’approccio proposto dalla Psicoterapia Sensomotoria nei confronti del lavoro sul trauma psicologico e della psicoterapia in generale potranno essere trovate nel sito del SensorimotorPsychotherapy Institute, nel sito di Psicosoma e nel pieghevole presente nel sito Psicosoma.

 

Nel sito di Psicosoma potrai quindi trovare la seguente documentazione:

 

- modulo per l’iscrizione;

- accordo di confidenzialità;

- brochure del Sensorimotor Psychotherapy Institute;

- breve introduzione alla Psicoterapia Sensomotoria;

- programma integrale del Training Formativo (in lingua inglese).

 

Tra i principali argomenti che verranno affrontati nel Training in Psicoterapia Sensomotoria per il Trattamento del Trauma segnaliamo i seguenti:

 

- il ruolo delle memorie somatiche nel PTSD, nei disturbi post-traumatici e nelle patologie legate alla storia di attaccamento;

- interventi somatici per ampliare le capacità di integrare i ricordi traumatici;

- il ruolo della mindfulness nel trattamento del trauma;

- sviluppo di nuove risorse somatiche per fronteggiare i ricordi post-traumatici;

- individuare e modificare le alterazioni dei confini corporei prodotte dalle esperienze traumatiche;

- strategie per intervenire sulla dissociazione strutturale e sulle modificazioni degli stati di coscienza;

- lavorare sugli Stati dell’Io regressivi;

- portare a compimento reazioni post-traumatiche incomplete;

- la relazione terapeutica nel trattamento dei ricordi post-traumatici.

 

Michele Giannantonio, Maria Puliatti

www.psicosoma.eu

e-mail: info@psicosoma.eu

 

 

 

 

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27 Novembre 2011 articolo inserito in: Formazione e Convegni
corso di formazione in criminologia, Milano - di cristina

CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN ANALISI DELLA SCENA DEL CRIMINE E SCIENZE FORENSI

 

18 NOVEMBRE 2011 – 12 MAGGIO 2012

A) IL PROFILO LEGALE. RUOLO DEL PERITO E DEL CONSULENTE

B) TECNICHE DI INDAGINE SCIENTIFICA SULLA SCENA DEL CRIMINE

C) REATO E PSICHE, IL MINORE COME ATTORE ATTIVO E PASSIVO DI REATO

D) PSICOLOGIA INVESTIGATIVA E CRIMINAL PROFILING

E) TECNICHE DI INDAGINE E SOPRALLUOGHI DAL VIVO

F) CRIMINALITÀ E NUOVE TECNOLOGIE

All’interno del corso, attraverso un’esercitazione teorico applicativa con simulazione di sopralluogo sulla Scena del Crimine, verranno compiuti tutti i rilievi come da protocolli di Polizia Scientifica. Sarà, inoltre, organizzato il convegno The Real CSI con consulenti tecnici del New York Police
Department - Forensic Investigation Division.

DESTINATARI
Il corso si rivolge a Medici, Chimici, Biologi, Psicologi, Avvocati,Magistrati, Operatori delle Forze dell’Ordine, Criminologi ed Esperti in Psicologia Giuridica.
L’ammissione sarà subordinata all’invio del proprio curriculum vitae.
Il numero minimo di partecipanti è 18, il massimo 40
Verrà rilasciato attestato di partecipazione al termine del corso.

ORGANIZZAZIONE DEL CORSO
Sede: Circolo Filologico Milanese Via Clerici 10, Milano (MM1 - Cordusio)
Frequenza: Venerdì: 14.00 - 18.00
Sabato: 9.30 - 13.30 e 14.30 - 18.30
Il corso ha frequenza obbligatoria e richiede la partecipazione al 75 % delle lezioni. La richiesta dei Crediti ECM e per Avvocati è in corso.

PROGRAMMA DEL CORSO

MODULO A
18-19 novembre
Presentazione del corso e cenni generali sullo studio della
scena del crimine- La legislazione sulle indagini difensive -
Avv. A. Continiello
La figura del consulente per la Procura della Repubblica e per
Uffici Legali della Difesa - Avv.ssa P. Minerva
Lo stalking - Isp. Capo Dott. Romagnoli

 

MODULO B 2 dicembre

SEMINARIO (APERTO ANCHE AD UDITORI ESTERNI)
Violenza sulle donne: tra violenza domestica e reati predatori -
Ass. Capo Dott. G. Gabbrielli, Isp. Capo Dott. R. Romagnoli

3 dicembre
Il reato di violenza sessuale: la ricerca tracce Investigation Sex
Kit – Dott.ssa K. Guglielmoni Msc. Forensic Science UNIL
Polizia Scientifica Svizzera
Indagini biologiche - genetiche dell’Istituto di Medicina Legale e
casi peritali di rilievo – Dott. M. Capra

16-17 dicembre
Il sopralluogo di Polizia Scientifica - Dott. E. Scossa Baggi
Capo della Polizia Scientifica Svizzera
Esaltazione chimica di impronte, dattiloscopia, residui dello
sparo – Dott. C. Berta Msc Forensic Science UNIL Polizia
Scientifica Svizzera
Tracce biologiche, microscopiche. Acquisizione e catalogazione
dei reperti – Dott. L. Schmidt Msc Forensic Science UNIL
Polizia Scientifica Svizzera

13-14 gennaio
Evoluzione delle armi e balistica –Dott. M. Passamonti Isp.
Polizia Scientifica Svizzera
Human Blood Detection Dog – O.T.H. G. Micheli e V.
Scavongelli Unità Cin. Ric. Tracce Ematiche e Resti Umani
Il sopralluogo medico legale Sulla scena del Crimine – Prof.ssa
C. Cattaneo

27-28 gennaio
La prova scientifica nel processo penale - Generale L. Garofano

 

 

GIORNATA DI STUDIO (APERTA ANCHE AD UDITORI ESTERNI)
Bloodstain Pattern Analysis - Il sopralluogo scientifico in casi
celebri di cronaca di rilievo nazionale - Generale L. Garofano

MODULO C
10-11 febbraio

Analisi Scientifica sui banconote e documenti falsi – Dott. G.
Santacroce Msc Forensic Science UNIL Pol. Scient. Svizzera
Vino vecchio in una botte nuova: le traiettorie evolutive del
comportamento aggressivo - Prof.ssa M.A. Zanetti
Droga e criminalità: dove finisce la devianza e quando iniziia la
patologia. Basi biologiche del comportamento aggressivo -
Dott.ssa C. Varango

17-18 febbraio
Criminalità e devianza nel mondo minorile. Il minore autore di
reato - Dott. M. Grimoldi
Comunicazioni di reato da parte del minore e disvelamento nel
setting clinico - Dott.ssa R. Vitali
Strumenti nella valutazione del testimone - Dott.ssa M. Bertini

MODULO D
2-3 marzo
La psicologia investigativa - Prof. F. Rovetto
Criminal Profiling - Dott. A. Zappalà
Sistemi informatici per il Criminal Profiling e cenni sul Crime
Mapping - Dott. A. Zappalà

MODULO E
9-10 marzo
Il sopralluogo e le indagini sulle impronte digitali – Specialista
delle Forze dell’Ordine
Sopralluoghi con le tecniche di Polizia Scientifica. Simulazioni
ed esercitazioni dal vivo - Specialisti delle Forze dell’Ordine

23-24 marzo
Linee guida ISISC per una buona pratica forense - Prof.ssa L. De Cataldo
GIORNATA DI STUDIO (APERTA ANCHE AD UDITORI ESTERNI)
Il percorso riabilitativo del detenuto: le misure alternative alla pena e fattori predittivi di prevenzione di recidiva - Dott.ssa G.Arena
Rilievi e accertamenti urgenti: profili normativi e prospettiva
dibattimentale. La gestione dei collaboratori e dei testimoni di
giustizia – Dott. P. Basilone Procura di Milano

MODULO F
30-31 marzo
Il profilo linguistico degli atti giudiziari - Dott.ssa V. La Via
L’indagine informatica forense o Digital Forensic. Scena del
Crimine informatica, algoritmi di fingerprint digitale, univocità dei
dati, ripetibilità versus incidente probatorio - Dott. M. Bordignon
Ricerca dati nascosti. Tecniche di depistaggio del criminale
informatico, analisi e perizia informatica forense. Profiling utente
- Dott. M. Bordignon

CONVEGNO “THE REAL CSI” (APERTO ANCHE AD UDITORI ESTERNI)

20-21 aprile
Il sopralluogo degli investigatori italiani sulla scena –Direttore
di un reparto specializzato delle Forze dell’Ordine
L’indagine tecnico scientifica negli USA. Il sopralluogo sulla
Scena del New York Police Department - Sergeant T. Bedford
Crime Scene Investigator
Ballistics investigation del New York Police Department Forensic
Investigation Division - Consultant N. Mattia Firearm Laboratory

11-12 maggio
Esercitazione su rilievi descrittivi
Discussione degli elaborati - Conclusione del corso

DOCENTI DEL CORSO
Arena Grazia - Psicologa, Psicoterapeuta, Criminologa. Già esperto
ex-art.80 L.354/1975 presso l’Istituto di Reclusione di Milano-Opera
Basilone Piero – P.M. Procure di Milano, Direzione Distrettuale Antimafia
Bedford Tinel - Crime Scene Investigator Sergeant, New York Police
Department- Forensic Investigation Division
Berta Ciro - Msc Forensic Science Unil Pol.Scientifica Svizzera
Bertini Mara - Psichiatra, Psicoterapeuta. Esperta in Psicopatologia
Forense. Collabora con la Sezione Penale del Tribunale di Lecco
Bordignon Marco - Ufficio Crimine Informatico Procura di Milano
Capra Marzio - Biologo, Genetista Istituto di Medicina Legale di Milano
Cattaneo Cristina – Prof. Associato, Istituto di Medicina Legale di
Milano, Laboratorio Labanof
Continiello Alessandro - Avvocato Penalista Foro di Milano
De Cataldo Luisella - Avvocato, Psicologa, Presidente Società Italiana Psicologia Giuridica
Gabbrielli Gianluca - Ass. Capo Squadra Mobile Milano, Dottore in Psicologia
Garofano Luciano - Generale, già comandante RIS di Parma
Grimoldi Mauro - Presidente Ordine Psicologi della Lombardia
Guglielmoni Katia - Msc. Forensic Science UNIL. Polizia Svizzera
La Via Valeria - Criminologa, Psicoanalista, Consigliere Ordine Psicologi della Lombardia
Mattia Nicholas - Firearms Laboratory Consultant New York Police
Department- Forensic Investigation Division
Micheli Giacomo - O.T.H. Unità Cinofile Ricerca Tracce Ematiche e Resti Umani
Minerva Paola - Avvocato Penalista Foro di Milano
Passamanti Massimo – Ispettore PG Polizia Scientifica Svizzera
Romagnoli Riccardo - Ispettore Capo Divisione Anticrimine Questura di Milano
Rovetto Francesco - Prof. Ordinario di Psicologia Clinica Univ. Di Pavia
Passamonti Massimo - Ispettore PG Polizia Scientifica Svizzera
Santacroce Giancarlo - Msc Forensic Science Unil Polizia Scientifica Svizzera
Scavongelli Giancarlo - O.T.H. Unità Cinofile Ricerca Tracce Ematiche e Resti Umani
Scossa Baggi Emilio - Capo della Polizia Scientifica Svizzera
Varango Concettina - Farmacologo e Tossicologo.
Vitali Roberta - Psicologa, Psicoterapeuta dell’Età Evolutiva, PhD in
Psicologia della Comunicazione e dei Processi Linguistici
Zanetti Maria Assunta - Prof. Associato Università di Pavia
Zappalà Angelo - Psicologo, Psicoterapeuta, Criminologo
Interverranno alle lezioni anche esperti appartenenti ai reparti
specializzati più noti delle Forze dell’Ordine italiane.

 

 

COMITATO SCIENTIFICO

Dott.ssa R. Vitali – Psicologa Psicoterapeuta
Dott.ssa S. Oggiano - Psicologa
COMITATO ORGANIZZATIVO
Dott.ssa A.Ciliberti - Psicologa Psicoterapeuta
Dott. E. Benza - Psicologo
E-mail: segreteria@crimesceneinvestigation.it
Tel. Segreteria: 345.3572562

 

 

MODALITÀ DI ISCRIZIONE E PAGAMENTO
Per richiedere l’iscrizione è necessario inviare via mail il curriculum
vitae; dopo comunicazione dell’esito positivo del curriculum per
completare l’iscrizione dovrà essere inviato il modulo di adesione
compilato in ogni parte, unitamente al documento che certifica
l’avvenuto pagamento della quota di iscrizione o della quota
complessiva.
Per richiedere il modulo d’iscrizione e/o ulteriori informazioni sul
pagamento rivolgersi via mail alla Segreteria
La quota totale di partecipazione al Corso è di € 1950,00 esente IVA
+ € 160,00 esenti IVA per Credici ECM (medici, psicologi, chimici,
biologi), per chi desidera richiederli.
Per iscrizioni entro il 4 novembre 2011 la quota è ridotta nella
misura di € 1850,00 esente IVA.
Per l’iscrizione è richiesto il versamento della quota di € 850 euro.
Il saldo della quota totale dovrà essere versato entro il 15 gennaio
2012. E’ possibile rateizzare il pagamento del saldo attraverso
apposita richiesta.
Il Bonifico Bancario andrà intestato a:

SCUOLA ALTA FORMAZIONE DISCIPLINE PSICOLOGICHE
Sede di Milano – Conto Corrente Bancoposta
IBAN: IT28E0760101600000006536803
Copia del Bonifico e Domanda di Iscrizione debitamente compilata
andranno inviati via fax al numero: 02 87153733, o via mail a:
segreteria@crimesceneinvestigation.it
Per il completamento dell’iter formativo verrà richiesto un
approfondimento scritto da concordare preventivamente su
un tema di interesse connesso agli argomenti del corso.

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PAVIA DIPARTIMENTO DI PSICOLOGIA
CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN ANALISI DELLA SCENA DEL CRIMINE
E SCIENZE FORENSI
18 NOVEMBRE 2011 – 12 MAGGIO 2012
Centro Studi Scena del Crimine - C.S.S.C. www.crimesceneinvestigation.it Milano

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27 Novembre 2011 articolo inserito in: Psicologia
L’attacco di panico: tra “paura della paura” - di cristina

Dott.ssa Anna Chiara Venturini

L’attacco di panico: tra “paura della paura”, interpretazioni ed evitamento

La paura è un’emozione provata in tutto il regno animale: essa serve a preparare l’organismo, nel suo insieme di psiche e soma, ad affrontare un pericolo, e ad approntare il comportamento di risposta all’evento temuto: generalmente la fuga o l’attacco.

Negli organismi normali, quanto maggiore è la minaccia percepita (e più grave la posta in gioco), tanto maggiore sarà l’intensità di questi meccanismi preparatori (la risposta alla minaccia reale o percepita). Sotto stress, la capacità dell’uomo di proiettarsi con la mente, e con la memoria, nel passato e nel futuro, lo rende vulnerabile - paradossalmente - alla stessa emozione che dovrebbe garantire la sua sopravvivenza: la paura.
Il panico vero e proprio la persona lo raggiunge focalizzando l’attenzione sui propri stati interni fisiologici in reazione alla paura. Tale processo ingenera (aumentandolo) uno stato di apprensione ansiosa incentrata sui propri stati corporei interni e fisiologici. Una volta innescato, questo processo può diventare ricorsivo (tendendo così ad auto-alimentarsi).

Gli attacchi di panico sono comunemente descritti come un’improvvisa manifestazione di ansia o una rapida escalation di quella solitamente presente. Nel particolare, un episodio può essere caratterizzato da risposte di carattere cognitivo, neurovegetativi, psicosensoriali e comportamentali, con frequenza ed intensità variabili per cui si presentano quadri clinici tra loro molto diversificati (Faravelli, 1997). Per quanto concerne i sintomi cognitivi dell’attacco sono tipicamente rappresentati da paura, terrore, sensazione di morte imminente, timore di perdere il controllo delle proprie idee o delle proprie azioni.
A ciò si associano sintomi neurovegetativi quali palpitazioni, dolore toracico, dispnea, sensazione di soffocamento, vertigini, parestesie, vampate di calore, brividi di freddo, tremori e sudorazione profusa.
In circa un terzo dei casi si manifestano anche fenomeni psicosensoriali quali depersonalizzazione e derealizzazione, ipersensibilità agli stimoli luminosi o acustici intensi e modificazione percettiva delle distanze. Le manifestazioni comportamentali sono meno comuni e spesso la crisi passa inosservata ai presenti poiché il soggetto cerca di nascondere le sensazioni provate. Talora però il paziente interrompe l’attività in corso e si allontana, cercando di raggiungere un luogo sicuro (Faravelli, 1997). Non sempre tutte queste manifestazioni sintomatologiche si presentano in maniera completa ed esistono episodi critici oligosintomatici che si esprimono attraverso uno o due sintomi. Il tipico esordio del disturbo di panico si presenta con la comparsa di un attacco maggiore, di notevole intensità, durante situazioni di routine; spesso si tratta di un attacco “a ciel sereno” in situazioni che solo successivamente possono diventare oggetto di evitamento.

L’Attacco di Panico può essere presente anche in altri disturbi d’ansia, ma si parla di Disturbo di Panico poiché a farla da padrone è la paura di avere altri attacchi imprevedibili e non legati ad una specifica situazione. A volte il primo episodio critico si inserisce nel contesto di situazioni drammatiche o di pericolo per la vita del paziente, come gravi incidenti, morti improvvise di persone care, durante particolari condizioni come post partum, ipertiroidismo o altre alterazioni endocrine o in concomitanza con l’assunzione di sostanze stupefacenti, in particolare marjuana, cocaina, amfetamine.

Gli eventi di separazione da una persona cara e di perdita di importanti relazioni interpersonali possono essere correlati all’esordio (separazione matrimoniale, divorzio, rottura di un fidanzamento o perdita di un amico) così come fatti addirittura positivi (allontanamento dalla casa dei genitori dopo un matrimonio, nascita di un figlio, assunzione di un importante incarico professionale lontano dalla propria città).
L’esperienza clinica ha dimostrato che gli eventi che comportano la perdita o la separazione di un rapporto affettivo importante hanno in molti casi un ruolo significativo sia nella comparsa del primo attacco di panico sia nell’eventuale aggravamento di un disturbo già esistente.

Alcune situazioni pur configurandosi a prima vista come eventi stressanti assumono invece un valore molto importante nell’avvio iniziale del disturbo e del suo eventuale aggravamento. Si tratta di situazioni che, indipendentemente dalle caratteristiche reali ed obiettive, vengono vissute dal paziente come trappole. Tali situazioni possono essere di diversissima natura: da circostanze effettivamente stressanti, in ambito familiare (genitori iperprotettivi, rapporto coniugale di un certo tipo, convivenza con altri familiari) a situazioni opprimenti in ambito lavorativo.
Nella fase iniziale della malattia gli attacchi, anche isolati, vengono ben presto accompagnati dal persistere di uno stato di paura ed ansietà associato a sintomi neurovegetativi. Questa condizione, spesso fonte di sofferenza soggettiva e di compromissione marcata del funzionamento globale, può estrinsecarsi sia come persistente stato di allerta e di minaccia per la propria integrità fisica e psichica, sia come “paura della paura”: ossia la paura relativa alla possibilità che possa verificarsi nuovamente un attacco di panico in situazioni in cui potrebbe essere difficile da gestire (o da "controllare" ).
Tale paura porta spesso ad evitare le situazioni ritenute potenzialmente "a rischio": l’ansia anticipatoria, determinata dal timore che gli Attacchi di Panico possano ripetersi, può infatti raggiungere un’intensità tale da essere fonte di marcata sofferenza soggettiva e da determinare una notevole compromissione del funzionamento sociale, lavorativo ed affettivo, limitando così la libertà e lo stile di vita personale. La paura tende a generare confusione, stordimento, assenza: durante un attacco di panico, la concentrazione si focalizza sul pericolo, il cervello esamina velocemente azioni alternative sotto pressione, dissociandosi da ogni altro pensiero.

In questo stato, la persona può percepire un senso di estraneità da sé, una sensazione di stordimento o di vertigine. Il ritmo di respiro può diventare affannoso, è possibile percepire del formicolio, sensazioni di torpore o vampate di calore. Mentre l’Attacco di Panico ha un’insorgenza improvvisa e dura pochi minuti, l’ansia anticipatoria cresce lentamente ed ha una durata anche di molte ore. Inoltre è possibile ridurla o controllarla allontanandosi dalla situazione ansiogena o cercando rassicurazione da una persona di fiducia. L’Attacco di Panico, invece, quando comincia non può più essere bloccato: si comporta come una reazione del tipo “ tutto o nulla” e sfugge ad ogni controllo quando il meccanismo è innescato. In oltre il 50% dei pazienti sono presenti attacchi di panico durante il sonno: in questo caso gli episodi critici non sono collegati alle fasi REM ed al sogno e la maggior parte di essi si verifica durante gli stadi 2 o 3.( Craske ,2005).

Se l’età di esordio del disturbo di panico è inferiore ai 20 anni, i parenti di primo grado hanno una probabilità 20 volte maggiore di avere un disturbo di panico.
Relativamente alla comorbidità circa un terzo dei pazienti soffre contemporaneamente di depressione, ed in oltre il 40% dei casi è presente una storia di abuso d’alcool o stupefacenti. È comunque presente un maggiore ricorso a servizi di tipo medico (per sintomatologia anginosa, colon irritabile, etc.) con un aumento dei costi diretti ed indiretti. Il prolasso mitralico è fortemente associato con il disturbo di panico ed è frequente l’associazione fra asma/BPCO e attacchi di panico: il 50-65% degli affetti da BPCO provano ansia e/o depressione (Gudmundsson et al, 2006; Kunik et al, 2005).

Nel 20% dei casi si viene a manifestare un’elaborazione ipocondriaca: i pazienti temono o sono convinti d’essere affetti da malattia fisica e chiedono ripetutamente l’intervento del medico internista o di altri specialisti: frequenti sono le richieste di intervento al Pronto Soccorso. Le preoccupazioni ipocondriache riguardano in genere il timore di una grave malattia cardiaca, come l’infarto, o la paura di una morte improvvisa per ictus cerebrale (Servi, 1993). Nei 2/3 dei casi si vengono a strutturare le condotte di evitamento, conseguente al fatto che i pazienti associano gli Attacchi di Panico a situazioni o luoghi specifici; evitando di restare soli, di allontanarsi da casa, di recarsi in luoghi affollati, di usare mezzi pubblici ecc..; in questo modo gli Attacchi di Panico diventano meno frequenti e più tollerabili.

Tra le complicanze più comuni si trovano le fobie e, in modo specifico, l’agorafobia (timore di situazioni sociali nelle quali, in caso di attacco di panico, sarebbe difficile fuggire o ricevere aiuto in caso di crisi improvvisa): in tal caso le limitazioni imposte dall’evitamento interferiscono con le attività quotidiane (guidare, prendere treni, ascensori etc …) che il paziente non è in grado di svolgere o se lo fa è in presenza di un accompagnatore.

Soffrire di Disturbo di Panico è quindi estremamente invalidante; la propria autonomia viene notevolmente ridotta e si inizia a convivere, con estrema difficoltà, con la “paura della paura”, evitando luoghi e contesti considerati off limits perché probabili cause scatenanti. L’evitamento è, dunque,un fattore di mantenimento dell’attacco di panico perché nel caso di situazioni critiche, limita la possibilità del soggetto di provare ansia e di scoprire che questa non porta alla catastrofe. Si entra così in un circolo vizioso in cui il soggetto più pensa alla propria condizione, più sta male e difficilmente riesce a vedere uno spiraglio di guarigione.

Tuttavia si può uscire dal panico e dall’agorafobia: la terapia cognitivo comportamentale è un valido strumeno attraverso cui è possibile modificare i pensieri disfunzionali, quelli che generano paura ed evitamento. Contemporaneamente permette, attraverso varie tecniche, di controllare le risposte emotive e di modificare le risposte di fuga ed evitamento.

La persona apprende così stili di coping più funzionali in situazioni prima interpretate come ansiogene, non fugge e non le evita, sperimentandosi ed accrescendo così il proprio senso di autoefficacia. Ci si scopre così di nuovo liberi e l’esperienza fatta diviene una pagina del libro della propria vita.

"L’attacco di panico: tra “paura della paura”, interpretazioni ed evitamento", tratto in data 03-05-2011 da www.opsonline.it

 

 

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06 Novembre 2011 articolo inserito in: Psicologia
Nove milioni di italiani soffrono di stress - di cristina

Nove milioni di italiani soffrono di stress

Nove milioni di italiani soffrono di stress da lavoro, le donne il doppio degli uomini. Di queste, nove su dieci soffrono di disagi psichici e disturbi dell’umore, primi fra tutti di ansia (45%) e di sindrome pre-mestruale (43%), ma anche di irritabilità/eccessiva tendenza al pianto (41%) e di insonnia (39%). Anche le sindromi depressive sono in agguato con il 20%.

Fra i fattori determinanti le forti pressioni lavorative, le barriere culturali che rendono la carriera manageriale della donna più difficoltosa e impegnativa, le remunerazioni non in linea con le medesime posizioni ricoperte dai colleghi, la competitività, i rapporti interpersonali e il difficile clima aziendale a cui si sommano le responsabilità, gli incarichi legati alla vita quotidiana e il ruolo di ‘care giver’ all’interno della famiglia. A questo si aggiunge il periodo di grave crisi economica, l’incertezza per il futuro per se e per i propri figli. A tracciare il quadro è Onda, l’Osservatorio nazionale salute donna, in collaborazione con il dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano.

Dall’indagine emerge in particolare che le donne giovani – complici le alterazioni ormonali nelle diverse fasi riproduttive (gravidanza, puerperio) – e quelle che lavorano a contatto con il pubblico sono più vulnerabili agli stati di ansia. Ancora poche, o incuranti delle ‘variabili di genere’, le azioni di tutela contro i fattori di stress all’interno delle aziende, nonostante il monito del Governo Italiano a prendersi cura della salute psichica delle proprie dipendenti. Ma non è solo un fenomeno italiano: lo stress correlato al lavoro coinvolge ed affligge tutta la popolazione europea, con punte del 60% e importanti ripercussioni sullo stato di salute.

Le recenti stime pubblicate sulla rivista European

Neuropsychopharmacology attestano infatti che i disturbi psichici dal 2005, quando la prevalenza di malattia si aggirava al 27,4%, hanno registrato una progressione di più del 10% assestandosi nel 2010 su valori oltre il 38% - tra disturbi d’ansia (69 milioni), depressione (30 milioni), insonnia (29 milioni) e disturbi connessi al consumo di alcool (14,6 milioni).

Fonte: http://salute24.ilsole24ore.com/

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