21 Febbraio 2012 articolo inserito in: Formazione e Convegni
“Applicazione dell’EMDR con Bambini e Adolescenti” - di cristina

L’Associazione per l’EMDR in Italia organizza a Milano il 18 marzo 2012 presso l’Hotel Michelangelo in via Scarlatti 33 un seminario sul tema


“Applicazione dell’EMDR con Bambini e Adolescenti”

Il seminario affronta i seguenti contenuti : a relazione terapeutica con i bambini, sui piani dell’ alleanza, dell’ informazione, della sicurezza e della condivisione degli obiettivi Vengono approfondite le modalità per individuare nei colloqui con i genitori la storia dettagliata dei traumi,dell’ attaccamento,il genogramma,lo stile educativo dei genitori,le risorse del bambino.

Si darà spazio al modo di conduzione del colloquio con il bambino: le forme dell’intervista, la focalizzazione dei traumi e

l’ identificazione del valore del disagio provato per ciascun evento
 

Come stabilizzare l’emotività: il posto sicuro

Rielaborazione del trauma: possibili modifiche al protocollo
 

Come strutturare gli interventi cognitivi integrativi con i bambini
 

Quali strategie in caso di blocco dell’elaborazione
 

Applicazione dell’EMDR a popolazioni specifiche:
• bambini adottati,
• lutti complessi,
• bambini da 0 a 3 anni,
• bambini ospedalizzati nei primi anni di vita,
• adolescenti.
Verrà data la possibilità ai partecipanti di portare casi clinici in supervisione

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21 Febbraio 2012 articolo inserito in: Formazione e Convegni
“Percorsi integrati di tutela allʼinfanzia maltrattata Osservo, ascolto e mi confronto”, CISMAI, 1 marzo 2012, NOVARA - di cristina

Il Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Novara, C.T.M. PARADIGMA, La strada di Gerico Associazione di Solidarietà,Casa Famiglia Spirito Santo di Trecate (Novara), Il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia, sezione Piemonte,

ORGANIZZANO il 1 marzo 2012 IL SEMINARIO DAL TITOLO

“Percorsi integrati di tutela allʼinfanzia maltrattata Osservo, ascolto e mi confronto”

Il seminario si svolge presso l’Auditorium Ist. Magistrali C.T. Bellini, Baluardo Lamarmora, 10
NOVARA

L’obiettivo del seminario, proposto dal CISMAI è quello di costruire e migliorare la rete
Territoriale di tutti gli operatori, appartenenti alla scuola,ai servizi sociali e sanitari, alle agenzie
Educative e alle forze dell’ordine, che permette di rilevare le situazioni di abuso e di maltrattamento ai minori e di intervenire in modo efficiente.
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Il seminario, che prevede momenti di dibattito e un a tavola rotonda, vuole potenziare il confronto e la sensibilità sulla tutela minorile, argomento delicato e complesso, che riguarda tutto il mondo adulto.
Il sottotitolo “Osservo…ascolto…mi confronto”: vuole rappresentare questo sforzo e questo impegno necessario per ascoltare i minori e i segnali che ci inviano per aiutarli a chiedere aiuto
Tutti gli esperti ci ricordano come il maltrattamento verso i bambini si produca e si aggravi nel tempo; proprio per questo l’intervento ha migliori percentuali di successo quando è precoce, inserito, quando è possibile, nella rete relazionale dei bambini e delle famiglie, collegato alle specifiche realtà locali.
Lʼesperienza maturata in anni di lavoro dai servizi socio-sanitari del territorio, la ricerche a livello nazionale ed internazionale sul tema dei minori in situazione di disagio e la normativa vigente, sono alla base della formulazione di progetti articolati e ampi, formati da interventi in rete.

Programma e relatori:
Dopo i saluti delle autorità il seminario è presentato dalla Dott.a C. FUSEʼ
(Psicoterapeuta familiare - Casa Famiglia Spirito Santo - Trecate - No)
G. VALENTE ( Assistente Sociale - Comune di Torino Circoscrizione 2) “ La tutela del minore…parliamone in rete”
E. QUARELLO (Psicologo-psicoterapeuta; Coop Soc. Paradigma - Torino)
“Realizzare la tutela: il difficile equilibrio tra la protezione del minore e la scommessa sul cambiamento del genitore”

M. GIOLITO (Medico Ginecologa, Cappuccetto Rosso ASL TO2 - Circ 6 e 7 Comune di Torino)"La scuola: un indispensabile nodo della rete da coinvolgere nei percorsi formativi
C. BOSETTO (Insegnante -Centro Studi Hansel e Gretel) “La scuola di fronte al disagio e al maltrattamento: relazione educativa e sofferenza dei minori
M. GIOVANELLI (Psicologa - psicoterapeuta Servizio di Psicologia ASL To 5 ) “Vedere e riconoscere: L’impatto del maltrattamento sul mondo adulto e sullʼoperatore.”
Tavola rotonda “verso la costruzione di una rete sensibile alla tutela”
Partecipano:
F. SENIGA (Referente Regione Piemonte CISMAI- Assistente Sociale CISAP)
F. SIRCHIA - Giudice presso il Tribunale per i Minorenni di Torino
A. PROTTI - Psicologa equipe multidisciplinare maltrattamento e abuso ASL 13 Novara
D. BUCCOLINI - G. BRUSTIO - Assistenti Sociali Comune di Novara
C. CREGNO - Dirigente Scolastico Ist. Compr. Statale “Bellini” - Novara -
FUSCO - Ispettore della Polizia Italiana
L. BUSTO - Educatore professionale Casa Famiglia Spirito Santo
DIBATTITO e CONCLUSIONE DEI LAVORI

Segreteria organizzativa del seminario:
C.T.M. PARADIGMA
C.so Stati Uniti, 11 – 10128 Torino
Tel./Fax 011.548747 dal lunedì al venerdì h. 9.00 – 13.00
e-mail ctm.paradigma@iol.it

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17 Gennaio 2012 articolo inserito in: Formazione e Convegni
Terapia EMDR, Milano, Incontro con Isabel Fernandez e Massimo Ammaniti - di cristina

INTRODUZIONE ALL’EMDR

21 Gennaio 2012

Fast - Centro Congressi

Piazzale Morandi, 2 - 20121 Milano

Incontro con Isabel Fernandez e Massimo Ammaniti

Il tema dell’incontro
Il trauma, nelle sue varie forme, è oggi riconosciuto come uno degli elementi fondamentali nella genesi della psicopatologia. Esso provoca, a livello neurofisiologico, modificazioni metaboliche, neuroendocrine e autonomiche che mettono fuori uso il nostro sistema innato di elaborazione dell’informazione.

Secondo la metodologia terapeutica Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR), la patologia si crea proprio quando questo sistema innato si blocca e il ricordo dell’evento traumatico rimane isolato dal resto della rete neurale, con effetti di disorganizzazione e di dissociazione di aspetti della personalità dell’individuo e delle sue modalità relazionali.

L’obbiettivo dell’EMDR è di favorire l’integrazione dei vissuti psichici ed emotivi, riattivando, attraverso i movimenti oculari, quel lavoro di sinergia dei due emisferi celebrali in grado di elaborare e trasformare le percezioni, immagazzinate in modo disfunzionale, in una risoluzione adattiva che favorisca la salute psichica.

La dott.ssa Isabel Fernandez analizzerà il meccanismo della traumatizzazione, mostrando come il trauma alteri i naturali processi neurofisiologici. Illustrerà inoltre come, in queste situazioni cliniche, l’EMDR si sia dimostrato un metodo psicoterapeutico utile ed efficace nel riparare la traumatizzazione a livello neurofisiologico e nel favorire l’integrazione dei vissuti emotivi legati al trauma. Porterà infine alla nostra osservazione alcuni interventi condotti in situazioni di emergenza sui bambini e sui loro genitori.

Il dott. Ammaniti esplorerà l’impatto disorganizzante indotto dalla traumatizzazione sullo sviluppo del bambino e sui suoi modelli di attaccamento primario, mettendo in luce, attraverso un’esemplificazione clinica, come poter usare l’EMDR nella psicoterapia con bambini e con i loro genitori.

Nei casi clinici del pomeriggio verranno illustrate due psicoterapie psicoanalitiche durante le quali è stata usata anche la metodologia dell’EMDR. Queste esperienze cliniche potranno fornire ulteriori spunti di riflessione sulla possibilità e sull’importanza di integrare la tecnica psicoanalitica con i risultati provenienti dalle neuroscienze.

 

Per info consultare il sito EMDR Italia

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17 Gennaio 2012 articolo inserito in: Formazione e Convegni
corso formazione su Terapia EMDR e abusi sessuali infantili, Milano - di cristina

 

Workshop

Comprendere e lavorare con pazienti che hanno subito trascuratezze precoci e abusi

 

25-26 Febbraio 2012

Hotel Michelangelo

Via Scarlatti, 33

MILANO

 

COSTO per i soci €. 70,00

COSTO per non soci €. 150,00

Ricordiamo che la partecipazione deve essere segnalata per

e-mail (segreteria@emdritalia.it) o fax 0362 558879

 

Per info consultare il sito EMDR Italia

 

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11 Gennaio 2012 articolo inserito in: Psicologia
Pedofilia online: un rischio della rete - di cristina

Pedofilia e Pedo-pornografia online: un rischio della rete

di Francesca Cardini

La pedo-pornografia e la pedofilia online sono realtà che suscitano nello scenario collettivo profondi sentimenti di paura, di timore e di disgusto. Per i genitori che si trovano oggi a non rimanere al passo, rispetto ai propri figli, rispetto allo sviluppo esponenziale delle nuove tecnologie, delle nuove forme di comunicazione che prendono piede nel mondo virtuale, l’indicazione preventiva del “non accettare le caramelle dagli sconosciuti” che un tempo i genitori rivolgevano ai propri figli si dimostra oggi quanto più inadeguata a far fronte ad un mondo - quello che si crea attraverso internet e che unisce realtà ed immaginazione - in cui spesso i genitori e la maggior parte degli adulti si sentono estranei, ed incapaci di poter proteggere i propri bambini dalle insidie che tale mondo ospita.

Le statistiche sui pericoli che nasconde la rete per i minori sono preoccupanti. Da un’inchiesta effettuata dalla polizia postale su un campione di 50mila minorenni in tutta Italia, emerge che il 77% dei minori naviga in rete in completa solitudine con possibili rischi di “dialogare” con malintenzionati.
Secondo l’indagine, l’11% dei minori ha avuto contatti con malintenzionati e di questi il 75% non ha detto nulla ai genitori.

Il Protocollo Facoltativo del 2000 alla Convenzione di New York definisce pedopornografia “qualsiasi rappresentazione di fanciulli, indipendentemente dal mezzo utilizzato, coinvolti in attività sessuali esplicite, reali o simulate, e qualsiasi rappresentazione di organi sessuali di fanciulli a scopi prevalentemente sessuali”.

La legge 6 febbraio 2006, n. 38 che ha modificato la legge 269/98 ha introdotto la nuova fattispecie di reato di pedopornografia virtuale che si verifica quando il materiale pedopornografico rappresenta immagini relative a bambini ed adolescenti, realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate, in tutto o in parte, a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali.

Quando si parla invece di pedofilia online ci si riferisce al comportamento di adulti pedofili che utilizzano la Rete per incontrare altri pedofili, per rintracciare e scambiare materiale fotografico o video pedopornografici e per ottenere contatti o incontri con i bambini che navigano in Rete.
La rete offre infatti un pericoloso mezzo in cui i pedofili possono muoversi sfruttando l’anonimato che la realtà virtuale comporta, distruggendo le barriere fisiche che nella vita reale costituiscono un filtro “naturale” per bambini e genitori.

Il pedofilo può mutare la propria identità virtuale come un camaleonte, inserendosi in comunità frequentate da minori e costruendo un’ identità fittizia per instaurare relazioni amichevoli con bambini e ragazzi, per conquistarsi gradualmente la loro fiducia e spianarsi la strada per arrivare ad un contatto nella vita reale con loro. Inizialmente, infatti, il pedofilo può adescare il minore proponendo argomenti di discussione di suo interesse, come lo sport, programmi televisivi, la scuola, ecc., e fingendosi suo amico costruisce una fiducia per allontanarlo piano piano dalla protezione della famiglia.
Tenterà poi di convincere il minore ad uno scambio di contenuto sessuale virtuale o un incontro reale, e se non sarà bastata la fiducia instaurata nel rapporto, farà leva sui sentimenti di vergogna e di paura del ragazzo attraverso minacce.

Inoltre internet offre al pedofilo i mezzi per entrare in contatto con altri pedofili ed alimentare così una rete criminale che può sostenere le reciproche attività.
Cosa possono fare quindi i genitori per prevenire l’avverarsi di episodi di pedofilia che coinvolgano il proprio figlio o altri minori?

Sicuramente avere una consapevolezza del fenomeno della pedofilia online è un primo passo. Ma ancora più a monte deve esserci un aggiornamento in termini di conoscenze delle nuove tecnologie utilizzate dai propri figli che possa diminuire il divario tra i due mondi. Una comunicazione efficace con i propri figli è un’altra condizione di base affinché la protezione dei genitori sia una risorsa che il bambino abbia a disposizione in ogni momento, senza incorrere in sentimenti di vergogna o di paura.

Da una parte, quindi, operare un controllo sulla tecnologia: conoscendola e operando su di essa in modo tale che il suo uso sia sicuro; a questo proposito può essere infatti utile installare dei software di protezione in grado di filtrare contenuti dannosi per i propri figli; utilizzare il computer insieme ai propri figli o comunque collocarlo in un ambiente condiviso; controllare periodicamente il contenuto dell’hard disk per individuare informazioni che possono costituire un segnale d’allarme.

Dato che il controllo nella vita che il ragazzo agisce in rete può venire mal tollerato da un adolescente, che nella fase di crescita in cui si trova difficilmente sopporterà una situazione di controllo vissuta come intrusiva, è assolutamente necessario che il genitore “formi” il ragazzo a difendersi dalle insidie della rete, così che negli spazi privati il ragazzo stesso abbia una guida interiore.

Per questo motivo è necessaria una comunicazione efficace tra genitore e ragazzo, una trasmissione di conoscenze sull’argomento che sia serena e preveda: insegnare ai ragazzi a non fornire dati personali in rete, così come non fornirebbero dati personali a qualcuno conosciuto per strada; insegnare ai ragazzi a non aver paura a segnalare qualcuno che li sta infastidendo e che dovessero provare sentimenti di vergogna, di non cedere alle minacce, perché sono stati vittime inconsapevoli di un criminale.

Nel momento in cui vi è da parte del genitore l’individuazione del pericolo, è necessario che ne faccia denuncia presso le autorità competenti, nello specifico la Polizia Postale e delle Comunicazioni, ed è possibile segnalare l’accaduto anche in maniera anonima contattando associazioni e organizzazioni non a scopo di lucro che si adoperano per la tutela dei minori e offrono un supporto a genitori e ragazzi nei casi di adescamento o abuso perpetuato tramite la rete, come ad esempio il telefono azzurro (http://www.azzurro.it/), il telefono arcobaleno (http://www.telefonoarcobaleno.org/), e Save the children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini, che dal 2002 ha costituito il progetto “Stop-it” (www.stop-it.it) per la lotta contro lo sfruttamento sessuale a danno dei minori su internet.

Sitografia:

http://www.114.it/
http://www.ansa.it/
http://www.stop-it.it/
http://www.telefonoarcobaleno.org/
www.virtualglobaltaskforce.com/it/

"Pedofilia e Pedo-pornografia online: un rischio della rete", tratto in data 19-02-2008 da Obiettivo Psicologia. Formazione, lavoro e aggiornamento per psicologi
http://www.opsonline.it/index.php?m=show&id=11938

"Pedofilia e Pedo-pornografia online: un rischio della rete", tratto in data 19-02-2008 da Obiettivo Psicologia. Formazione, lavoro e aggiornamento per psicologi
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