09 Giugno 2011 articolo inserito in: Formazione e Convegni
convegno sul maltrattamento infantile: Lugano, ottobre 2011 - di cristina

Congresso internazionale

Il maltrattamento infantile: sguardi complementari

 

19 – 20 – 21 Ottobre 2011

Palazzo dei Congressi | Lugano, Svizzera

 

 

Il maltrattamento infantile e gli abusi sessuali sui bambini hanno gravi conseguenze. È dunque inderogabile che la nostra società colga con coraggio e determinazione la sfida della prevenzione di ogni forma di maltrattamento infantile e della piena assunzione di pratiche terapeutiche innovative ed efficaci.

 

 

Mercoledì, 19.10.2011

La prevenzione: una sfida decisiva!

 

 

09.00

Apertura delle registrazioni

 

10.00

 

Presentazione dei risultati dello studio epidemiologico dell’Università di Zurigo sul maltrattamento in Svizzera.

Meichun Mohler-Kuo

11.00

 

Conferenza stampa di apertura del Congresso

 

13.30

 

 

Inaugurazione ufficiale del congresso

Pier Carlo Bocchi, Presidente della Fondazione ASPI, Lugano, Svizzera

13.45

 

Saluto delle autorità

14.00

 

 

La Fondazione ASPI – dalla teoria della prevenzione alla realizzazione dei progetti

Myriam Caranzano-Maitre, Dr.med., Direttrice della Fondazione ASPI, Lugano, Svizzera

 

14.30

 

 

 

L’efficacia della prevenzione degli abusi sessuali e del maltrattamento infantile (in inglese*)

David Finkelhor, Professore di sociologia, New Hampshire University, USA

16.00

 

Pausa

16.30

 

La prevenzione degli abusi sessuali e del maltrattamento infantile: come, quando, perché (in italiano*)

Alberto Pellai, Medico, Psicoterapeuta dell’età evolutiva e Ricercatore Università degli Studi, Milano, Italia

 

17.30

Aperitivo di benvenuto

 

18.30

Chiusura prima giornata

 

 

 

Giovedì, 20.10.2011

“Buon trattamento” - “maltrattamento”: dalla nascita all’adolescenza

 

 

08.30

 

Registrazioni

 

09.00

 

L’importanza dell’attaccamento e le sue sfide. La prevenzione sin dalla culla (in francese*)

Jean-François Chicoine, Professore di pediatria, Centro ospedaliero universitario, Sainte Justine, Montréal, Canada

 

10.30

 

Pausa

 

11.00

La promozione della qualità delle relazioni nelle strutture d’accoglienza dei bambini: dalla teoria alla pratica. (in italiano*)

Susanna Mantovani, Professore ordinario di pedagogia generale e sociale Università di Milano-Bicocca, Italia

 

12.00

Pranzo

 

13.45

Il maltrattamento psicologico/emozionale a 360 gradi: conoscere per meglio prevenire (in inglese*)
Danya Glaser, Psichiatra per bambini e adolescenti, Londra, UK

 

15.15

 

Pausa

 

15.45

Le gioie e le difficoltà dell’essere adolescente: come aiutare l’adolescente a spiccare il volo senza maltrattarlo e senza maltrattarsi? (in francese*)

Nahum Frenck, Pediatra, Terapeuta familiare, Losanna, Svizzera

 

16.45

 

Compagnia Playback Theatre, Pavia, Italia

 

17.30

Fine seconda giornata

 

19.30

Cena di gala

 

 

Venerdì, 21.10.2011

Protezione dell’infanzia e promozione del rispetto del bambino: le sfide del futuro

 

 

08.30

 

Registrazioni

 

09.00

 

Linee guida per la protezione dell’infanzia. Le “best practices” a livello internazionale: come applicarle a livello locale (in italiano*)

Marcellina Mian, Professore di pediatria, Weill Cornell Medicale College, Qatar

 

09.45

 

La protezione dell’infanzia: le sfide della politica (in tedesco*)

Ruth Gaby Vermot Mangold, Etnologa, già Parlamentare svizzera ed europea, Berna, Svizzera

 

10.30

Pausa

 

11.00

Prendere sul serio la Convenzione internazionale dei diritti dei bambini: l’esperienza della Francia e l’importanza del Difensore dei bambini

Gaby Taub, Assistente sociale, Corrispondente territoriale per Parigi presso la Difensore dei Bambini, Segretaria generale dell’ISPCAN, Parigi, Francia

 

12.00

Pranzo

 

13.45

 

Protezione dell’infanzia e promozione del rispetto del bambino: le sfide del futuro.

Sguardi complementari

Tutti gli oratori

 

15.15

Pausa

 

15.45

 

Il bambino è competente! Relazioni all’insegna del rispetto e della stima (in inglese o tedesco*)

Ueli Niederberger, Pedagogista, Collaboratore di Jesper Juul, Åre, Svezia

Conferenza pubblica - entrata libera

 

17.00

Chiusura Congresso

 

 

 

Nota:

* Sarà a disposizione un servizio di traduzione simultanea in italiano, francese, tedesco e inglese per tutte le conferenze

 

 

 

Percorso didattico interattivo “Sono unico e prezioso!

 

Durante tutta la durata del congresso sarà possibile visitare il percorso didattico interattivo “Sono unico e prezioso!” esposto nell’atrio del Palazzo dei congressi.

 

 

 

Attività parallele

in collaborazione con la Repubblica Catone Ticino

 

Ci sarà la possibilità di visitare due mostre (con catalogo) nell’ambito del progetto "L’infanzia preziosa". Una dedicata alla Prima Infanzia sarà visibile alla Biblioteca Cantonale di Lugano; l’altra, dedicata all’Adolescenza, avrà invece luogo alla Biblioteca Cantonale di Bellinzona. Sono inoltre previsti 3 incontri per approfondire le tematiche delle mostre, alla Biblioteca cantonale di Lugano (29 settembre e 4 ottobre), alla Biblioteca cantonale di Bellinzona (13 ottobre). Per informazioni: www.sbt.ti.ch/bclu/

 

 

 

 

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18 Aprile 2011 articolo inserito in: Psicologia
La matematica e´ un incubo? Colpa dei maestri - di cristina

La matematica e’ un incubo? Colpa dei maestri

di Maria Teresa Martinengo, La Stampa

Mamma, sono negato, non capisco. Matematica e’ il mio incubo. Mi sento stupido». Quanti genitori riconoscono il proprio figlio in queste affermazioni? Tanti, probabilmente, perche’ tanti sono i BAMBINI con un mediocre rapporto con i numeri, iniziato addirittura in prima elementare con un insegnante non attrezzato per sollecitare le abilita’ innate, dimostrate dalla ricerca psicologica. A testimoniare una diffusa condizione di disagio e’ la ricerca

«Atteggiamenti e credenze dei BAMBINI nei confronti della matematica», condotta su 780 allievi di quarta in 17 scuole primarie di Torino e provincia: il 25% dei piccoli intervistati considera la materia «bestia nera», la meno amata, il 78% fa esperienza di «sentirsi bloccato e non sapere come proseguire» di fronte a un esercizio che crea difficolta’. Un terzo di questo 78% vive in maniera permanente nel panico quando c’e’ matematica. Per il 74%, poi, l’esperienza di essere bloccati si accompagna ad ansia e ad agitazione.

L’indagine e’ stata curata dagli psicologi di Tangram-Centro Studi Processi e disturbi di apprendimento con il Centro di PSICOLOGIA Ulisse (specializzato in relazioni familiari ed educative). Le trenta domande del questionario - spiega la dottoressa Alessandra Petrolati - hanno indagato gli aspetti emotivi e le rappresentazioni che i BAMBINI hanno della matematica, il perche’ di certe credenze che incidono sulla rappresentazione e la percezione di se’». Nonostante solo il 25% dichiari di non amare la materia, dal 78% che parla di malessere di fronte a un compito «e’ possibile ipotizzare che molti BAMBINI sentano di non avere abilita’, di non essere in grado di elaborare strategie per gestire la situazione. E’ come se pensassero che non c’e’ niente da fare». Ed ecco l’ansia, l’agitazione.

Un terzo dei BAMBINI somatizza con mal di pancia, sudorazione. «Il ‘’sentirsi bloccato” e il malessere, quindi una reazione emotiva intensa, fa supporre - riflette il dottor Mauro Martinasso, direttore del Centro Ulisse - che l’insuccesso in matematica veicoli per il bambino un significato che ha a che fare con un giudizio in merito alle proprie capacita’ e al proprio valore sia ai propri occhi sia a quelli degli insegnanti o dei compagni. E un’esperienza di questo tipo ripetuta puo’ avere ripercussioni nella direzione di una ridotta autostima». Una condizione che trova conferma in quel 50% di BAMBINI che pensa che di fronte a un problema «la soluzione si trova subito o mai piu’». In pratica, la competenza in matematica come «abilita’ stabile», che si ha o non si ha. Non averla genera sofferenze.

«Piu’ significativo - prosegue la dottoressa Petrolati - e’ che oltre il 50% dei BAMBINI pensa che ”andare bene in matematica significa essere molto intelligente”». L’insuccesso, dunque, mette in forse le capacita’ intellettive globali. «Questi dati - conclude la dottoressa Cinzia Casini, psicologa impegnata con docenti e genitori nelle scuole - parlano del grande vuoto che esiste nel percorso formativo degli insegnanti, mostrano la necessita’ di lavorare per modificare le credenze sull’intelligenza e orientare l’azione in modo che le abilita’ matematiche siano vissute come modificabili e soprattutto in evoluzione. Non come un destino segnato. La ricerca psicologica dice che ‘’siamo tutti portati per i numeri” fin dalla nascita, ma sono fondamentali le opportunita’ che l’ambiente offre».

La ricerca sara’ presentata sabato alla scuola Casalegno, nel seminario «Intelligenza numerica e discalculia» con Daniela Lucangeli, ordinario in PSICOLOGIA dello Sviluppo dell’Universita’ di Padova, tra i massimi esperti italiani di discalculia. Pubblicazione: 23-01-2011, STAMPA, TORINO, pag.47

Sezione: Cronaca di Torino , LA STAMPA
Autore: MARTINENGO MARIA TERESA

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01 Marzo 2011 articolo inserito in: Formazione e Convegni
SPAZIO NEUTRO E INCONTRI PROTETTI PER I BAMBINI VITTIME DI MALTRATTAMENTO E ABUSO , Milano - di cristina

SPAZIO NEUTRO E INCONTRI PROTETTI PER I BAMBINI VITTIME DI MALTRATTAMENTO E ABUSO

Richiesto Accreditamento Formazione Continua ASSISTENTI SOCIALI -  ECM: 34 Crediti Formativi ECM (psicologo)

 

Gli operatori che lavorano in un contesto di Spazio Neutro avvertono la difficoltà di lavorare in situazioni di grave pregiudizio, come nei casi di maltrattamento o abuso sessuale all’infanzia. La protezione dei bambini maltrattati e abusati si colloca in un contesto di complessità e delicatezza nel rapportarsi ai diversi protagonisti dell’intervento, in particolare i genitori, ma anche gli altri operatori territoriali coinvolti nella gestione del nucleo familiare. La fase del processo di intervento in cui si colloca la richiesta di Spazio Neutro è una variabile della quale è necessario porre attenzione. Il corso pone all’attenzione la necessità istituzionale e affettiva della continuità genitoriale anche nei casi dove è necessaria l’estrema protezione del bambino. Affronta le modalità di conduzione degli incontri e la conduzione del lavoro di rete in relazione alle diverse fasi in cui si snoda la presa in carico delle famiglie maltrattanti o altamente conflittuali (rilevazione, valutazione, post-valutazione e trattamento).

A chi si rivolge. Assistenti sociali, educatori, psicologi, operatori che lavorano in contesti di Spazio Neutro con minori in condizioni di pregiudizio.

Programma. Il corso è articolato in sei giornate (per un totale di 36 ore di docenza) di cui due cocondotti.

1. 11 marzo 2011 Tipologie di maltrattamento (con approfondimenti su PAS, conflittualità, violenza assistita). Il diritto di visita e di relazione e il significato della continuità genitoriale.

2. 7 aprile 2011 L’avvio degli incontri: i colloqui di ambientamento con il bambino e con i genitori e la costruzione del contesto protettivo. Le buone prassi metodologiche.

3. 18 aprile 2011 I diversi significati dello Spazio Neutro nei casi di abuso e maltrattamento: rilevazione, valutazione, post-valutazione e trattamento. La conduzione del lavoro di rete: snodi critici e buone prassi.

4. 6 maggio 2011 La realizzazione degli incontri: modalità di osservazione degli incontri e di sostegno al bambino e ai genitori. La conduzione dell’intervento.

5. 20 maggio 2011 La conduzione degli incontri nelle situazioni di sospetto o accertato abuso sessuale.

6. 10 giugno 2011 La restituzione e la conclusione degli incontri protetti: restituire fiducia; salutarsi.

Docenti: dr.ssa Rossella Bianchini, assistente sociale specialista, responsabile del Servizio “Spazio Neutro Incontri Protetti” – dr.ssa Luisella Mattiace, educatrice senior Spazio Neutro

Sede. CBM - via Calatafimi 10, 20122 Milano.
Orari. dalle ore 10.00 alle ore 17.00 con un’ora di pausa pranzo.
Costo a partecipante. € 600,00 (esente Iva).

 

 

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22 Febbraio 2011 articolo inserito in: Psicologia
adolescenti e alcol - di cristina

adolescenti e alcool, allarme per il "binge drinking"

Si chiama “binge drinking” ed è l’abitudine a bere in modo compulsivo oltre le proprie possibilità, con lo scopo preciso di ubriacarsi e perdere i sensi. Un vero e proprio problema psico-sociale che sta dilagando tra gli adolescenti, non solo all’estero, ma anche in Italia: nel nostro paese il problema nel corso del 2009 ha riguardato il 12,4% degli uomini e il 3,1% delle donne ed è ormai abitudine stabilmente diffusa, soprattutto nella popolazione maschile tra i 18-24 anni (21,6,1%) e i 25-44 anni (17,4%). Ma, dato più sconcertante, il fenomeno è in crescita tra le donne, soprattutto le giovanissime.: pratica il binge drinking anche una buona percentuale di donne fra i 18 e i 24 anni (7,9%) e per la prima volta nella fascia di età tra gli 11 e i 15 anni il disturbo è più diffuso tra le femmine che fra i coetanei maschi.
I dati sono contenuti nella settima Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da ministero della Salute e Regioni in attuazione della Legge 30.3.2001 n. 125 “Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati” trasmessa dal ministero nel dicembre 2010 ai Presidenti di Camera e Senato.
Questi numeri, sottolinea il ministero, confermano il progressivo allontanamento del nostro Paese dal tradizionale modello di consumo mediterraneo.
In generale, il consumo a rischio riguarda il 15,8% degli italiani al di sopra degli 11 anni, per un totale di quasi 8 milioni e mezzo di persone. Tra esse in particolare circa 475.000 minori (il 18,5% dei ragazzi e il 15,5% delle ragazze al di sotto dei 16 anni), in cui il consumo dovrebbe essere pari a zero; e circa 3 milioni di anziani (il 44,7% dei maschi e l’ 11,3% delle femmine di oltre 65 anni) in cui il consumo a rischio coincide prevalentemente con il consumo giornaliero non moderato, soprattutto durante i pasti.
Le ragazze sotto i 16 anni hanno per la prima volta superato i ragazzi nel “binge drinking”, tanto da indurre il ministero a sollecitare “interventi gender oriented che tengano conto della specificità del rischio femminile e siano in grado di contrastare i modelli e le culture del bere che minacciano la salute e la sicurezza della donna. In generale, tra i giovani c’è una grande diffusione di consumi a rischio, che riguardano circa 1 milione e 200 mila soggetti fra gli 11 e i 24 anni. Si tratta soprattutto di binge drinking e consumo fuori pasto, quest’ultimo particolarmente cresciuto negli ultimi 15 anni, soprattutto tra i giovanissimi di 14-17 anni e in particolare tra le ragazze, tra cui la prevalenza si è quasi triplicata nell’ultimo quindicennio”.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità circa uno su cinque dei casi di intossicazione acuta alcolica che giungono al Pronto Soccorso riguardano ragazzi al di sotto dei 14 anni. Altri problemi nascono dalla diffusione di un uso dell’alcol simile a quello delle altre sostanze psicoattive, con finalità di sballo e ricerca dell’ubriachezza, dato anche il basso costo e la grande disponibilità di alcune bevande alcoliche; uso che rischia tra l’altro di fungere da ponte verso le sostanze psicoattive illegali. La diffusione di un policonsumo di sostanze psicoattive legali e illegali viene confermata da varie fonti e la rilevazione del Ministero della Salute sui comportamenti di consumo degli utenti dei servizi alcologici segnala che circa il 10% fa uso anche di sostanze stupefacenti.
Gli alcol-dipendenti in trattamento nei servizi pubblici sono in costante crescita: dal 1996 e nel 2008 ne sono stati rilevati 66.548. Fra essi in particolare la percentuale degli utenti al di sotto dei 30 anni rappresenta il 10,2% del totale, con un valore in crescita rispetto a quello rilevato nel 2007 (10%). Inoltre nei servizi alcologici si conferma una stabile percentuale di giovani utenti di età inferiore ai 20 anni la cui entità, di poco inferiore all’1%, è tuttavia in costante crescita nel lungo periodo.
 

Tratto da: "figli e famiglia" del 12.2.2011

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12 Febbraio 2011 articolo inserito in: Formazione e Convegni
“Verso ed oltre l´adozione. I gruppi di supporto alla genitorialità adottiva” , Roma - di cristina

croso di formazione : "Verso ed oltre l’adozione. I gruppi di supporto alla genitorialità adottiva"

destinato a Psicologi, Assistenti sociali e operatori di Servizi Territoriali e di Enti Autorizzati.

Il corso, organizzato dalla Società di Psicoanalisi Interpersonale e GruppoAnalisi S.P.I.G.A., è riconosciuto dal Ministero della Salute.
Crediti ECM richiesti per la professione di Psicologo
(evento N° 4542-11005670) (Nuova edizione ampliata rispetto alla precedente che aveva ricevuto 32 crediti ECM)

Inizio corso 01.04.2011

Quota ridotta con iscrizione entro il 22 marzo
Per maggiori informazioni sono reperibile tramite mail o al 335.6545515.

La frequenza del corso costituirà titolo di accesso per la partecipazione ad un successivo evento formativo dal titolo
"Intorno all’adozione. Supervisione di casi clinici"
(Edizione 2010 - 21 crediti ECM)) finalizzato al confronto, alla discussione e supervisione di modalità di lavoro e di casi clinici seguiti nell’ambito dell’adozione da liberi professionisti, operatori di Servizi Territoriali e di Enti Autorizzati.

Con l’occasione mi è gradito segnalarLe che sul sito www.spigahorney.it , cliccando sul Sommario del N°1 della rivista "Trasformazioni", è consultabile l’articolo "Dal trauma all’esperienza adottiva". In attesa, un cordiale saluto

dott.ssa Ivana De Bono
Didatta Supervisore S.P.I.G.A.
Docente in Psicologia dello Sviluppo
Istituto di Specializzazione in Psicoterapia
S.P.I.G.A. (ric. M.U.R.S.T.) - ROMA
www.spigahorney.it
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