01 Luglio 2010 articolo inserito in: Psicologia
La teoria dell´attaccamento di John Bowlby - di fabrizio

La teoria dell’attaccamento di John Bowlby
appuntidicounseling.myblog.it
 

Una breve introduzione

Il comportamento di attaccamento è quella forma di comportamento che si manifesta in una persona che consegue o mantiene una prossimità nei confronti di un’altra persona, chiaramente identificata, ritenuta in grado di affrontare il mondo in modo adeguato.
La teoria dell’attaccamento nasce con un esplicito interesse verso i primi anni di vita dell’essere umano e, più in generale, dei mammiferi.
Il più grande sostenitore e studioso di questa teoria è stato sicuramente John Bowlby, considerato uno dei tre o quattro più grandi psicoanalisti del ventesimo secolo.
Egli sosteneva che “l’attaccamento è parte integrante del comportamento umano dalla culla alla tomba”.
All’inizio della vita l’essere nutriti equivale all’essere amati, il bisogno biologico legato all’alimentazione è presente insieme a un altro bisogno, anch’esso fondamentale, quello di essere amati, nutriti d’amore, di essere desiderati, voluti, accettati per quello che si è.
Gli effetti nocivi della deprivazione materna, l’importanza del legame tra genitori e figli, il bisogno di una base sicura e il sentimento di attaccamento, il rendersi conto che il lutto ha un corso da seguire e che può essere suddiviso in fasi, sono tutti concetti che possono essere fatti risalire all’opera di John Bowlby. Egli ha avuto un notevole influsso su un gran numero di discipline specialistiche come la pediatria, la psicologia dello sviluppo, il servizio sociale, la psichiatria.
Per Bowlby prendere in braccio il proprio piccolo che piange è la risposta più adeguata, da parte della madre, ad un segnale di disagio del bambino: esso non si configura come un rinforzo né come un comportamento che condiziona il piccolo rendendolo “viziato” come asseriscono i comportamentisti e i teorici dell’apprendimento sociale.
Tutti i bambini normali si “attaccano” entro i primi 8 mesi di vita, per portare a compimento tale processo entro il loro secondo anno. L’indicatore per eccellenza che il legame di attaccamento è stabilito, si identifica nell’angoscia da separazione. È normale la presenza di attaccamenti multipli. Tali legami vengono collocati gerarchicamente e gli stessi nel corso dello sviluppo sono suscettibili di variazioni.
Lo stesso legame genitoriale, col passare del tempo, potrebbe passare in secondo piano rispetto al legame affettivo sentimentale. Non è stato stabilito quando avvenga esattamente il passaggio dall’attaccamento genitoriale a quello tra pari.
Nell’adolescenza l’attaccamento attraversa un periodo di transizione. In questo periodo l’adolescente sembra spesso impegnato ad un allontanamento intenzionale dalla relazione con i genitori e familiari. Si cominciano così a stabilire le relazioni di attaccamento con coetanei (partner sentimentali e amici molto stretti). La componente sessuale di queste relazioni, che in questa fase comincia a manifestarsi, aiuta a favorire la componente dell’attaccamento, fornendo motivazioni stabili, l’esperienza di emozioni intense, intime.
16:12 Scritto da : magacounselor in counseling
www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/viewarticles.php

Strumenti
25 Febbraio 2010 articolo inserito in: Formazione e Convegni
I FIGLI ADOTTIVI RICERCANO I VERI GENITORI - di francesca

Commento a: «Sempre più figli adottati cercano i veri genitori»(da Il SecoloXIX ed. Nazionale del 13 febbraio 2010)
Il tema delle origini dei bambini adottivi è un tema delicato che spesso alimenta timori nelle coppie adottive. Come si legge nell’articolo dal 1967, anno della legge sull’adozione ad oggi l’attenzione si è spostata dalla coppia adottiva al bambino che viene accolto in famiglia. In passato si riteneva di tutelare i propri figli celando l’adozione ed il vissuto abbandonico che si porta dietro e nello stesso tempo non esponendo la coppia a confrontarsi idealmente con i genitori biologici che avevano lasciato il bambino. Leggi tutto…

Strumenti
31 Ottobre 2009 articolo inserito in: Psicologia
TEENAGER PRONTA CASSA - di francesca

Impariamo a dire dei "no" ai nostri figli, impariamo a dare delle regole..servono per farli crescere e diventare adulti capaci e responsabili..

Chiedete e vi sarà dato. Gli adolescenti italiani non hanno bisogno di andare a catechismo per imparare le parole del vangelo. Ci pensano già mamma e papà. Serve un nuovo cellulare? Ecco i soldi. È uscito il videogioco dei sogni? Subito fuori i contanti. A scuola hanno tutti quel paio di scarpe terribilmente alla moda? Meglio aprire il portafoglio e adeguarsi. Poco importa se un acquisto è davvero necessario, l’importante è che i genitori-bancomat assolvano il proprio compito. E così, dopo i trentenni bamboccioni e gli adulti fannulloni, il ritratto familiare del paese si completa con i teenager sanguisuga. Che riescono a ricevere dalle tasche dei grandi una quarantina di euro ‘cash’ ogni santa settimana. Leggi tutto…

Strumenti
16 Settembre 2009 articolo inserito in: Psicologia
MAMME INSICURE E TRASCURATEZZA NEI FIGLI - di francesca

Le mamme "insicure" possono trascurare i figli

 Le preoccupazioni di mamma si rispecchiano nei bambini

Una mamma sicura di sé, con una maggiore autostima è più attenta ai bisogni del proprio bambino. Allo stesso tempo, non si preoccupa se piange o ride, ma reagisce allo stesso modo: positivamente e prendendosi cura di lui.
Al contrario, le mamme insicure reagiscono in modo diverso alle manifestazioni dei bambini, in particolare se questi piangono.

Che le madri reagiscano in modi diversi a seconda della loro sicurezza di sé, lo suggerisce un team di ricercatori internazionali della Queensland University (Australia) i quali hanno sottoposto un gruppo di 30 neomamme alla loro prima esperienza a un test condotto per mezzo di una risonanza magnetica funzionale.
Alle neomamme è stato chiesto di osservare le espressioni sul volto dei loro piccoli mentre queste erano all’interno di uno scanner per la risonanza magnetica.
Leggi tutto…

Strumenti
24 Agosto 2009 articolo inserito in: Psicologia
BIMBI E GENITORI SEPARATI - di francesca

BIMBI E GENITORI SEPARATI

Nella nostra società sono sempre più frequenti e numerosi i casi di famiglie ricostruite e di bambini cresciuti al loro interno. Tale fenomeno presente sicuramente anche nel passato attualmente è più visibile e anche perchè spesso non è causato da lutti e vedovanze, ma da separazioni, per cui il bambino si confronta con due genitori entrambi vivi, con una vita indipendente spesso ricostruita all’interno di una nuova famiglia. Per ogni bambino, il passaggio dalla famiglia nella quale è nato ad una nuova famiglia, formata dal genitore affidatario, dal suo nuovo compagno o dalla sua nuova compagna e da eventuali fratelli acquisiti, è un processo di adattamento molto complesso ed articolato, ma realizzabile. Leggi tutto…

Strumenti
Studio psicologia Torino e Moncalieri | Sede di Moncalieri (Torino) - via Peschiera 15 - CAP 10024 | Sede di Torino - via Madama Cristina 34 - CAP 10125
Cell. 331 50.49.340 - 335 67.65.376 - Privacy Policy - Cod. fiscale 94046020015
powered by Strategie Digitali S.r.l.