24 Giugno 2009 articolo inserito in: Psicologia
Il segreto di un tocco leggero - di francesca

Le cellule di Merkel: addette alla sensibilità!

Che cosa rende possibile distinguere con un leggero tocco delle dita la tessitura della seta da quella del cotone, o a un cieco di leggere in Braille? Fin da quando vennero scoperte, oltre cento anni fa, si ipotizzò che la differenza di sensibilità fra il semplice "tatto" e il "tocco leggero", lo sfioramento, fosse imputabile alle cosiddette cellule di Merkel; tuttavia era sempre stato impossibile averne una dimostrazione sperimentale. Ora è riuscito nell’intento un gruppo di ricercatori del Baylor College of Medicine, che ne riferisce sulla rivista "Science". "Gli esseri umani, i primati e tutti gli animali che mostrano una notevole destrezza manuale sfruttano le cellule di Merkel per sentire la tessitura e la conformazione delle cose", osserva Ellen Lumpkin, che con Huda Zoghbi e Stephen Maricich ha diretto la ricerca. "Le cellule di Merkel non sono come le fibre del dolore, sono presenti in specifiche aree della pelle per sentire il tocco leggero. Ne abbiamo moltissime sui polpastrelli e sulle labbra

Fonte: Le Scienze 19/06/2009

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26 Maggio 2009 articolo inserito in: Psicologia
SOCIEVOLI ED ESTROVERSI: ECCO IL SEGRETO - di francesca

Socievoli ed estroversi? Il segreto è nel cervello

A fare la differenza tra i tipi solitari e di poche parole e gli “amiconi”, sempre pronti a dispensare chiacchiere e sorrisi, non è il carattere, ma il cervello. Il segreto della socievolezza, infatti, si cela in alcune aree cerebrali che possono determinare quanto una persona è aperta nei confronti degli altri. In particolare, i tipi più espansivi, estroversi e sentimentali tendono ad avere più tessuto cerebrale in una striscia di materia grigia localizzata proprio dietro gli occhi e in una struttura interna posta al centro del cervello. Si tratta, spiegano i ricercatori britannici della Cambridge University sul “Journal of Neuroscience”, delle stesse zone cruciali per godere del cioccolato e del sesso. Il lavoro, dunque, suggerisce che alcune persone possono trarre un piacere simile anche dall’essere socievoli. Insomma, per qualcuno il solo fatto di socializzare è di per sé una ricompensa, paragonabile a un cioccolatino o a un incontro “hot”, spiegano gli scienziati. Non solo: lo studio potrebbe gettare nuova luce su alcuni disordini della psiche in cui le difficoltà nell’interazione sociale sono rilevanti, come ad esempio autismo o schizofrenia.
 

Fonte: La Stampa 20/05/2009

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26 Maggio 2009 articolo inserito in: Formazione e Convegni
ESPERIENZE A CONFRONTO - di francesca

Commissione GERONTOLOGICA

La Commissione Gerontologica organizza una giornata, rivolta a tutti gli psicologi interessati, su:

"PERCORSI DI SOSTEGNO PER I FAMILIARI DI PERSONE CON ALZHEIMER IN PIEMONTE - TORINO

Dalle buone pratiche ai modelli di intervento"

L\\’incontro si svolgerà giovedì 4 giugno 2009 dalle ore 9.00 alle ore 13.00 presso la sede dell\\’Ordine - Via San Quintino 44 - Torino.
Il Seminario è gratuito.
Le richieste di partecipazione, che saranno accettate fino al numero massimo di capienza della sala, vanno inviate a segreteria.iscritti@ordinepsicologi.piemonte.it e dovranno pervenire entro il 31 maggio p.v.
Una e-mail della Segreteria dell\\’Ordine confermerà la partecipazione.

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20 Maggio 2009 articolo inserito in: Psicologia
NEUROSCIENZE: NELL´ADOLESCENZA IL CERVELLO SI RIORGANIZZA - di francesca

 

L’Eco di Bergamo «Siamo razionali 25 minuti al giorno»

Un gruppo di scienziati del Children’s National Medical Center di Washington, uno dei migliori ospedali pediatrici americani, ha scoperto un programma di sviluppo su misura per l’amigdala, una piccola area del sistema limbico che conserva la nostra memoria emozionale e gioca un ruolo importante nel comportamento sociale ed emotivo.

 

 

Una scoperta unica, pubblicata sulle pagine della prestigiosa rivista Nature Neuroscience. E pionieristica, perché fino a qualche anno fa l’amigdala era considerata una semplice porzione di corteccia cerebrale, priva di una propria unità strutturale e funzionale.

Joshua G. Corbin, coordinatore della ricerca, e i suoi collaboratori hanno identificato un gruppo di precursori neuronali specifici dell’amigdala, che fanno parte di un unico sistema di crescita e di sviluppo di questa parte importante del cervello. La combinazione di tecniche in vivo e in vitro ha permesso di svelare il legame tra l’origine dei progenitori embrionali e il loro destino finale nell’amigdala matura.

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