21 Gennaio 2011 articolo inserito in: Formazione e Convegni
TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE DELL’OBESITÀ, Verona - di cristina

TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE DELL’OBESITÀ

DOCENTE: Dott. Riccardo Dalle Grave

Il Dottor Riccardo Dalle Grave dirige l’Unità di Riabilitazione Nutrizionale della Casa di Cura Villa Garda. È autore di numerose pubblicazioni su riviste scientifi che internazionali e di libri riguardanti il trattamento dell’obesità e dei disturbi dell’alimentazione. È membro del comitato editoriale di Obesity Surgery ed è presidente dell’AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso).

IL CORSO È IN FASE DI ACCREDITAMENTO ECM PER MEDICI, PSICOLOGI, DIETISTI, BIOLOGI NUTRIZIONISTI

 

OBIETTIVI GENERALI DEL CORSO

- Fornire le conoscenze teoriche e pratiche sulla teoria e terapia cognitivo comportamentale del sovrappeso e dell’obesità
- Far apprendere le abilità teoriche e pratiche per applicare in setting diversi la terapia cognitivo comportamentale del sovrappeso e dell’obesità
- Fornire le conoscenze teoriche e pratiche per organizzare e lavorare in un’equipe multidisciplinare

A CHI È RIVOLTO
A medici, dietisti, psicologi e psicoterapeuti che abbiano intenzione di acquisire il know-how più aggiornato nella cura dell’obesità basata sulla modificazione dello stile di vita.

SEDE DEL CORSO:
Centro Congressi Hotel San Marco - Via Longhena, 42 – 37138 Verona

COSTI:
Socio operativo: Euro 150 + IVA
Socio ordinario: Euro 250 + IVA
Socio sostenitore professionista: Euro 350 + IVA
Non socio: Euro 400+ IVA

VENERDÌ 18 MARZO 2011
- Terapia comportamentale del sovrappeso e dell’obesità: effi cacia e limiti
- Terapia farmacologica del sovrappeso e dell’obesità: effi cacia e limiti
- Terapia chirurgica del sovrappeso e dell’obesità: efficacia e limiti
- Strategie non chirurgiche per potenziare la perdita di peso
- La nuova teoria cognitivo comportamentale per la perdita e il mantenimento del peso
- Organizzazione generale del nuovo programma di terapia comportamentale del sovrappeso dell’obesità

SABATO 19 MARZO 2011
Fase della perdita di peso:
- Monitorare l’alimentazione, l’attività fi sica ed il peso corporeo
- Modifi care lo stile di vita
- Affrontare gli ostacoli alla perdita di peso
- Affrontare gli obiettivi di peso e gli obiettivi primari

Fase del mantenimento del peso:
- Affrontare gli ostacoli al mantenimento del peso

Per maggiori informazioni:
Segreteria organizzativa Positive Press - Gloria Carli - Tel. 045 8103915 - E-mail: positivepress@tin.it. Per vedere tutti i corsi in programma visita i siti: www.positivepress.net e www.aidap.org Visita anche il nuovo sito www.emozioniecibo.it

Se ritiene che un Suo collega sia interessato al Servizio, può inviargli copia della presente e-mail.
 

Strumenti
01 Gennaio 2011 articolo inserito in: Synergia Centro Trauma
fruttosio e gotta - di fabrizio

 Bevande con fruttosio aumentano la gotta nelle donne

A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035

www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php

 

 Nelle donne che non presentano una storia di gotta, il consumo di bevande arricchite con fruttosio o di succo d’arancia si associa a un aumento del rischio di gotta incidente. Comunque il contributo di questi prodotti al rischio di tale malattia è modesto in considerazione del basso tasso di incidenza della malattia fra le donne. È questo il risultato di uno studio che ha coinvolto 78.906 donne coinvolte nel Nurses’ health study. Durante i 22 anni di follow up, sono stati documentati e accertati 778 casi incidenti di gotta. L’aumento nel consumo di bevande arricchite di fruttosio è risultato associato in modo indipendente all’aumento del rischio di gotta. Confrontato con il consumo di meno di una porzione al mese di bevande arricchite con lo zucchero, il rischio relativo multivariato di gotta nelle donne che bevevano queste bevande una volta al giorno è risultato essere di 1,74 e per due o più porzioni al giorno di 2,39. Il rischio relativo corrispondente per il succo di arancia è invece apparso pari, rispettivamente, a 1,41 e 2,42. Le differenze in rischio assoluto corrispondenti a questi rischi relativi sono state quantificate in 36 e 68 casi ogni 100mila anni/persona per le bevande arricchite di fruttosio e 14 e 47 per il succo d’arancia, rispettivamente. Per quanto riguarda i soft drinks dietetici, non sono emerse associazioni con i rischi di gotta. Confrontato con il più basso quintile di assunzione di fruttosio, il rischio relativo multivariato di gotta nel quintile più alto si è attestato su 1,62, con una differenza di rischio di 28 casi ogni 100mila anni/persona. Il lavoro è firmato da un gruppo di ricercatori guidato da Hyon K. Choi, della Boston university school of medicine. JAMA, 2010 Nov 10. [Epub ahead of print]  Da doctor news, foto flickr 
 

Strumenti
17 Dicembre 2010 articolo inserito in: Synergia Centro Trauma
Obbligo all´industria di ridurre il sale nei cibi - di fabrizio

A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035

http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485

La restrizione obbligatoria del contenuto di sale nei cibi lavorati dall’industria alimentare può alleggerire il peso costituito dalle patologie legate a un elevato consumo di sale, determinando un "guadagno di salute" circa 20 volte superiore rispetto alle iniziative mirate a un minore apporto su base volontaria. Concentrare l’intervento sui produttori di cibi, inoltre, è meno costoso per un Governo rispetto al varo di campagne con consigli dietetici diretti alla popolazione. A sostenere queste tesi sono Linda J. Cobiac, Theo Vos e J. Lennert Veerman, della school of Population health presso la university of Queensland a Herston (Australia). Gli autori sono arrivati a queste conclusioni dopo aver analizzato un’iniziativa messa in atto in Australia, il Tick program, con la quale si incoraggiava l’industria alimentare a marchiare con un logo i prodotti con moderato quantitativo di sale (fino a 400 mg/100 g), ipotizzando che ciò avrebbe favorito le vendite. Sono stati quindi paragonati i benefici clinici ed economici di questo programma volontario con quelli calcolati da un modello disegnato per prevedere gli outcome raggiungibili con una vasta legislazione australiana in materia (nello specifico, limitandosi a considerare pane, margarina e cereali). I risultati hanno dimostrato che la popolazione australiana potrebbe guadagnare 610mila anni di vita liberi da malattia (Daly) grazie alla riduzione obbligatoria nazionale del consumo di sale fino a un massimo di 6 g/die. Gli autori sottolineano, inoltre, che spesso la gente non si accorge della riduzione del sale dei cibi; nel pane, per esempio, non è avvertita fino a quote del 20%.

Heart, 2010 Nov 1. [Epub ahead of print] doctor news, da doctor news, foto flickr
 

 

Strumenti
25 Novembre 2010 articolo inserito in: Synergia Centro Trauma
L´OBESITÀ GIOVANILE PREDISPONE ALLA FORMA GRAVE IN ETÀ ADULTA - di fabrizio

A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035 

http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485

L’obesità nell’adolescenza si associa in modo significativo a un aumento del rischio di grave obesità incidente nell’adulto, con variazioni in base al sesso e all’etnia. Il dato emerge da un’indagine condotta dall’équipe di Natalie S. The, del dipartimento di nutrizione dell’university of North Carolina, a Chapel Hill. La ricerca ha coinvolto una coorte di 8.834 ragazzi, di età compresa tra 12 e 21 anni, facenti parte dell’Us National longitudinal study of adolescent health, arruolati nel 1996 e sottoposti a follow-up in età adulta (tra i 18 e 27 anni nel 2001-2002 e tra 24 e 33 anni nel 2007-2009). I nuovi casi di grave obesità sviluppatisi in età adulta sono stati calcolati tenendo conto del genere, dell’etnia e delle condizioni di peso corporeo in età adolescenziale. L’obesità adolescenziale era definita da un indice di massa corporea (Bmi) =/> 95° percentile del valore previsto dalle carte di crescita specifiche per età e sesso oppure da un Bmi =/> 30 in soggetti di età inferiore a 20 anni. L’obesità severa dell’età adulta comprendeva invece un Bmi =/> 40 a partire dai 20 anni d’età. Nel 1996, 79 adolescenti (1,0%) erano fortemente obesi; di questi, 60 (70,5%) lo erano ancora in età adulta. Nel 2009, 703 adolescenti che non erano gravemente obesi all’inizio della ricerca (7,9%) erano diventati tali in età adulta, con i tassi più alti registrati nelle donne nere non ispaniche. Gli adolescenti obesi erano esposti a un rischio significativamente maggiore di sviluppare obesità severa in età adulta rispetto agli adolescenti normopeso o in sovrappeso (rapporto di rischio: 16,0). JAMA, 2010; 304(18): 2042-7 da doctor news, foto flickr
 

 

Strumenti
17 Novembre 2010 articolo inserito in: Synergia Centro Trauma
L´OBESITà PESA SULLA SESSUALITà - di fabrizio

Chili di troppo pesano anche sulla sessualità

A cura di Fabrizio Tondat, Biologo Nutrizionista: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri 338 3642035

http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=485

 

Per la prima volta, un’ampia ricerca francese fornisce un quadro su come chi è in soprappeso o francamente obeso vive la sessualità. I dati raccolti, di grande interesse, evidenziano difficoltà, paure e conseguenze impreviste con le quali bisognerà necessariamente fare i conti, se si considera il continuo aumento nella nostra società di questi "pazienti". La ricerca ha coinvolto 9.635 soggetti di entrambi i sessi, di età compresa tra i 18 e i 69 anni, che nell’anno 2006 vivevano in Francia. Di questi, a parte gli oltre 6mila normopeso, 2.498 erano in soprappeso e 761 obesi. Per quanto riguarda le donne, nonostante l’attività sessuale sia nettamente inferiore rispetto a quella delle normopeso, il rischio di gravidanze indesiderate quadruplica: questo è dovuto alla scarsa aderenza a strategie contraccettive che hanno evidenziato le donne obese coinvolte nello studio. La ricerca del partner avviene solitamente in Internet, e le probabilità che il risultato sia un maschio di "stazza" robusta sono molto elevate. Negli uomini in sovrappeso od obesi i problemi veri sono la disfunzione erettile, che interessa, rispetto ai normopeso, quasi il triplo dei casi, e le malattie trasmesse sessualmente. Inoltre, anche gli uomini con chili in eccesso stentano a trovare una partner e a svolgere un’attività sessuale soddisfacente. «Da questa ricerca emerge un dato nuovo che va considerato con attenzione: l’obesità è una malattia vera e propria che non ha ripercussioni negative soltanto sulla salute e sulla longevità, ma condiziona pesantemente anche la sfera sessuale» ha commentato in un editoriale Sandy Goldbeck-Wood, specialista in medicina psicosessuale del Britain’s Hospital di Ipswich.
Fonti
BMJ. 2010 Jun 15 da doctor news, foto flickr
 

Strumenti
Studio psicologia Torino e Moncalieri | Sede di Moncalieri (Torino) - via Peschiera 15 - CAP 10024 | Sede di Torino - via Madama Cristina 34 - CAP 10125
Cell. 331 50.49.340 - 335 67.65.376 - Privacy Policy - Cod. fiscale 94046020015
powered by Strategie Digitali S.r.l.