09 Agosto 2011 articolo inserito in: Psicologia
PSICOLOGIA - di fabrizio

PSICOLOGIA

http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/viewarticles.php?category=7

Terremoto, le ferite nascoste dei bambini
all’Aquila uno su tre cresce con la paura
Uno studio coordinato dal Bambin Gesù di Roma ha analizzato gli effetti lasciati dal sisma del 6 aprile 2009 sulla psiche di 1.750 minori abruzzesi. I risultati sono drammatici: nelle zone più colpite, l’81% soffre di ansia, il 38% è affetto da sindrome post traumatica da stress
di TINA SIMONIELLO
ROMA - Il terremoto non finisce il giorno dopo e le macerie non sono solo quelle che si vedono. Ancora oggi un bambino abruzzese su sei è vittima della sindrome post traumatica da stress (Ptsd), rivive lo stesso attimo drammatico delle scosse, prova paura intensa, orrore e senso di impotenza. Questo è il dato più rilevante fra i tanti raccolti in due anni dallo studio "Raibow" sui disturbi psicopatologici dei bambini abruzzesi. Gli esiti della ricerca, promossa dall’Ordine dei camilliani, finanziata dalla Caritas e coordinata dall’ospedale Bambin Gesù di Roma, sono stati presentati al convegno romano "Bambini e catastrofi naturali: quale salute mentale".

Lo studio non ha precedenti nel suo genere, sia perché ha preso in considerazione solo bambini e giovanissimi (i dati in letteratura riguardano in genere gli adulti vittime di eventi bellici) sia per la vastità del campione analizzato: 1.750 minorenni, 550 dei quali fra i 3-5 anni e 1.200 nella fascia d’età 6-14, tutti reclutati all’Aquila e nel resto della regione. Dal campione iniziale, grazie all’aiuto di questionari compilati dai pediatri di famiglia, sono stati selezionati circa 320 bambini più a rischio, i quali sono stati quindi sottoposti a un approfondimento diagnostico neuropsichiatrico.

I risultati dicono che il 38% di loro soffre di disturbi psicopatologici: dall’ansia ai disturbi del comportamento e dell’affettività, come umore fragile, ipervigilanza e controllo, reazioni alterate al contesto, fino alla Ptsd. Più nel dettaglio, nella fascia d’età 6-14 anni, il 54% dei bambini aquilani ha presentato disturbi psicopatologici, contro il 36% dei coetanei del resto dell’Abruzzo. Il disturbo più frequente è l’ansia, con l’81% di prevalenza (54 per cento nel resto del territorio), segue il Ptsd col 15,4% (0,4 delle altre province). Nella fascia 3-5 anni non è stato registrato alcun problema neuropsichiatrico rilevante se non ansia e un 2,5% di Ptsd.

È evidente, spiegano gli esperti, che la risposta al trauma varia: più vicino è l’epicentro del sisma più é intenso il disturbo. Più piccolo è il bambino, poi, minori sono gli effetti subìti, grazie alla presenza per i più piccoli di fattori di protezione - a cominciare dalla famiglia più presente e avvolgente - ed al diverso livello di sviluppo del sistema nervoso e della coscienza al momento della tragedia.

"La psicopatologia che segue una catastrofe è stata sottovalutata e sottostimata nella popolazione pediatrica. Ora, con questo studio possiamo dire che il problema c’è", ha commentato a latere del convegno Stefano Vicari, responsabile della neuropsichiatria infantile del nosocomio pediatrico romano. Ma cosa rischia un bambino traumatizzato? E qual è l’effetto della cronicizzazione dei disturbi post catastrofe? "Ansia e Ptds limitano la qualità della vita del bambino, il suo presente. L’assenza di interventi mirati, psicosociali o anche farmacologici, può alterare la sua felicità personale futura e nel tempo portare a comportamenti antisociali. L’intervento terapeutico, peraltro - spiega il neuropsichiatra - , è stato parte integrante del nostro studio in Abruzzo".

 

"Dallo studio Rainbow - dice Vicari - nasce il progetto di un gruppo internazionale di intervento che ha già fatto esperienza sul campo dopo il terremoto in Cile".

foto da flickr
 

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01 Agosto 2011 articolo inserito in: Synergia Centro Trauma
La meditazione batte i farmaci. Basta un’ora per dimezzare il dolore - di fabrizio

Nutrizionista Fabrizio Tondat, Biologo 338 3642035: problemi alimentari, dieta, dimagrire, perdere peso, dietologi, Synergia Centro Trauma Torino e Moncalieri
http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/viewarticles.php?category=7

La meditazione batte i farmaci. Basta un’ora per dimezzare il dolore
Posted on 29 maggio 2011 by Immacolata Patrone
 

 

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience, lo zen ha un effetto analgesico. Durante l’esercizio della concentrazione “positiva”, nel cervello si accendono alcune aree e se ne spengono delle altre in un’azione “combinata” che riduce la sofferenza anche del 40%

 

di ADELE SARNO

ROMA – Altro che analgesici: quando il dolore è troppo forte basta un’ora di meditazione. La capacità di concentrare la propria mente e liberarla dai pensieri negativi, infatti, avrebbe il potere di ridurre l’intensità del dolore fino al 40%. Non solo, abbasserebbe del 57% anche quella sensazione spiacevole che segue la sofferenza. Queste “certezze” sono il punto d’arrivo di uno studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, secondo il quale lo zen batte i farmaci perché è in grado di influenzare l’attività delle aree cerebrali che controllano lo stimolo doloroso, regolandone il grado di intensità. In altre parole, dicono i ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem (Usa), la meditazione ha il potere di “assopire” la corteccia somatosensoriale e di “svegliare” il cingolo anteriore, l’insula anteriore e la corteccia fronto-orbitale. Questa azione “combinata” sulle aree che governano la percezione del dolore ha un potere analgesico.

“L’effetto che abbiamo riscontrato è sorprendente – spiega Fadel Zeidan, autore dello studio – basti pensare che la morfina o altri antidolorifici riducono in media il dolore del 25%”. Per testare gli effetti postivi della meditazione sul dolore, il team ha coinvolto 15 volontari. Tutti erano novizi dello zen. Per questo il campione è stato invitato a partecipare a un corso intensivo di una paricolare forma di meditazione, chiamata ‘mindfullness’. Ogni lezione di “attenzione focalizzata” durava 20 minuti, durante gli incontri ai partecipanti si chiedeva di concentrare la mente sul respiro, di mandare via pensieri intrusivi ed emozioni negative.

Contemporaneamente gli studiosi, con un’apposita apparecchiatura sistemata sotto la gamba destra dei soggetti, generavano per cinque minuti un calore dolorifico, raggiungendo una temperatura di 49 gradi centigradi. Prima e dopo le lezioni, i ricercatori fotografavano ciò che accadeva nel cervello dei partecipanti grazie a una speciale risonanza magnetica, chiamata Arterial spin labelling. Questa particolare tecnica è in grado di rilevare, attraverso la mappatura del flusso sanguigno, l’intensita del dolore. Così registravano le reazioni dei partecipanti al dolore sia durante l’esercitazione sia mentre erano a riposo. E’ emerso che la meditazione spegne il dolore riducendolo del 40%, con delle punte del 93% in alcuni volontari.

A livello cerebrale le scansioni hanno messo in evidenza una riduzione significativa dell’attività della corteccia somato-sensoriale, un’area fortemente coinvolta nella genesi della sensazione di dolore. Contemporaneamente si iperattivavano anche altre zone: il cingolo anteriore, l’insula anteriore e la corteccia fronto-orbitale. “Queste regioni cerebrali – dicono i ricercatori – plasmano il modo in cui il cervello costruisce l’esperienza del dolore a partire dai segnali nervosi provenienti dal corpo”. Una delle ragioni per cui la meditazione può essere stata così efficace nel bloccare il dolore è che non agisce su una singola regione del cervello, ma a più livelli.

”Questo studio – dice Fadel Zeidan – mostra che la meditazione produce effetti realmente positivi sul cervello. E che quindi potrebbe garantire il controllo del dolore senza l’utilizzo di farmaci”.

(05 aprile 2011)

http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2011/04/05/news/la_meditazione_riduce_il_dolore_del_40_-14538436/?ref=HREC2-12, foto flickr
 

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04 Giugno 2011 articolo inserito in: Psicologia
anche la consulenza psicologica è spesa detraibile in dichiarazione dei redditi - di cristina

Agenzia delle Entrate: anche la consulenza psicologica è spesa detraibile in dichiarazione dei redditi

Pubblicato il 23/05/2011 da Nicola Piccinini

Una gran bella notizia! L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n.20 del 13/05/11 [scarica in pdf], ha finalmente assimilato le prestazioni – di tipo sanitario – dello psicologo e dello psicoterapeuta a quelle del medico ammettendole così alla detrazione di cui all’art. 15, comma 1, lett. c) del TUIR.

Questo in particolare il testo della circolare, presente a pag. 36 dell’allegato:

5.15 Spese per sedute di psicoterapia
Quesito: Nell’elenco delle figure professionali e delle arti ausiliare riconosciute dal
Ministero della Salute le figure del medico chirurgo, dell’odontoiatra, del veterinario, dello psicologo – psicoterapeuta e del farmacista sono riportate in una tabella distinta rispetto a quelle indicanti le figure professionali di cui al DM 29 marzo 2001.
Si chiede di sapere se sia corretto ritenere appartenenti alla stessa categoria professionale il medico chirurgo e lo psicologo, con la conseguenza che anche per le prestazioni rese da questi ultimi non sia necessario richiedere la prescrizione medica.
Risposta: Il Ministero della Salute ritiene equiparabili, ai fini che in questa sede interessano, le prestazioni professionali dello psicologo e dello psicoterapeuta alle prestazioni sanitarie rese da un medico, potendo i cittadini avvalersi di tali prestazioni anche senza prescrizione medica. È pertanto possibile ammettere alla detrazione di cui all’art. 15, comma ,1 lett. c), del TUIR le prestazioni sanitarie rese da psicologi e psicoterapeuti per finalità terapeutiche senza prescrizione medica.

La posizione dell’Agenzia delle Entrate genera una serie di ricadute positive per la categoria degli psicologi. Vediamole nel dettaglio…
Riconoscibilità

E’ capitato a molti colleghi che i loro clienti o i loro commercialisti chiedessero o invitassero a far riportare in fattura la voce “Servizi di Psicoterapia” (o simili) anche quando si trattava di semplice consulenza psicologica o supporto psicologico. E ciò in quanto non era ben chiaro se quest’ultime prestazioni potessero essere detraibili. Insomma, una situazione poco chiara che andava a danno anche dell’immagine e credibilità dell’attività psicologica e dello psicologo (al di là di eventuali ed ulteriori specializzazioni!).

Finalmente si potrà inserire tranquillamente l’attività realmente svolta, si potrà tranquillizzare il cliente (circolare alla mano) che quelle spese le potrà detrarre, si dovrà sensibilizzare i commercialisti a questa nuova condizione di dignità dello Psicologo
Autonomia

La circolare specifica che la prestazione psicologica è detraibile dal cittadino anche senza passare da una precedente prescrizione medica. In altre parole, viene riconosciuta piena autonomia e rilevanza sociale allo psicologo. Ed anche questo determina un passo avanti da diffondere e valorizzare, invito che faccio a tutti i colleghi che operano in contesti sanitari ed alle Istituzioni professionali che ci governano.
Tutela

Da ultimo, è proprio questa autonomia dalla prescrizione medica, dalla figura medica, sostenuta da Ministero Sanità e da Agenzia delle Entrare, che riapre interessanti questioni inerenti il “boicottaggio dello Psicologo da parte di Assicurazioni Generali e Caspie” ed eventuali altre ancora… Ricordate? Queste assicurazioni non riconoscono rimborsi per psicoterapie effettuate da psicologi, ma solo da medici psichiatri o neurologi. Ecco, ad oggi si può (deve!) tornare a bussare per riavviare un nuovo confronto.

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20 Luglio 2010 articolo inserito in: Synergia Centro Trauma
problemi umani e sociali delle convivenza - di fabrizio

 problemi umani e sociali delle convivenza

Synergia Centro Trauma, Torino e Moncalieri
Centro specialistico sulle tematiche dell’età evolutiva e del trauma psichico
Psicologi per adulti, bambini, adolescenti, famiglie
Trattamenti dei disturbi alimentari - Terapia EMDR
Avvocati, psichiatri, neurologi, nutrizionista

www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/viewarticles.php

S.I.P.CO.
S.I.P.CO. SOCIETÀ ITALIANA DI PSICOLOGIA DI COMUNITÀ
www.sipco.it
Società Italiana di Psicologia di Comunità
Con il Patrocinio
dell’Università degli Studi di Torino
della Facoltà di Psicologia
e del Dipartimento di Psicologia
organizza:
8° Convegno Nazionale
Torino, 16-17 settembre 2010
Problemi umani e sociali della convivenza

I lavori del Convegno si articoleranno in:
• Sessioni tematiche
• Simposi preordinati, orali o a poster
• Spazio poster
Il Convegno propone le seguenti aree tematiche:
Cittadinanza e partecipazione
Legami, reti sociali e convivenze
Empowerment sociale
Salute, benessere e qualità della vita
Prospettive di genere
Identità sociali e appartenenze etniche
Relazioni familiari
Ambiente, territorio e comunità locale
Adolescenza e giovinezza
Metodi di ricerca
Psicologia positiva
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È prevista la presentazione di contributi scientifici su temi attinenti al Convegno sotto forma di
Comunicazioni Orali, Poster o Simposi. Gli elaborati/abstract dovranno pervenire alla Segreteria
Organizzativa entro e non oltre il 30/04/2010.
• L’accettazione definitiva e l’inclusione del contributo nel volume dei pre-atti è subordinata al pagamento
della quota di iscrizione da parte di almeno uno degli autori entro il 30 giugno 2010. A questo fine ciascuna
iscrizione può essere fatta valere una sola volta (nel senso che non è possibile avallare con la propria
iscrizione due diverse comunicazioni).
• L’invio dell’abstract dovrà avvenire esclusivamente “on-line”
Ciascun proponente potrà presentare al massimo 2 comunicazioni, di cui 1 come primo nome
MODALITÀ DI PROPOSTE DEI SIMPOSI
I simposi potranno prevedere 4 o 5 comunicazioni al massimo, di 15 minuti ciascuna e dovranno
essere organizzati in modo da favorire un effettivo scambio fra esperienze diverse e un’ampia
discussione. Il comitato scientifico individuerà un discussant che avrà il compito di animare il
confronto e la discussione. Tecnicamente, la proposta di Simposio segue le stesse modalità previste
per l’invio di un abstract. L’abstract di presentazione del Simposio deve contenere l’elenco delle
comunicazioni che lo compongono (specificando autori e titoli nel box dedicato all’abstract). Le
singole comunicazioni perverranno come “comunicazione in simposio” con l’indicazione del
proponente il simposio
REGOLE GENERALI PER LA SOTTOMISSIONE DEGLI ABSTRACT
1) Seguire la seguente struttura nella redazione dell’abstract: Introduzione, Obiettivi e Metodi,
Conclusioni;
2) L’autore dovrà indicare la preferenza tra presentazione orale, poster o simposio
REGOLE GENERALI PER LA REDAZIONE DEGLI ALLEGATI
1) Microsoft Word, testo in nero;
2) Carattere Times New Roman, corpo 12;
3) Interlinea singola;
4) Margini: sinistra 2 cm – destra 2 cm– alto 2 cm – basso 2 cm
5) Titolo Abstract (CARATTERI MAIUSCOLI);
6) Autori (Nome puntato, Cognome, Ente di Appartenenza, Città; sottolineare il primo autore);
7) Testo dell’abstract: 400 parole massimo;
8) Struttura: Introduzione, Obiettivi e Metodi, Risultati, Conclusioni;
3
NOTA BENE:
A) Gli abstract inviati via fax o via email non verranno considerati;
B) L’accettazione dell’abstract sarà notificata via email;
C) La scheda anagrafica riportata dovrà essere compilata in tutte le sue parti;
D) La sottomissione degli abstract è gratuita ma non costituisce l’iscrizione al Congresso.
NON VERRA’ EFFETTUATO ALCUN EDITING dell’abstract dal comitato
Scientifico/Organizzativo; l’autore si assume la piena responsabilità della grafica e degli eventuali
errori o refusi;
Gli abstract accettati saranno raccolti in un volume che verrà consegnato a tutti i partecipanti
regolarmente iscritti al Congresso.
La selezione dei contributi scientifici sarà effettuata entro il 31/5/2010. La comunicazione della
avvenuta accettazione sarà inviata all’indirizzo e-mail dell’Autore preposto alla presentazione.
PER INVIARE L’ABSTRACT CLICCATE QUI
MODALITÀ DI ISCRIZIONE
E’ possibile iscriversi al Congresso tramite procedura on line o inviando la scheda
cartacea tramite fax allo 011 2446900.
PER PROCEDERE ALL’ISCRIZIONE ON LINE O SCARICARE LA SCHEDA DI ISCRIZIONE
DA INVIARE PER FAX CLICCARE QUI
QUOTE DI ISCRIZIONE (20% IVA INCLUSA)
ENTRO IL 30/6/2009 DOPO IL 30/6/2009
Studenti €20 €30
Dottorandi, borsisti e specializzandi €80 €120
Soci SIPCO €110 €170
Altri €140 €200
Seguiranno nei prossimi annunci informazioni alberghiere e sull’organizzazione dei lavori nelle due
giornate. Tutte le informazioni sul congresso saranno costantemente aggiornate sul sito della Sipco
(www.sipco.it)
Per comunicazioni e informazioni: info@sipcotorino2010.it
4
COMITATO SCIENTIFICO
Direttivo Sipco:
Bruna Zani (Università di Bologna.), Angela Fedi (Università di Torino), Donata
Francescato (Università di Roma La Sapienza), Bianca Gelli (Lecce), Elena Marta
(Università Cattolica Milano), Raffaello Martini (MartiniAssociati Lucca-Milano),
Patrizia Meringolo (Università di Firenze), Carola Messina (ES Empowerment
Sociale, Palermo), Alessio Vieno (Università di Padova).
Piero Amerio (Università di Torino), Norma De Piccoli (Università di Torino),
Franco Floris (Animazione Sociale), Claudio Tortone (Dors – Regione Piemonte)
COMITATO TECNICO ORGANIZZATIVO
Università di Torino: Norma De Piccoli, Angela Fedi, Silvia Gattino, Stefano Tartaglia, Luana Ceccarini, Francesco Maltese
 

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