18 Giugno 2010 articolo inserito in: Psicologia
Psicotraumatologia. Come funziona una terapia del trauma? - di cristina

Psicotraumatologia. Come funziona una terapia del trauma?

TERAPIA DELLE VITTIME DEGLI ABUSI SESSUALI. Intervista a Martin Sack (Die Zeit, Hamburg - trad. José F. Padova) - a cura di Federico La Sala

* http://www.zeit.de/gesellschaft/zeitgeschehen/2010-04/trauma-heilung

Synergia Centro Trauma cura e aiuta le vittime di traumi psichici

Molte vittime degli abusi hanno taciuto per decenni. L’esperto di traumi Martin Sack spiega come i pazienti elaborano i loro ricordi e possono essere guariti.

lunedì 19 aprile 2010
[...] i risultati delle ricerche in atto sono molto incoraggianti. Quando si applicano tecniche speciali, ben studiate, l’80% delle terapie sono tanto efficaci che i sintomi scompaiono totalmente. Si può perfino guarire un trauma di guerra, avvenuto 60 anni prima. D’altra parte stendersi semplicemente sul lettino, mentre il terapeuta si tiene in disparte, non garantisce molto. Al minimo questo dura molto a lungo, finché per esempio non si arriva al fardello mediante colloqui psicoterapeutici. Per la terapia del trauma vi sono nel frattempo standard precisi di formazione [...]

Die Zeit, Hamburg
  Terapia delle vittime degli abusi sessuali

  “I ricordi non rielaborati sono sorprendentemente vivi”
  Intervista a Martin Sack, presidente della Società 
  tedesca di Psicotraumatologia e ricercatore sulla 
  efficacia dei trattamenti psicoterapeutici dei traumi.
  Molte vittime degli abusi hanno taciuto per decenni. 
  L’esperto di traumi Martin Sack spiega come i pazienti elaborano i loro ricordi e possono essere guariti.
  (traduzione dal tedesco di José F. Padova) *

Zeit online: Ininterrottamente trapelano nuovi casi di abusi sessuali nelle scuole. Perché molte vittime hanno taciuto tanto a lungo?
Martin Sack: Vi sono due motivi principali. In primo luogo è una reazione normale rimuovere e ottenebrare eventi terribili. È un comportamento molto sano per volgere sé stessi ad altro e potersi costruire una vita normale. Sovente il trauma viene incapsulato bene. Ma questo talvolta riprende più tardi [il suo spazio]. In secondo luogo l’esperienza dell’abuso è estremamente impregnata di vergogna. Se uno ne parla, si fa riconoscere come vittima, come persona guastata. Allora proprio bambini e giovani si chiedono: come reagiscono gli altri? Verrò emarginato? Essi si vergognano.

Zeit: Vi è un determinato tipo di persona per la quale il trauma diviene il problema?
Sack: No. In linea di principio ognuno può sviluppare i sintomi del trauma. Quanto bene possa essere elaborato un trauma dipende fortemente dalle risorse. Vivo in una famiglia nella quale domina un’atmosfera di calore? Ho buoni amici, pieni di comprensione? Se questo è il caso, è più facile raccontare il proprio travaglio. Al contrario bambini, che vivono in casa di genitori nella quale vi è poco sostegno e stabilità emotiva e che per i motivi più diversi non possono aspettarsi che i loro genitori possano governare i loro problemi, da un abuso sviluppano con magiore probabilità pesanti conseguenze.
In parte questo dipende anche da quanto gravi siano i traumi. Un abuso subito da persone che ci stanno vicine, persone di fiducia, è elaborato con difficoltà particolarmente pesanti. A questa categoria di persone appartengono naturalmente anche insegnanti e preti.
 

Zeit: Come si manifesta questo nelle vittime?
Sack: Vi sono due varianti, una più maschile e l’altra più femminile. In quella maschile le persone diventano rapidamente impazienti, incontrollate e aggressive, quando si impauriscono. L’altra, la variante femminile, si manifesta maggiormente in problemi con l’autostima: queste persone diventano depresse, apprensive e socialmente diffidenti. È come se tutta la collera si dirigesse contro la propria persona.
In ogni caso i traumatizzati posseggono solamente pochi meccanismi di compensazione, quando vivono simili sventure o disgrazie. Anche tipici sono gli incubi.
 

Zeit: Quando tipicamente deflagrano questi sintomi?
Sack: Talvolta immediatamente dopo aver subito l’abuso; tuttavia anche dopo molti anni vi possono essere fattori scatenanti che fanno emergere i ricordi. Non devono essere sempre gravi disgrazie. Talvolta è sufficiente che ci si confronti con le difficoltà dei propri figli o si pratichino tecniche di rilassamento.
 

Zeit: Si può veramente guarire un trauma, soprattutto quello subito decenni prima?
Sack: Sì, i risultati delle ricerche in atto sono molto incoraggianti. Quando si applicano tecniche speciali, ben studiate, l’80% delle terapie sono tanto efficaci che i sintomi scompaiono totalmente. Si può perfino guarire un trauma di guerra, avvenuto 60 anni prima. D’altra parte stendersi semplicemente sul lettino, mentre il terapeuta si tiene in disparte, non garantisce molto. Al minimo questo dura molto a lungo, finché per esempio non si arriva al fardello mediante colloqui psicoterapeutici. Per la terapia del trauma vi sono nel frattempo standard precisi di formazione.
 

Zeit: Come funziona una terapia del trauma?
Sack: Il primo passo consiste nel prendere sul serio il paziente traumatizzato, nell’ascoltarlo, nel dedicarglisi. Nel diventare testimone dell’accaduto. Poi si comincia a ridurre il carico [di dolore], mentre si combinano i brandelli di ricordi in un quadro completo, come un puzzle. Il paziente si deve confrontare con l’esperienza traumatica. In questo processo, da un ricordo non elaborato se ne trae uno rifinito e se ne integra l’esperienza nella vita attuale. Naturalmente al paziente riesce molto pesante guardare [dentro] ancora una volta con precisione. L’arte del terapeuta è quella di procedere in questo il più delicatamente possibile. Così il paziente rimane in grado di apprendere e non si trova troppo sotto stress.
 

Zeit: Come può il confronto con l’abuso sofferto avvenire con delicatezza?
Sack: Vi sono diverse tecniche. Qui sono di grande aiuto tre cose. In un primo momento si può osservare l’abuso dal di fuori, proiettare l’accaduto per esempio su un video o su un’altra persona. Soltanto a poco a poco il paziente lo accetta come una sua propria esperienza. Inoltre con il ricordo si attivano nello stesso tempo informazioni e risorse del giorno d’oggi, che allora, nella situazione traumatica, erano mancate. Queste sono proposizioni come: non sono colpevole. Sono sopravvissuto a tutto questo. Oggi sono sicuro [di me] e posso difendermi. Il terapeuta può anche indurre a inserire nei ricordi dal piano dell’immaginazione elementi di ausilio. A esempio la persona adulta può farsi avanti in uno scenario che rende inoffensivo l’autore dell’abuso e prende sotto la propria protezione il bambino traumatizzato. Così egli può modificare a suo piacimento il ricordo e considera sé stesso non più come inerme, ma come attivo.
 

Zeit: Un terapeuta agisce nei casi di abusi sessuali diversamente da quelli, per esempio, di traumi bellici?
Sack: Dopo un abuso sessuale insorgono in primo piano sentimenti come vergogna e senso di insudiciamento, dopo un trauma bellico forse più sensi di colpa e panico. Di questo si deve tenere conto. Tuttavia la strategia di base del trattamento è la stessa.
Zeit: Quanto sono realistici ancor oggi i ricordi di 20 o 30 anni addietro?
Sack: I ricordi non elaborati si sentono in modo diverso da quelli elaborati, vale a dire come se si avesse patito l’atto tremendo proprio in questo momento. I ricordi del paziente per trauma sono perciò sorprendentemente vivi. I dolori fisici vengono talvolta patiti oggi più fortemente che durante l’abuso stesso, perché in quella situazione è accaduto talmente tanto e tutto insieme che non tutto si è potuto avvertire.
 

Zeit: L’attenzione dei media aiuta o fa più danno?
Sack: Stupisce che tutto venga alla luce adesso. Questo è di grande valore non soltanto per la vittima personalmente, ma è importante anche per avviare cambiamenti. Lo si può osservare da come oggi si tratta il tema della violenza sessuale nelle famiglie, che è stato reso tabù negli anni ’70 e ’80. Adesso di questo non soltanto vi è una consapevolezza, ma vi sono dappertutto, per lo meno per le donne, consultori e case per la donna.
Spero che l’attenzione si estenda ancor più: sulla violenza criminale organizzata contro i minori, come la pedopornografia, la prostituzione e le violenze rituali. Vi sono gruppi mafiosi che portano i bambini a non potersi più difendere. Non abbiamo numeri sulla dimensione [del fenomeno], ma abbiamo in cura molti pazienti che lo hanno vissuto sulla loro pelle.
Nel caso di abusi e violenze nelle istituzioni e nella chiesa o nei [suoi] convitti si deve introdurre [l’idea] di un management del rischio, che nella chiesa manca ancora totalmente. Se lo si stabilisse sarebbe molto ciò che se ne guadagnerebbe.
 

Zeit: Che aspetto dovrebbe avere questo management del rischio?
Sack: Tutti gli istituti che ospitano bambini sono esposti al rischio di assumere collaboratori che hanno un problema con il potere: persone che si rivalutano nel mentre umiliano gli altri. Per questo motivo nei collegi, nelle scuole e nelle chiese devono essere inserite persone responsabili, che prestino attenzione a ciò che fanno i collaboratori e tengano d’occhio i bambini. Nei collegi i giovani devono avere assistenti anche di sesso femminile. Gli impiegati dovrebbero essere interrogati regolarmente. Questo si fa nelle università americane. Con scadenza annuale i docenti devono mettere per iscritto se si sono comportati correttamente nei confronti di collaboratrici o studentesse. Questo fa capire a tutti in modo chiaro: vi teniamo d’occhio.
 

 

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07 Maggio 2010 articolo inserito in: Formazione e Convegni
Trauma Psicologico strategie di intervento tra vecchie e nuove diagnosi - di cristina

Seminario di Studio Venerdì 14 Maggio 2010 ore 10-18
Università di Bologna
Dipartimento di Psicologia -Aula Magna- Viale Berti Pichat, 5 Bologna

Trauma Psicologico
strategie di intervento tra vecchie e nuove diagnosi

Synergia Centro Trauma, Torino e Moncalieri
Centro specialistico sulle tematiche dell’età evolutiva e del trauma psichico
Psicologi per adulti, bambini, adolescenti, famiglie
Trattamenti dei disturbi alimentari - Terapia EMDR
Avvocati, psichiatri, neurologi

La cura di persone che soffrono di disturbi connessi a eventi traumatici singoli o ripetuti, vissuti in età evolutiva o in età adulta, richiede sempre una attenzione particolare nella costruzione delle condizioni necessarie per procedere al trattamento. In generale gli eventi traumatici provocano un elevato allarme con importanti alterazioni delle funzioni di controllo degli impulsi e di modulazione delle emozioni.
Nel caso di persone cronicamente sofferenti per traumi continuativi subiti nell’età evolutiva, queste alterazioni possono accompagnarsi a importanti fenomeni dissociativi che rendono precaria e difficile la costruzione della necessaria alleanza con i curanti. La capacità di utilizzare l’aiuto di un altro essere umano è spesso danneggiata, e questa condizione è mantenuta dalla continua oscillazione tra diversi stati del Se, dall’elevato allarme determinato dall’ aspettativa di nuove aggressioni, e dalla attitudine a replicare le esperienze traumatiche nella relazione con se stessi o con il mondo, scaricando la violenza, la vergogna, la paura, l’orrore e le altre soverchianti emozioni attraverso comportamenti distruttivi.
Gli specialisti convergono sempre di più sul riconoscimento dell’importanza che ha una efficace diagnosi precoce che consenta di prevedere in anticipo queste possibili difficoltà, ed orientare il trattamento nel modo corretto, prevenendo il rischio di interventi iatrogeni.
La attuale nosografia non prevede categorie diagnostiche in grado di orientare adeguatamente il clinico in questo senso. Da qualche anno e da più parti a livello internazionale vengono proposte nuove categorie diagnostiche, quali il Disturbo da Stress Estremo NAS, il Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso e, più recentemente, il Disturbo Traumatico dello Sviluppo che promettono di dare un nuovo impulso al miglioramento della comprensione e del trattamento per questa tipologia di pazienti.

Alessandro Vassalli
Psicologo,Psicoterapeuta, Psicoanalista SPI e IPA
Responsabile del “Servizio di diagnosi e terapia del trauma psicologico†dell’ARP

Boccalon Roberto, Psichiatra, Psicoterapeuta, Direttore Istituto di Psicoterapia Espressiva
Tullia Toscani, Psicologa, Psicoterapeuta, Direttrice Istituto Terapia Familiare di Bologna
Erminia Della Cagnoletta, Psicologa, Arte Terapeuta, Presidente Art Therapy Italiana
Rosa Maria Govoni, Psicologa, Psicoterapeuta, DMT,Co-Direttore Istituto di Psicoterapia Espressiva

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24 Marzo 2010 articolo inserito in: Formazione e Convegni
supervisione clinica sul trauma, Torino - di cristina

Supervisioni cliniche con Alessandro Vassalli
Torino, settembre 2010 - dicembre 2011

Da settembre 2010, un venerdì al mese (h. 10 – 16), Alessandro Vassalli, psicoterapeuta dell’ Associazione per la Ricerca in Psicologia clinica (A.R.P., Milano) conduce un gruppo di supervisione clinica sui casi di bambini, adolescenti e adulti traumatizzati.
Il gruppo, composto di psicologi e psicoterapeuti di Synergia Centro Trauma, viene aperto a psicologi, psicoterapeuti, medici, psichiatri e neuropsichiatri infantili: la richiesta di iscrizione o di informazioni può essere inoltrata via mail a cristina.roccia@synergiacentrotrauma.it oppure telefonando a Synergia Centro Trauma al 335.67.65.376. Il costo e le date verranno comunicate agli interessati. Massimo 20 partecipanti.

 

 

Temi trattati:

costruire l’alleanza con il paziente post traumatico
L’effetto del trauma sul funzionamento mentale, oltre al PTSD
Come portare il paziente post traumatico a condizioni di sicurezza e di stabilità emotiva, prima di elaborare il trauma
Comprendere il momento per affrontare l’esperienza traumatica
Il controtransfer con il paziente post traumatico e con il paziente aggressivo
Come trattare le difese dissociative
La presa in carico del paziente singolo
La presa in carico del nucleo familiare
L’elaborazione delle memorie traumatiche
Come affrontare i micro traumi della relazioni di attaccamento

 

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24 Marzo 2010 articolo inserito in: Formazione e Convegni
corso formazione sul trauma Torino - di cristina

Presa in carico, diagnosi e trattamento di bambini e adulti vittime di traumi psichici
settembre 2010 – marzo 2011

 

Obiettivi e destinatari

Il corso si rivolge a operatori che operano in ambito sociale, educativo, medico, psicologico e clinico. Ha l’obiettivo di preparare i partecipanti a operare con vittime di violenze, abusi, traumi psichici, bambini maltrattati e famiglie maltrattanti.

Verranno trattati i seguenti temi:
La sintonizzazione emotiva con chi ha subito violenza.
Risorse e modalità comunicative da utilizzare nell’approccio al soggetto traumatizzato
La diagnosi nei bambini e negli adolescenti traumatizzati, vittime di abusi o maltrattamenti
I segnali di sofferenza dei minori; relazioni famigliari maltrattanti e abusanti.
L’ascolto e il dialogo con il minore maltrattato e abusato e con l’adulto protettivo.
La psicoterapia del minore vittima di abuso sessuale
Strategie di rilassamento e di contenimento dell’ansia per soggetti traumatizzati.
Modalità di rivelazione delle esperienze traumatiche: analisi di casi
Obiettivi e tecniche dell’intervento terapeutico
Meccanismi di negazione dell’autore dell’abuso.
L’impatto del trauma in età evolutiva e in età adulta
Diagnosi di PTSD semplice e complesso
La presa in carico del paziente traumatizzato

Metodologia
Sono previste relazioni su temi specifici relativi alla presa in carico, alla diagnosi e al trattamento psicoterapeutico di minori e adulti vittime di esperienze traumatiche. Il percorso alterna momenti teorici a situazioni simulate, utilizza anche materiale video, audio-registrazioni, disegni, test e perizie. L’analisi di casi tratti dall’esperienza degli psicoterapeuti di Synergia permette il confronto teorico pratico attraverso la discussione, le esercitazioni e lavori in piccolo gruppo.

Calendario, costi, sede del corso
Il corso si svolge il venerdì e il sabato, dalle ore 10 alle 17, nelle seguenti date: 22 e 23 ottobre,
26 e 27 novembre, 28 e 29 gennaio 2011 e 26 febbraio 2011, in sedi a Torino e Moncalieri.
Il costo del corso è di € 500. Per gli studenti ed educatori professionali il costo è di € 380.
Le quote indicate sono comprensive di € 120 per l’ associazione a Synergia Centro Trauma.
Non sono previsti crediti ECM
Per chi si iscrive entro il 30 giugno 2010: € 470 (educatori e studenti € 350) + in omaggio un libro sull’abuso sessuale curato da Cristina Roccia (edizione Franco Angeli).
Per iscriversi telefonare a 335.6765376 o scrivere a cristina.roccia@synergiacentrotrauma.it

Docenti
Alessandro Vassalli, psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista dell’ A.R.P ( Associazione per la ricerca in psicologia clinica) di Milano. Direttore del C.B.M. (Centro per il Bambino Maltrattato) fino al 1993. Fondatore e Presidente fino al 1997 del CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi per il Maltrattamento e Abuso all’Infanzia). All’interno dell’A.R.P., oltre a svolgere attività clinica e didattica, è responsabile del Servizio di diagnosi e terapia del trauma psicologico e responsabile del Servizio Famiglia e Coppia.
Cristina Roccia, psicologa, psicoterapeuta di Synergia CentroTrauma, terapeuta Emdr, esperta nella cura di soggetti traumatizzati, minori vittime di abuso e di maltrattamento e nella presa in carico delle loro famiglie
Daniela Bruno, psicologa, psicoterapeuta di Synergia CentroTrauma, terapeuta Emdr, esperta nella terapia del trauma e nella formazione sulle tematiche dei disturbi post traumatici e della cura delle vittime di abuso e violenza
Beppe Melchiorre, counselor esperto nel supporto a soggetti traumatizzati da incidenti, infortuni sul lavoro o d disabilità congenite o acquisite

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27 Gennaio 2010 articolo inserito in: Psicologia
DANNO ESISTENZIALE ORA SI CALCOLA COSI´ - di francesca

MARIAPAOLA SALMI

Sono almeno quindici le tipologie di danno che possono rovinare la vita di una persona. Si va dal danno da lutto a quello della sfera sessuale, da quello estetico al mobbing o allo stalking, fino al danno da handicap e persino da nascita indesiderata. Ora, a partire dal Lazio, avvocati, medici legali e giudici dovranno tener conto del parere tecnico-scientifico degli psicologi per quantificare il cosiddetto "danno esistenziale e psichico", e attenersi alle Linee guida redatte e presentate di recente dall’Ordine degli psicologi laziali. «L’iniziativa, unica nel suo genere, apre la strada a quella uniformità di trattamento valutativo delle vittime di reato e dei loro parenti - sostiene il presidente dell’Ordine, Marialori Zaccaria -. È impossibile infatti non tener conto dei disagi e delle alterazioni prodotte da certi reati sulla sfera psicologica, familiare, di relazione, affettiva e lavorativa in conseguenza del trauma. Leggi tutto…

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