25 Settembre 2011 articolo inserito in: Psicologia
inchiesta di Repubblica sul PTDS (Disturbo Post Traumatico da Stress) - di cristina

FOLLIA DA GUERRA

inchiesta di Repubblica sul PTDS (Disturbo Post Traumatico da Stress)

E’ difficile immaginare il dolore di un padre che aggredisce il proprio figlio senza averne consapevolezza. E’ altrettanto complicato immaginare cosa prova chi, dopo aver salvato la vita dei propri compagni di battaglia, la sera è costretto a levare dalla suola delle scarpe i resti di chi invece non ce l’ha fatta. Ranieri Salvadorini ci ha provato e ha raccontato in questa inchiesta le storie delle vittime del Post Traumatic Stress Disorder (PTSD), una patologia psichiatrica che colpisce (soprattutto) i reduci dalle missioni militari. Molto spesso chiamata anche sindorome del Viet Nam.

Piero e Pietro hanno combattuto a Nassiriya, hanno visto con i propri occhi la base militare italiana esplodere il 12 novembre 2003 (nell’inchiesta anche le immagini esclusive della base dopo l’attentato). Le loro storie sono quelle di tanti altri reduci, ma non lo sono ufficialmente. In Europa la media di Ptsd tra i contingenti è del 4-5 per cento, all’interno di una stima del 10 per cento di manifestazioni minori del disturbo. Si arriva al 20-30 per cento negli Stati Uniti, si scende di poco in Canada, mentre in Gran Bretagna la Difesa dichiara un 3 per cento, subito smentita dalle cronache: circa il 10 per cento dei detenuti nelle carceri britanniche (20 mila persone) provengono dalle forze armate, quasi tutti dentro per violenze (sopratutto domestiche) legate all’abuso di alcol e droghe. Le gerarchie militari italiane raccontano un’altra storia: su 150 mila soldati (stima al ribasso) impiegati all’estero tra Libano, Iraq e Afghanistan, risultano solo due o tre diagnosi all’anno. Statisticamente zero. Se invece si applicasse la media europea all’Italia, ci troveremmo di fronte a 7.000-7.500 casi. È credibile questa singolarità antropologica? E come si spiega? Se è davvero così inverosimile, come sostengono alcuni, per quale motivo il fenomeno non emerge? Disattenzione casuale o incompetenza inaccettabile ?

L’inchiesta rivolge queste domande a psicologi, psichiatri, magistrati militari. Il generale Michele Gigantino per 10 anni ha diretto il Dipartimento di scienze neurologiche e psichiatriche dell’Ospedale militare del Celio: "I risultati del lavoro di monitoraggio e prevenzione - dice - possono apparire inverosimili solo a chi ha ancora in mente l’esercito di leva". Il Sostituto procuratore presso il Tribunale di Padova, Sergio Dini, a lungo magistrato militare, spiega perché in Italia le cifre dei soldati colpiti da stress post-traumatico sono così clamorosamente sottostimate. Il parere della psicanalista Carol Beebe Tarantelli che dice: "E’ semplicemente impossibile che i dati ufficiali delle Forze armate riportino un numero così basso di casi di ‘Post traumatic stress disorder’: ci sono solo due spiegazioni, o non li rilevano o non dicono la verità". Lo psichiatra Daniele Moretti, del Centro di Igiene Mentale (Cim) di Finale Ligure, ha avuto molti reduci in cura, racconta: "Ci aspettavamo un’incidenza pari a quella degli altri Paesi. Ma le statistiche raccontano che il fenomeno è quasi inesistente". E la psicologa Sabrina Bonino, del Centro di Igiene Mentale (Cim) di Finale Ligure, che ha seguito alcuni dei reduci di Nassiriya, conferma l’autenticità della sofferenza. "Le differenze con gli altri Paesi sono evidenti - racconta - tutti avevano paura di non essere creduti e che per questo portavano le foto dei corpi mutilati. Una testimonianza della loro sofferenza".

Infine, l’inchiesta racconta l’esperienza della Gran Bretagna: a Londra è nata una casa per i reduci allo sbando.

Un’interessante inchiesta, con testimonianze video, apparsa sul sito di Repubblica.

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/09/01/news/matti_di_guerra-20537298/?ref=HREC1-1

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13 Luglio 2011 articolo inserito in: Formazione e Convegni
abstract del convegno EMDR Roma - di fabrizio

abstract del convegno EMDR Roma

CONGRESSO EMDR NAZIONALE
“TRAUMA E RELAZIONE”
23-24-25 SETTEMBRE 2011
Roma

http://www.emdritalia.it/ita/html/roma_2011.html

10.00 – 11.00
Sessione Plenaria
GLI EFFETTI DEL TRAUMA SULLO SVILUPPO INFANTILE
Anna Maria Speranza

L’esperienza di eventi traumatici di diversa natura altera in maniera sostanziale il funzionamento psicologico e neurobiologico del bambino, sia in prossimità del trauma stesso sia nel corso del tempo. In questo lavoro metteremo l’attenzione innanzitutto sulla differenza tra traumi relazionali e traumi di natura non relazionale, per approfondirne gli effetti sullo sviluppo del bambino. Faremo riferimento specificamente al cosiddetto “developmental trauma disorder” (van der Kolk, 2005) e all’individuazione delle diverse aree di compromissione del funzionamento evolutivo a seguito dell’esposizione a traumi (Cook et al., 2005). In secondo luogo verranno approfonditi gli effetti del trauma in relazione ai diversi momenti di sviluppo, dal periodo preverbale della prima infanzia fino all’adolescenza, cercando di indicare i punti di vulnerabilità e di resilienza sui quali è importante concentrarsi nell’ambito del trattamento.

 

11.30 – 12.30
Sessione Plenaria
EMDR E ATTACCAMENTO
Giampaolo Nicolais

Secondo Bowlby, le esperienze precoci del bambino con le proprie figure di attaccamento determinano rappresentazioni mentali - denominate Modelli Operativi Interni della relazione - che regolano aspetti centrali dello sviluppo come la regolazione degli affetti e la fiducia interpersonale. Analogamente, il modello AIP di Shapiro ipotizza l’effetto di esperienze precoci sullo sviluppo futuro del bambino. Ricordi di eventi particolarmente stressanti o traumatici tendono ad essere immagazzinati in modo disfunzionale nel cervello in uno stato non metabolizzato, sotto forma di “network mnestici” contenenti costellazioni di percezioni, aspettative negative, affetti e sensazioni corporee che possono essere riferite all’esperienza di caregiving. In situazioni infantili all’interno di accudimento particolarmente disfunzionali, il modello di attaccamento sviluppato dal bambino conterrà quindi network mnestici caratterizzati dall’esperienza del rifiuto e/o del maltrattamento. Il modello AIP prefigura perciò interventi, realizzati attraverso l’approccio dell’EMDR, che agiscono in senso trasformativo sulle peculiarità dei Modelli Operativi Interni della relazione. Le implicazioni di tale premessa sono l’oggetto della relazione presentata.

14.00 – 18.00
Workshop
I DISTURBI DI PERSONALITA’, RELAZIONI E EMDR
Dolores Mosquera – Anabel Gonzalez

I pazienti con disturbi di personalità manifestano difficoltà nel loro funzionamento quotidiano; nella loro storia di vita in molti casi sono presenti eventi traumatici e relazioni primarie di attaccamento insicuro. In questo workshop ci focalizzeremo sui disturbi di personalità del gruppo B, in particolar modo sui borderline. Tenteremo di spiegare l’interrelazione dei criteri del DSM con eventi traumatici precoci. Comprendere questi aspetti è basilare per un’adeguata concettualizzazione del caso nella Fase 1 e pianificazione del trattamento di questi pazienti con EMDR. Un trauma relazionale precoce influenza la traiettoria evolutiva del futuro adulto. Le persone con disturbo di personalità e con trauma complesso hanno molte difficoltà quando devono relazionarsi con gli altri. Uno degli aspetti che rende i disturbi di personalità difficili da gestire sono le reazioni emozionali che emergono nel terapeuta durante le sedute di EMDR. La gestione delle difficoltà relazionali è un aspetto centrale nel trattamento dei disturbi di personalità, e ciò verrà spiegato con l’ausilio di casi esempio nel corso del workshop. La fase di stabilizzazione è stata evidenziata come essenziale prima di iniziare il lavoro sul trauma con l’EMDR, ma nonostante questo presupposto ci sono due aspetti che necessitano un ulteriore sviluppo. Il primo è stabilire quando il paziente è pronto per l’elaborazione del trauma, dal momento che spesso la fase di stabilizzazione non è necessario prolungarla eccessivamente per utilizzare l’EMDR con questo gruppo clinico. Il secondo è lo sviluppo di interventi specifici derivanti dall’EMDR ma con un’adeguata struttura teorica. Questo argomento verrà trattato in modo approfondito nel corso del workshop. L’elaborazione del trauma nei disturbi di personalità implica molte particolarità che dobbiamo considerare. L’identificazione di questi aspetti è importante perché l’elaborazione del trauma con l’EMDR in questi pazienti possa essere implementata con efficacia. I pazienti borderline possono trarre miglioramenti da varie terapie ma solo l’EMDR è capace di “raggiungere” sintomi quali “il senso di vuoto” e gli effetti della traumatizzazione complessa. L’effetto della terapia con EMDR nell’esperienza clinica è evidente, anche se ricerche specifiche in merito sono ancora in corso con questi pazienti. Un aspetto interessante di questo workshop è l’integrazione dell’esposizione teorica e la presentazione di video di casi clinici, al fine di comprendere meglio gli specifici aspetti della terapia con EMDR nei disturbi di personalità . Verranno esposti e spiegati la struttura generale della terapia dell’EMDR nei disturbi di personalità, gli interventi della fase di preparazione e le considerazioni riguardo al lavoro sul trauma con l’EMDR. In questo workshop verranno approfondite anche le evidenze empiriche riguardo al trauma e ai disturbi di personalità e le pubblicazioni riguardanti l’EMDR e i Disturbi di Personalità.

18.30 – 19.30
Sessione Poster

19.00
Light Dinner
 

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23 Giugno 2011 articolo inserito in: Formazione e Convegni
abstract convegno nazionale EMDR, Roma, settemre 2011 - di cristina

ABSTRACT

CONGRESSO EMDR NAZIONALE

“TRAUMA E RELAZIONE”

23-24-25 SETTEMBRE 2011

Roma

Venerdì 23 settembre 14.00
Apertura Congresso
Isabel Fernandez

 

14.30 – 18.00
Workshop
TRAUMI DA NON RIPETERE.
ADULT ATTACHMENT INTERVIEW ED EMDR NELLA RIELABORAZIONE
DELLE MEMORIE TRAUMATICHE INFANTILI RIATTIVATE NELLA GENITORIALITA’
Anna Rita Verardo – Antonio Onofri

La ricerca sull’attaccamento ha ormai ampiamente dimostrato come lo stato mentale del genitore si riflette sul comportamento di attaccamento del bambino. Questo dato è emerso con una discreta chiarezza dai dati forniti dall’uso sperimentale della Strange Situation e della Adult Attachment Interview. La Adult Attachment Interview è uno strumento in grado di far emergere le criticità e le aree di mancata elaborazione rispetto alla storia di attaccamento di un individuo. L’intervista si occupa in particolare di indagare sia la capacità di avere accesso alle informazioni autobiografiche sia il poterle organizzare in un racconto coerente e comprensibile. Particolarmente utile a questo fine è il confronto costante – durante lo svolgimento dell’intervista – tra la memoria episodica e la memoria semantica, che possono così mostrare una concordanza più o meno ampia. A partire dal modello di Siegel, che indica nella comprensione della propria storia infantile il primo compito di un genitore al fine di non ripetere modelli di interazione inadeguati, gli autori propongono un protocollo di intervento terapeutico per i problemi clinici dell’area della genitorialità, che prevede da un lato un uso clinico delle domande della AAI come strumento principale per far emergere i ricordi autobiografici non sufficientemente elaborati che possono interferire in particolare con le capacità genitoriale di un individuo, e dall’altra l’impiego dell’EMDR per una elaborazione dei diversi episodi emersi dalla AAI e dalla analisi dei modelli impliciti di reazione disfunzionale nella relazione genitore-bambino.

 

Sabato 24 settembre 09.00 – 10.00
Sessione Plenaria
SVILUPPI TRAUMATICI E DISTURBI TRAUMATICI DELLO SVILUPPO
Benedetto Farina

Crescenti dati provenienti da indagini cliniche e epidemiologiche segnalano la notevole frequenza di traumi psicologici cumulativi di natura relazionale durante lo sviluppo e la loro significativa correlazione con diversi disturbi psicopatologici nell’età adulta. In particolare, da oltre vent’anni, clinici e ricercatori hanno individuato un nucleo costante di sintomi e criteri diagnostici che caratterizzano una precisa sindrome conseguente allo sviluppo della personalità in contesti traumatici (diversa dal PTSD) per la quale sono stati proposti diversi nomi: disturbo da stress post-traumatico complesso, disturbo traumatico dello sviluppo, disturbo post-traumatico di personalità, disturbo da stress estremo non altrimenti specificato. Le principali aree sintomatiche coinvolte nei disturbi traumatici dello sviluppo (le somatizzazioni, le alterazioni della coscienza e della modulazione delle emozioni) sembrano inoltre diffondere in un numero ampio di quadri clinici costituendo una dimensione psicopatologica che si associa in comorbilità con altri disturbi peggiorandone la prognosi. Tale triade sintomatica appare dipendere da meccanismi patogenetici basati sull’effetto dis-integrante delle esperienze traumatiche sulle funzioni mentali superiori. Lo scopo dell’intervento è quello di presentare in maniera sintetica un aggiornamento sulla psicopatologia, la clinica e la terapia dei disturbi traumatici dello sviluppo nell’adulto.

 

 

 

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23 Giugno 2011 articolo inserito in: Formazione e Convegni
congresso EMDR sul trauma, Roma, settembre 2011 - di cristina

CONGRESSO EMDR NAZIONALE
“TRAUMA E RELAZIONE”
23-24-25 SETTEMBRE 2011, Roma

Quest’anno il congresso della nostra associazione tratterà una tematica centrale in psicoterapia, ovvero le molteplici influenze che i traumi hanno sulle Relazioni Interpersonali. Questa tematica verrà affrontata in maniera approfondita secondo l’ottica della developmental psychopathology: partendo dalle prime fasi nello sviluppo delle relazioni interpersonali, parleremo di teoria e clinica dell’attaccamento, e di come le diverse configurazioni di attaccamento possono influenzare le capacità relazionali degli individui e le possibili psicopatologie. Questi argomenti verranno proposti in sessione plenaria dai massimi esperti del settore, che sapranno certamente offrirci una ampia rassegna delle teorie e delle ricerche più attuali; nel pomeriggio alcuni workshop - condotti da colleghi con un’esperienza significativa nel campo della applicazione dell’ EMDR a specifiche problematiche relazionali (la diade madre bambino; la coppia; la famiglia) - evidenzieranno come il binomio Trauma-Relazioni incida sullo sviluppo di varie difficoltà relazionali e disturbi psicopatologici, offrendoci quindi specifiche strategie di intervento con l’EMDR. Lo snodarsi delle tematiche affrontate nelle sessioni plenarie, l’ordine con cui verranno presentate, così come la sequenza dei workshop pomeridiani, prenderanno in esame l’intero ciclo di vita dell’individuo secondo un costante filo conduttore, ovvero la concettualizzazione del caso clinico, offendo così una guida chiara e precisa per la pianificazione dell’intervento terapeutico con EMDR, che si afferma sempre più come un approccio psicoterapeutico completo in grado di affrontare tutte le problematiche psicologiche dell’individuo lungo un’ottica temporale longitudinale che si muove dal passato al presente guardando al futuro.

Relatori invitati:

Grazia Attili Benedetto Farina

Silvia Mazzoni Giampaolo Nicolais,

Matteo Selvini Anna Maria Speranza

PROGRAMMA

 

Venerdì 23 settembre 14.00

Apertura Congresso - Relazione introduttiva

14.30 – 18.00

Workshop

TRAUMI DA NON RIPETERE.

ADULT ATTACHMENT INTERVIEW ED EMDR NELLA RIELABORAZIONE

DELLE MEMORIE TRAUMATICHE INFANTILI RIATTIVATE NELLA GENITORIALITA’

Anna Rita Verardo – Antonio Onofri

Sabato 24 settembre 09.00 – 10.00

Sessione Plenaria

SVILUPPI TRAUMATICI E DISTURBI TRAUMATICI DELLO SVILUPPO
Benedetto Farina

10.00 – 11.00

Sessione Plenaria

GLI EFFETTI DEL TRAUMA SULLO SVILUPPO INFANTILE

Anna Maria Speranza

11.30 – 12.30

Sessione Plenaria

EMDR E ATTACCAMENTO

Giampaolo Nicolais

14.00 – 18.00

Workshop

I DISTURBI DI PERSONALITA’, RELAZIONI E EMDR

Dolores Mosquera –Anabel Gonzalez

18.30 – 19.30

Sessione Poster

20.00

Light Dinner

Domenica 25 settembre 09.00 – 10.00

Sessione Plenaria

TRAUMA E RELAZIONE: IL RUOLO DELL’ATTACCAMENTO

Grazia Attili

10.00- 11.00

Sessione Plenaria

TRAUMA E RELAZIONE:

MEMORIE SOGGETTIVE E MEMORIE CONDIVISE NEL CONTESTO FAMILIARE

Silvia Mazzoni

1 1.30- 12.30

Sessione Plenaria

L’IMPATTO DELLE TERAPIE DEL TRAUMA E DELL’EMDR SUL MODELLO

SISTEMICO FAMILIARE-INDIVIDUALE

Matteo Selvini

12.30 – 13.00

Considerazioni finali e Chiusura Congresso

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23 Giugno 2011 articolo inserito in: Formazione e Convegni
congresso EMDR sul trauma, Roma, settembre 2011 - di cristina

CONGRESSO EMDR NAZIONALE
“TRAUMA E RELAZIONE”
23-24-25 SETTEMBRE 2011, Roma

Quest’anno il congresso della nostra associazione tratterà una tematica centrale in psicoterapia, ovvero le molteplici influenze che i traumi hanno sulle Relazioni Interpersonali. Questa tematica verrà affrontata in maniera approfondita secondo l’ottica della developmental psychopathology: partendo dalle prime fasi nello sviluppo delle relazioni interpersonali, parleremo di teoria e clinica dell’attaccamento, e di come le diverse configurazioni di attaccamento possono influenzare le capacità relazionali degli individui e le possibili psicopatologie. Questi argomenti verranno proposti in sessione plenaria dai massimi esperti del settore, che sapranno certamente offrirci una ampia rassegna delle teorie e delle ricerche più attuali; nel pomeriggio alcuni workshop - condotti da colleghi con un’esperienza significativa nel campo della applicazione dell’ EMDR a specifiche problematiche relazionali (la diade madre bambino; la coppia; la famiglia) - evidenzieranno come il binomio Trauma-Relazioni incida sullo sviluppo di varie difficoltà relazionali e disturbi psicopatologici, offrendoci quindi specifiche strategie di intervento con l’EMDR. Lo snodarsi delle tematiche affrontate nelle sessioni plenarie, l’ordine con cui verranno presentate, così come la sequenza dei workshop pomeridiani, prenderanno in esame l’intero ciclo di vita dell’individuo secondo un costante filo conduttore, ovvero la concettualizzazione del caso clinico, offendo così una guida chiara e precisa per la pianificazione dell’intervento terapeutico con EMDR, che si afferma sempre più come un approccio psicoterapeutico completo in grado di affrontare tutte le problematiche psicologiche dell’individuo lungo un’ottica temporale longitudinale che si muove dal passato al presente guardando al futuro.

Relatori invitati:

Grazia Attili Benedetto Farina

Silvia Mazzoni Giampaolo Nicolais,

Matteo Selvini Anna Maria Speranza

PROGRAMMA

 

Venerdì 23 settembre 14.00

Apertura Congresso - Relazione introduttiva

14.30 – 18.00

Workshop

TRAUMI DA NON RIPETERE.

ADULT ATTACHMENT INTERVIEW ED EMDR NELLA RIELABORAZIONE

DELLE MEMORIE TRAUMATICHE INFANTILI RIATTIVATE NELLA GENITORIALITA’

Anna Rita Verardo – Antonio Onofri

Sabato 24 settembre 09.00 – 10.00

Sessione Plenaria

SVILUPPI TRAUMATICI E DISTURBI TRAUMATICI DELLO SVILUPPO
Benedetto Farina

10.00 – 11.00

Sessione Plenaria

GLI EFFETTI DEL TRAUMA SULLO SVILUPPO INFANTILE

Anna Maria Speranza

11.30 – 12.30

Sessione Plenaria

EMDR E ATTACCAMENTO

Giampaolo Nicolais

14.00 – 18.00

Workshop

I DISTURBI DI PERSONALITA’, RELAZIONI E EMDR

Dolores Mosquera –Anabel Gonzalez

18.30 – 19.30

Sessione Poster

20.00

Light Dinner

Domenica 25 settembre 09.00 – 10.00

Sessione Plenaria

TRAUMA E RELAZIONE: IL RUOLO DELL’ATTACCAMENTO

Grazia Attili

10.00- 11.00

Sessione Plenaria

TRAUMA E RELAZIONE:

MEMORIE SOGGETTIVE E MEMORIE CONDIVISE NEL CONTESTO FAMILIARE

Silvia Mazzoni

1 1.30- 12.30

Sessione Plenaria

L’IMPATTO DELLE TERAPIE DEL TRAUMA E DELL’EMDR SUL MODELLO

SISTEMICO FAMILIARE-INDIVIDUALE

Matteo Selvini

12.30 – 13.00

Considerazioni finali e Chiusura Congresso

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