04 Luglio 2010 articolo inserito in: Psicologia
camera del suicidio - di fabrizio

 da il giornale
articolo di mercoledì 03 marzo 2010
 

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Nella stanzetta senza spigoli dei ragazzi che vogliono morire
di Maria Sorbi

 

La «camera anti suicidio» ha finestre sigillate, è sprovvista di cavi elettrici Il 40 per cento di chi arriva in pronto soccorso ha già cercato di uccidersi
Entri nella cameretta e pensi: «Che ambiente accogliente, sembra di essere a casa». Poi senti come i medici del Fatebenefratelli l’hanno ribattezzata e resti di ghiaccio. È la stanza anti suicidio. È qui che vengono portati i ragazzini che hanno tentato di togliersi la vita. In effetti, a guardarsi bene intorno, là dentro c’è qualcosa che non va. La finestra è sigillata, non ci sono sacchetti di plastica nei cestini, non ci sono appigli di nessun tipo, né negli armadi né in bagno. E perfino i cavi del computer sono un po’ più corti del solito per evitare che vengano usati come armi suicide. Per il resto, l’ambiente non potrebbe essere più familiare e accogliente: coperta di Topolino nel letto, divani colorati, pareti arancioni e gialle. «Abbiamo scelto accostamenti cromatici caldi - spiega Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli e psichiatra specializzato nei problemi dell’adolescenza - ma non eccitanti, con lo scopo di tener basso il livello di aggressività».
Non si vedono, ma all’interno della stanza sono nascoste anche delle telecamere per vigilare, attraverso dei monitor, il paziente durante la notte. «Non è escluso che il ragazzo tenti ancora il suicidio - spiega Mencacci -. Bisogna tener presente che chi ha provato una volta, è facile che tenti ancora: nel 60 per cento dei casi succede entro due anni. In ospedale dobbiamo garantire certi livelli di sicurezza e abbiamo strutturato la stanza per prevenire qualsiasi tipo di comportamento estremo».
Spesso i giovani pazienti passano nella stanzetta anche più di una settimana, a seconda del tipo di operazione che hanno subìto dopo il tentativo di suicidio. E qui cominciano un altro percorso di «ricostruzione». Interiore. In un anno, hanno dormito nella cameretta anti suicidi ben 50 ragazzini, la maggior parte tra i 15 e i 16 anni. Fra tutti gli adolescenti che sono arrivati al pronto soccorso del Fatebenefratelli, il 40 per cento aveva già provato a levarsi la vita. «Bisogna riflettere su questo dato - commenta Mencacci -. E anche sul fatto che il 20 per cento dei ragazzi, pur avendo già cercato di uccidersi, non è affiancato da nessun medico né sta seguendo alcun tipo di terapia. Spesso, sottovalutare i disagi dei figli e avere dei tabù su questo tipo di problemi espone i ragazzi a ulteriori rischi».
Per quanto possono, i medici cercano di prevenire atti estremi: non solo con sistemi di sicurezza ma anche con percorsi di sostegno agli adolescenti con problemi di depressione, bipolarismo o disturbi della personalità.
«La stanza - spiega Alberto Ottolini, direttore dell’unità operativa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza - è defilata rispetto alle altre per garantire al paziente e alla sua famiglia maggiore privacy in un momento così delicato. Abbiamo deciso di realizzarla per affrontare il problema in un modo nuovo: non solo dal punto di vista dell’emergenza medica ma anche sotto il fronte psicologico». Il primo passo per ricominciare a vivere è, come spiega Ottolini, «un luogo di degenza tranquillo dove creare le premesse per il ritorno a casa». La stanzetta anti suicidio è solo l’inizio di un percorso. Che prosegue con l’affiancamento dei medici e dei volontari dell’associazione Amico Charly, impegnati nel recupero dei ragazzi con iniziative di gruppo, laboratori di musica e corsi sportivi.

 

 

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23 Novembre 2009 articolo inserito in: Psicologia
STALKING: PASSIONE O OSSESSIONE? - di francesca

Lo stalking è una realtà dilagante. Sempre più persone vengono molestate da estranei o perseguitate da ex-amanti. Le stesse celebrità non sfuggono a quella che molti considerano una vera e propria emergenza sociale. Molti film e romanzi ruotano intorno alla figura del molestatore. Ma, nonostante se ne parli da molto tempo, è soltanto con gli anni Novanta che il termine stalking entra di prepotenza nel linguaggio contemporaneo. Stiamo parlando di un nuovo fenomeno? Veramente le relazioni umane sono cambiate solo negli ultimi decenni, diventando più intense ed insieme più perverse? O abbiamo iniziato semplicemente a descrivere i rapporti umani in modo nuovo? "Quando la passione diventa ossessione" è il primo libro che rivela la dimensione culturale di questo comportamento ossessivo ed esamina lo stalking nel contesto della diffusione delle comunicazioni di massa tipico della cultura contemporanea, e spiega anche che il fenomeno si annida nella nostra coscienza culturale (e nell’inconscio) da almeno duecento anni. Partendo dalla letteratura dell’Ottocento, con Edgar Allan Poe, Charles Dickens e Charles Baudelaire si arriva al cinema hollywoodiano contemporaneo. Leggi tutto…

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23 Novembre 2009 articolo inserito in: Formazione e Convegni
VOCI NEL SILENZIO - di francesca

LA VIOLENZA NEGA L’ESISTENZA

Sette giorni per informarsi, comprendere e contrastare la violenza domestica.

REGGIA DI VENARIA REALE  20-26 NOVEMBRE 2009. Piazza della Repubblica. Un’iniziativa della Regione Piemonte in collaborazione con la Città di Venaria Reale, La Venaria Reale, le Istituzioni di Parità regionali con il patrocinio di: Ministro per le Pari Opportunità, Segretariato Sociale Rai, Università degli Studi di Torino, Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro. 

“Voci nel silenzio. La violenza nega l’esistenza” è la prima grande iniziativa di sensibilizzazione sulla violenza domestica. Partita da Torino lo scorso marzo, dopo le tappe di Vercelli, Novara, Cuneo, Biella, Alessandria, Asti e Orta San Giulio, si conclude ora a Venaria - in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne - con un programma di 7 giorni nel corso dei quali, oltre alla libera fruizione della mostra in piazza della Repubblica (per gli orari si veda il programma allegato), sono previsti:

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31 Ottobre 2009 articolo inserito in: Psicologia
GLOSS ANTISTUPRO - di francesca

Gloss antistupro

Si chiama 2 Love My Lips ed è la nuova arma delle donne contro i malintenzionati che mettono la droga dello stupro nelle bevande delle ignare vittime. Basta metterselo e appoggiare le labbra sul bordo del bicchiere

Tutto passa per le labbra. A giudicare dal numero e varietà di rossetti che le aziende di cosmetici commercializzano a getto continuo sembrerebbe proprio di sì. Anche se non sempre è per deporre quel bel colore rosso che ne fanno uno strumento di seduzione. Si diversifica come in qualsiasi settore merceologico: così, dopo il lucidalabbra vibrante che regala piacere alle più lussuriose e il rossetto dimagrante per chi vuole eliminare quei fastidiosissimi chiletti di troppo che si accumulano spudoratamente nei soliti posti sbagliati, dalla Gran Bretagna giunge l’ultima novità: il gloss antisturpo.

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08 Settembre 2009 articolo inserito in: Psicologia
RELAZIONI PERICOLOSE - di francesca

Relazioni pericolose

Un amore "malato", un rapporto basato su abusi fisici e psicologici: ecco quali sono i segnali rivelatori, per accorgersene in tempo e scappare lontano. O per aiutare un’amica che ha bisogno ma che non osa parlarne

 

Ci sono segnali inequivocabili, a volte solo delle sensazioni: ma basta poco per rendersi conto che quello che si sta vivendo è un rapporto sbagliato, che potrà farvi solo soffire lasciando segni indelebili nel cuore e a volte anche sul corpo.

 

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