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"Mobilitamoci contro Rapelay"
Più di diecimila utenti chiedono la messa al bando del videogioco che incita alla violenza sulle donne. Protesta attiva sul network
ROMA. Sono più di diecimila le adesioni alla mobilitazione virtuale, attraverso Facebook, contro "Rapelay" il "gioco dello stupratore", avviata solo pochi giorni fa per chiedere la messa al bando del gioco nel nostro Paese, cancellandolo dal Web. Ne dà notizia lo staff di psicologi della società "Obiettivo Psicologia", che si è fatto promotore dell’iniziativa di sensibilizzazione.
Comunicato Stampa - L.R. n. 477/2007 "Istituzione di centri antiviolenza con case rifugio"
CITTA\’ DI TORINO
Consiglio Comunale
Commissione Consiliare Permanente Diritti e Pari Opportunità
Presidente M. Lucia Centillo
Con la L.R. n. 477/2007 "Istituzione di centri antiviolenza con case rifugio", approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 19 maggio 2009, il Piemonte organizzerà una vasta e capillare rete di Centri in cui accogliere le donne che si trovano costrette a lasciare la propria casa per sottrarsi alle violenze.
Il Comunicato Stampa al link del Consiglio Regionale del Piemonte: http://www.consiglioregionale.piemonte.it/attivita/comunicati/2009/05_maggio_2009/case_rifugio.htm
In allegato, il Comunicato del Comitato Promotore Firmaconnoi.
Cari saluti.
Fonte: Comune di Torino
VICE DIREZIONE GENERALE SERVIZI AMMINISTRATIVI E LEGALI
Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere
Via Corte d\’Appello, 16
10122 TORINO
Tel. 011 44325 08/09/57 politichedigenere@comune.torino.it
Ultime notizie : un libro sulla violenza alle donne
ari - Simonetta
Agnello Hornby e il suo nuovo romanzo: ‘Vento scomposto’
Bari - Simonetta
Agnello Hornby e il suo nuovo romanzo: ‘Vento scomposto’
Simonetta Agnello Hornby, la scrittrice palermitana residente a Londra, nota per le sue ambientazioni siciliane, lascia l’isola delle sue origini per raccontare la sua attività decennale di avvocato specializzato nel diritto di famiglia e dei minori.
Lo fa nel suo nuovo romanzo: “Vento scomposto”, edito Feltrinelli, in cui indaga con coraggio l’ambiguità insita in ogni accusa di abuso e porta alla luce ragionamenti e convinzioni di chi è incaricato di proteggere i minori e appurare la verità.
Un legal thriller di gran classe; la vicenda giudiziaria è incalzante, ma è anche una porta che si spalanca sull’Inghilterra degli anni ruggenti della finanza (appena ieri) con quell’elitè di giovani operatori della city baciati da ricchezze enormi e, dalla parte opposta, gli sfortunati, quelli che nel quartiere di Brixton, ruotano
attorno ai servizi sociali.
E in “Vento scomposto” i due mondi si incontrano . E di li a poco, Mike Pitt, finanziere milionario, si trova imputato, come uno qualunque, di abuso sulla figlia. E forzato, come se fosse un londinese dei sobborghi o dei bassifondi, a rivolgersi non ai lussuosi studi legali cui è abituato, ma a un avvocato uso a trattare coi servizi sociali e, se necessario, in grado di battersi con essi, Steve Booth : è costretto a presentarsi nell’ufficio di questi, a Brixton, dove passano bianchi e neri, donne maltrattate, genitori a cui è stata levata la potestà, minori da tutelare.
l canto di Paloma: film sulla violenza sessuale. Un nuovo terribile film sulla violenza sessuale alle donne.
Venerdì 8 maggio appuntamento al cinema per l’uscita del film
Parla proprio della violenza femminile questo nuovo film di Claudia Llosa, una donna, una giovane regista peruviana, che racconta storie di donne proprio come noi, ma con la sfortuna di essere nate in Perù durante gli anni della lotta terrorista, oppure da madri che hanno vissuto quell’epoca di dolore.
Uno dei temi di più sconcertante attualità che la cronaca quotidianamente ci rimanda, quello dello stupro, che anche nel Festival del cinema di Berlino ha avuto grande spazio.
Proprio alla Berlinale infatti è stato presentato il film Il canto di Paloma, di cui oggi vi parliamo. Leggi tutto…
Aggirati i divieti: "Rapelay" si diffonde sul web ELENA LISA Milano
Simulare uno stupro. Per vedere cosa si prova, per fare un’esperienza, magari rifarla dal vero, se è piaciuta, oppure solo per
giocare con un videogame nuovo e poi raccontarlo. Basta avere un qualunque computer per scaricare tutto da Internet: gioco e traduzione per usare i tasti della console e poter strappare indumenti a una donna e costringerla a subire una violenza. Non si può più comprare su eBay o Amazon perché dopo polemiche
furiose, in Spagna, in Germania e in Irlanda, il gioco è stato vietato. Invece non solo si può scaricare, ma anche «moddare», cioè modificare per rendere la storia ancora più forte.
Come se le scene di Rapelay, questo il nome del «gioco», un composto da rape, stupro e replay, ripetuto, da sole non bastassero.
Non fossero sufficientemente vere e violente. Il prodotto è giapponese, creato nel 2006, e le immagini riproducono fedelmente i personaggi dei fumetti manga.
Quasi subito ha raggiunto i siti di vendita online più frequentati dai ragazzi in cerca dell’ultima «novità», dando il via a forti proteste da parte di associazioni e autorità. In America e in Gran Bretagna sono riusciti a bandirli dai siti web. In Irlanda a far scoppiare lo scandalo sono stati i laburisti che si sono trovati a dover discutere con centinaia di blogger che sostenevano la liceità di Rapley, sostenendo che ciò che si vive nel gioco non è molto diverso
dall’immedesimazione durante un film violento.
Il protagonista è un maniaco che mette gli occhi su una famiglia composta solo da donne: madre e due figlie, una delle quali minorenne. E’ proprio quest’ultima a essere notata dall’aggressore. Il gioco incomincia alla stazione ferroviaria, dove è possibile
zoomare sulla ragazza e alzarle la gonna, e prosegue sul treno dove iniziano le molestie. La violenza vera e proprio avviene esattamente a questo punto. I più esperti di videogame possono contare su opzioni aggiuntive, ad esempio sulla «modalità Freeform» grazie alla quale il personaggio controllato dal giocatore
si getta su qualsiasi donna che incontra durante la storia e incita altri
personaggi del gioco a partecipare all’azione.
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